I CONTI NON TORNANO

Teateservizi, «paradossali sprechi del Comune di Chieti»

L’Altra Chieti: «vicenda incredibile, ma chi vigila?»

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Teateservizi, «paradossali sprechi del Comune di Chieti»

CHIETI. «Una vicenda che ha dell’incredibile ma che dimostra chiaramente il disinteresse, la superficialità e la poca professionalità con cui si amministra la Città di Chieti».
L’Altra Chieti scoperchia i «paradossali sprechi» del Comune di Chieti che ruotano intorno alla Teateservizi che dal 2007 gestisce la riscossione dei canoni di locazione degli immobili comunali e tutte le altre attività connesse e complementari a tale servizio in cambio di un aggio calcolato a percentuale (4,20% normale, 15% su accertamento, 20% su riscossione coattiva).
A settembre 2008 alla stessa Teateservizi è stato affidato un ulteriore compito, sempre in materia di immobili comunali, consistente nella rideterminazione dei canoni, la relativa sottoscrizione di nuovi contratti di locazione con gli assegnatari delle case comunali e l’invio della bollettazione per pagare i canoni.
Per questo lavoro gli vengono riconosciuti  90.000 euro annui da sommarsi ai ricavi in percentuale sui canoni riscossi.
«Questo “ulteriore” accordo», denuncia L’Altra Chieti, «mai soggetto ufficialmente a nessun tipo di verifica, viene prorogato, a partire dal 2010, fino ad oggi e, da risultanze di atti prodotti dal competente Ufficio Politiche della Casa del Comune di Chieti, si evince un quadro che a dir poco presenta aspetti di illegittimità e di sicuro interesse per la Corte dei Conti e per le autorità giudiziarie».
Infatti dai prospetti redatti dall’Ufficio Casa L’Altra Chieti scopre che ad esempio negli anni 2013 e 2014 a fronte di un introito del Comune per canoni di 74.147 euro per il 2013 e di  62.437 euro per il 2014  alla Teateservizi sono stati corrisposti, oltre agli aggi sulle predette somme, anche 80.000.00 per ciascuna annualità.
«Cioè», denuncia L’Altra Chieti, «il Comune nel biennio indicato ha incassato 135.584,00 per canoni  e per incassarli ha pagato alla Teateservizi 160.000 euro oltre agli aggi sull’incassato».
Negli anni precedenti, e cioè da fine 2008 (data della stipula dell’ulteriore accordo) la situazione non appare migliore e per tutti gli anni il bilancio è sempre stato negativo per il Comune.
«Interessante notare», spiega ancora L’Altra Chieti, «come in tutti questi anni le morosità, e quindi il non riscosso, siano praticamente raddoppiate a fronte di una sommatoria di canoni praticamente identici passando dai 43.000 euro circa del 2008 ai circa 80.000 euro del 2014.
Vi è poi da considerare che in tutti questi anni la Teateservizi non ha provveduto a rideterminare i canoni e neanche ha ristipulato nuovi contratti con gli assegnatari, né ha provveduto a realizzare un censimento adeguato circa la situazione economica degli occupanti gli immobili comunali al fine di rideterminare correttamente i canoni per stabilire se le morosità sono realmente tali».
Secondo L’Altra Chieti se la Teateservizi è un semplice prestatore d’opera («ben pagato malgrado gli scarsi risultati prodotti dal suo manegement») il vero responsabile di tutta la situazione è il Comune: «nessun dirigente  al momento di adottare ulteriori proroghe per gli anni 2010, 2011, 2012, 2013, 2014 si è mai accorto di questo incredibile spreco?
E l’apparato politico che pure hanno il dovere di vigilare (oltre a quello elementare di infornarsi) cosa hanno viglitato? Di cosa si sono occupati in questa vicenda ? Si rendono conto di quale spreco di denaro e risorse pubbliche hanno permesso? Ed i revisori dei conti dell’Ente non si sono accorti neanche loro di questo scempio?»