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Carpineto della Nora, ancora danni da maltempo: torna l’incubo blackout

Gabrielli: «troppi Comuni non hanno uno straccio di piano di protezione civile»

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Carpineto della Nora, ancora danni da maltempo: torna l’incubo blackout



CARPINETO DELLA NORA. Torna l’incubo blackout a Carpineto della Nora.
Per oltre 20 ore, dal pomeriggio di mercoledì scorso, è mancata la corrente elettrica sul territorio comunale accentuando le già gravi situazioni di disagio che il paese vive.
Il sindaco, Donatella Rosini, è sul piede di guerra dopo questo ennesimo disservizio dell’azienda Enel.
«Qui l’emergenza non è mai finita – polemizza il primo cittadino- Dalla nevicata del 5 marzo scorso, la corrente elettrica è perennemente in intermittenza presso le nostre case. E’ inammissibile che a venti giorni dall’inizio dello stato di calamità, ancora oggi, nonostante le rassicurazione da parte dell’Azienda, ci siano problemi simili. L’Enel deve tener conto che è stata ripristinata sì la rete, ma in uno stato provvisorio, in quanto perdurano movimenti franosi e di dissesto».
I cittadini sono coscienti della criticità del momento e della difficoltà degli operai dell’Azienda hanno ad operare su territori e condizioni di enorme difficoltà, ma allo stesso tempo chiedono che vengano tutelati i loro diritti verso questo servizio essenziale.
«Comprendiamo che sono necessari dei lavori straordinari sulle linee ma chiediamo l’intelligenza di pianificare con tempo tali interventi considerando anche l’ipotesi di coordinarsi con gli Uffici comunali così da evitare maggiori disservizi ai miei cittadini, nonché vostri clienti – dichiara il sindaco. Questa mia polemica, già espressa con numerose segnalazioni, a rigor del vero non nasce dall’evento scorso ma in realtà è figlia della vetustà degli impianti nonché dalla negligenza di taluni ad operare con manutenzione ordinaria e straordinaria su impianti e linee che non vedevano un operaio da anni».
Il paese da quasi un mese vive condizioni molto difficili. Diversi fronti franosi minacciano abitati e famiglie, tanto che nei giorni scorsi il sindaco è stato costretto a ordinare lo sgombero contingibile ed urgente di 9 persone.
Proprio il sindaco aveva denunciato l’assenza delle istituzioni e lamentato il fatto che le piccole realtà come la sua avevano dovuto far fronte ad una emergenza più grande di loro.
Intanto proprio oggi il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, ha sostenuto che in Italia ci siano troppi comuni che «non hanno uno straccio di piano di protezione civile e chi ce l'ha non l'ha attuato, e comunque la popolazione non ne è consapevole».
Gabrielli ha spiegato che per colmare le lacune delle amministrazioni locali «io non ho poteri», perchè «quello di protezione civile è un sistema policentrico che ha vari livelli di responsabilità».
Parlando a margine della consegna del "Premio di laurea dedicato ai giovani studenti 'caduti' a L'Aquila", promosso dal Consiglio nazionale dei geologi, il numero uno del dipartimento di Palazzo Chigi ha continuato: «ci sta pure che il Gabrielli di turno ci metta la faccia e si prenda anche le 'pomodorate', ma ciò non toglie che vanno individuate le singole responsabilità altrimenti i cittadini non capiscono e non sanno con chi prendersela». Osservando che nel nuovo progetto di riforma della Protezione civile «potrebbe essere una buona idea» inserire «una norma che consenta di verificare a livello nazionale l'esistenza e l'adeguatezza dei piani territoriali», Gabrielli ha infine sottolineato che «andiamo incontro a tempi complicati segnati da cambiamenti climatici estremi: se non ci attrezziamo - ha concluso - saremo costretti a un'impotente conta delle vittime».