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Gasdotto Snam: «la Conferenza dei servizi deve essere sospesa»

La richiesta è quella di aprire un Tavolo di confronto tra governo e istituzioni

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Gasdotto Snam: «la Conferenza dei servizi deve essere sospesa»

ABRUZZO. «La Conferenza dei servizi sul progetto Snam deve essere sospesa».
La richiesta arriva dai Comitati cittadini per l’ambiente secondo i quali ci sarebbe una lunga serie di aspetti da chiarire.
Ma la stessa richiesta arriva anche dal Movimento 5 Stelle: i parlamentari hanno infatti consegnato al viceministro Claudio De Vincenti una lettera con la richiesta di sospensione del procedimento attuativo del tratto Sulmona-Foligno in quanto la recente esplosione del gasdotto a Mutignano di Pineto «è la dimostrazione che le grandi opere dovrebbero essere realizzate secondo il principio di precauzione, sancito dal trattato istitutivo dell'Unione europea».

Intanto a Roma mercoledì scorso la Conferenza dei servizi non ha portato a nessuna decisione concreta e il discorso è stato rinviato ad un prossimo incontro.
La Snam si è presentata con uno studio sulla sismicità che doveva essere l'occasione per fugare ogni dubbio sui rischi derivanti dall'attraversamento di aree altamente sismiche da parte di mega gasdotto "Rete Adriatica": una sorta di "asso nella manica" tenuto in serbo per mettere a tacere ogni dissenso. «La mossa a sorpresa della multinazionale ha invece prodotto l'effetto contrario», rilevano i Comitati, «poiché i rappresentanti delle Istituzioni locali intervenuti nella Conferenza di Servizi, sono usciti ancora più convinti della insostenibilità di un progetto che sconvolgerebbe i territori dell'Appennino centrale, molto fragili sotto il profilo sismico, idrogeologico ed ambientale».

Peraltro, come ha sottolineato l'assessore regionale Mario Mazzocca, quello commissionato dalla Snam al politecnico di Milano sarebbe uno studio troppo generico e non ancora minimamente formalizzato; uno studio che «non corrisponde a quello che deve essere redatto e che deve partire dai dati della sismicità e microsismicità locale dei singoli territori attraversati».
Il presidente della Commissione Ambiente e Territorio della Regione Abruzzo, Pierpaolo Pietrucci, ha evidenziato invece come lo studio del politecnico di Milano su incarico Snam difetta del requisito della terzietà.

«OPERAZIONE DI PARTE»
«Siamo, in sostanza, di fronte ad una operazione chiaramente di parte le cui risultanze, a tutt'oggi parziali e comunque non disponibili, non possono essere prese come verità assolute», insistono dai Comitati per l’Ambiente secondo i quali è necessario che la Regione sia messa nelle condizioni di confrontarsi con la Snam attraverso un proprio studio e che per questo abbia a disposizione un congruo periodo di tempo, così come lo ha avuto la Snam.
«Quanto avvenuto ieri è la riprova che la Conferenza di Servizi non solo va sospesa, ma non doveva neppure essere aperta, stante la carenza di un elemento essenziale, quale appunto gli studi di dettaglio sulla sismicità. Ma c'è di più : ormai è del tutto evidente che il procedimento autorizzativo è inficiato alla base da una incredibile quantità di incongruenze e forzature».

«TROPPI INTERROGATIVI»
Ancora tanti gli interrogativi senza risposta, secondo i Comitati, che domandano: come ha potuto la Commissione nazionale Via chiudere i propri lavori e rilasciare il parere favorevole di compatibilità ambientale in mancanza di tali fondamentali studi nel progetto della Snam e derubricarli a semplici "prescrizioni"? E gli studi di dettaglio sulla sismicità relativi alla centrale di compressione, in prossimità della faglia attiva del M.Morrone con le relative cinque condotte da 1 mt. e 20 l’una (quattro di collegamento più quella del Sulmona-Foligno) dove sono?
Come è possibile varare un progetto così mastodontico senza la Valutazione Ambientale Strategica? Come si possono giustificare cinque VIA separate anzichè la VIA unica per un'opera di 687 chilometri?

Come si può giustificare lo sdoppiamento in due iter autorizzativi separati, uno per la centrale e l'altro per il metanodotto, senza ipotizzare che si sta cercando di imporre prima la centrale per poi non modificare affatto il tracciato del metanodotto? Come si può andare avanti nell'autorizzazione, stante la violazione della normativa sugli usi civici, che sancisce il mutamento di destinazione come condizione essenziale?
«La conclusione è solo una», insistono i comitati, «il governo nazionale si fermi ed apra un confronto a tutto campo con le Regioni e le Istituzioni locali su tutti questi aspetti e sulla ineludibile questione della sicurezza di impianti così pericolosi, balzata drammaticamente alla ribalta con l'esplosione di Mutignano di Pineto del 6 marzo scorso. Il governo convochi senza ulteriori indugi il tavolo per le alternative di tracciato, al di fuori dell'area appenninica, così come deciso dalla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati».