LA SCOPERTA

Pescara, M5s: «commercianti pagano da 20 anni tassa non dovuta»

La denuncia: «c'è 'tassa su non-pubblicità»

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Pescara, M5s: «commercianti pagano da 20 anni tassa non dovuta»

Alessandrini e Sabatini

PESCARA. «A Pescara, per quasi vent'anni, è stata fatta pagare un'incredibile 'tassa sulla non-pubblicità', a causa di una errata interpretazione del regolamento Cosap».

A denunciarlo è il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle in Comune, che questa mattina ha presentato una proposta di deliberazione per eliminare la tassa in questione. La denuncia dei grillini arriva in seguito a una "scoperta" fatta confrontando il regolamento sulla pubblicità con quello sull'occupazione del suolo pubblico in merito alle imposte applicate alle insegne d'esercizio. «Gli uffici comunali per prassi consolidata chiedono un'istanza di occupazione del suolo pubblico permanente anche alle insegne d'esercizio»,  ha spiegato la capogruppo m5s Enrica Sabatini, «ovvero quelle insegne che si limitano ad indicare l'attività commerciale svolta e che in quanto tali non dovrebbero prevedere alcuna imposta appunto "pubblicitaria", né alcun canone per l'occupazione di spazi pubblici che é destinato infatti esclusivamente a specifici cartelloni o altri mezzi pubblicitari». 

"L'inghippo" sarebbe infatti legato, secondo il Movimento 5 stelle, al fatto che le insegne d'esercizio sono state tassate per anni anche se considerate non pubblicitarie dal regolamento della Pubblicità ed anche se non incluse nel Piano generale degli impianti pubblicitari in cui vengono indicati gli specifici cartelloni e mezzi pubblicitari sottoposti alla tassa di occupazione.

«I cartelloni e gli altri mezzi pubblicitari che devono essere soggetti a canone per l'occupazione di spazi pubblici», ha illustrato l'architetto Giampiero Lettere consulente ed attivista del M5S «vengono definiti dal Piano generale degli impianti pubblicitari e le insegne d'esercizio non sono considerate all'interno di quest’ultimo, come si evince dall'art 47 comma 1 del suddetto Piano, quindi non devono essere soggette a canone».
Secondo entrambi i regolamenti (Pubblicità e Cosap) nessuna imposta sarebbe quindi dovuta per le specifiche insegne d'esercizio.

Nella realtà però il Comune, per un'errata interpretazione secondo i pentastellati dell'art 19 comma b del Cosap, richiede l'istruttoria di occupazione del suolo pubblico permanente anche per le insegne d'esercizio ed obbliga così il cittadino a pagare 110 euro, 7 Marche da bollo da 16 euro, 200 euro di registrazione del contatto all'agenzia delle entrate ovvero un totale di 675 euro quando invece, secondo i consiglieri M5s, dovrebbe essere richiesto solo un costo di 75 euro per la pratica edilizia CIAEL tra diritti di istruttoria e segreteria. 

«Per decine e decine di anni si é fatta pagare ai commercianti un'imposta sulle insegne d’esercizio che noi riteniamo non dovuta» affermano i consiglieri M5s «una tassa sulla pubblicità “mascherata” da imposta sull'occupazione del suolo pubblico. Dopo la tassa sull'ombra, siamo di fronte ad un’imposta sulla "non-pubblicità" dal momento che la tassa sull'occupazione del soprassuolo permanente è stata applicata anche per le insegne d'esercizio che non sono pubblicitarie, come indicato dal regolamento stesso della pubblicità, e che quindi dovrebbero essere assolutamente esenti da tale pagamento».

CUZZI: «NESSUNA NOVITA’, GIA’ PREDISPOSTA MODIFICA»
«L’abolizione del pagamento del canone per l’occupazione di suolo pubblico per l’insegna di esercizio non è una novità per noi», replica l’assessore al Commercio, Giacomo Cuzzi, «apprezzo l’impegno del Movimento 5 Stelle che oggi si esprime sull’argomento, ma questo obiettivo ci appartiene sia dalla campagna elettorale, che da quando siamo arrivati al governo della città».
«Tant’è che l’abolizione, annunciata in dicembre nell’ultimo numero della pubblicazione del Comune (Pescara Magazine) presto diventerà proposta di modifica del regolamento che verrà contenuta da una delibera pronta per la Giunta e che contiamo di portare in Consiglio nelle prossime settimane».
Cuzzi spiega di aver già dato mandato da diverse settimane agli uffici di predisporre la modifica dell’attuale Regolamento Cosap, integrando l’articolo 24 relativo alle “esenzioni” con un nuovo punto riguardante le “esenzioni per insegna di esercizio” poste sulle sedi delle attività commerciali.