SANITA' AL RISPARMIO

Sanità e precari da licenziare: qualche verità in più tra i silenzi

Sindacati e manager Asl: stesse proposte per scongiurare il caos

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Sanità e precari da licenziare: qualche verità in più tra i silenzi

Paolucci e D'Alfonso


ABRUZZO. I precari da licenziare in sanità e le polemiche su questi tagli lineari scontano due insufficienze di base della politica regionale: la maggioranza di centrosinistra è divisa e poco incisiva (non solo sui precari, ma anche sui Punti nascita), mentre il centrodestra è molto barricadiero e poco propositivo. Ma se l’opposizione fa il suo mestiere (in ruoli ribaltati oggi si comporta come Camillo D’Alessandro quando era all’opposizione), sorprende non poco la scarsa informazione dei consiglieri di centrosinistra che non solo lasciano soli il commissario Luciano D’Alfonso e l’assessore Silvio Paolucci (capitava anche a Chiodi….), ma addirittura sposano le tesi dell’opposizione.
Si dimentica cioè che il problema dei precari (come quello dei Punti nascita) viene da lontano ed andrebbe affrontato con un’attenzione maggiore sia alle proposte sindacali sia alle ricadute sul Piano di rientro dai debiti, sotto esame al Tavolo di monitoraggio romano. Come dire che il Pd non mostra una grande attenzione agli sforzi per uscire dal commissariamento, che a parole tutti dicono di volere, mentre poi in concreto nessuno collabora.

LE ASL PROCEDONO IN ORDINE SPARSO, MA POTREBBERO ACCELERARE I CONCORSI
E mentre sui precari da tagliare sono giustificate le preoccupazioni di chi rischia il licenziamento, lo sono meno quelle dei consiglieri di centrosinistra che gridano al lupo e sostengono che tutto deriva dal decreto 5 del commissario. Forse non è così, perché lo stesso sarebbe avvenuto senza questo decreto che è solo l’attuazione di una norma legislativa nazionale, confermata da una sentenza della Corte costituzionale.
E quindi non sarebbe stato comunque possibile per i manager bypassare questa legge. E questo è tanto vero che le quattro Asl si trovano in condizioni differenti rispetto ai precari da tagliare, avendo i manager tenuto comportamenti più o meno virtuosi su questo problema.
Infatti mentre alcuni hanno sollecitato deroghe per le assunzioni (regolarmente concesse dall’assessore, considerando che tagliare i servizi rischia di far retrocedere l’attuazione dei Lea) altri non l’hanno fatto ed ora lanciano l’allarme. Di questo si è discusso lunedì nella riunione dei quattro manager sulla quale vige uno strano silenzio.
In realtà la difesa comune è stata che comunque le Asl hanno programmato la politica occupazionale sulla base delle disposizioni del Tavolo romano, senza sforare i tetti di spesa.
E poiché il decreto attuativo delle disposizioni legislative è arrivato a fine febbraio quando i contratti 2015 erano stati già avviati, la proposta finale è stata quella di attuare i tagli in due tappe intermedie fino a dicembre (come già avvenuto nel Lazio) proprio per non andare a toccare i Lea. In questo lasso di tempo per molti precari scatta il diritto alla stabilizzazione e quindi si tratta solo di accelerare i concorsi già previsti per arrivare a fine anno con più dipendenti a tempo indeterminato e con meno precari in servizio. Come sta avvenendo alla Asl di Pescara con il concorso sugli Oss, gli operatori socio sanitari.

LE PROPOSTE DEL SINDACATO
L’altro aspetto meno “frequentato” dai consiglieri Pd è quello sindacale.
«Le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto la scorsa settimana un incontro urgente al Commissario ad acta – spiega Carmine Ranieri, segretario regionale Cgil Fp - ma ad oggi ancora non sono state ancora convocate. E’ evidente che qualora non si trovino risposte alla problematica, i sindacati metteranno in campo azioni di protesta perché non siamo disponibili a questi tagli lineari che mettono a rischio i servizi e la loro qualità per gli utenti».
«La critica del sindacato – continua Ranieri - è che il taglio della spesa dei precari per il 2015 è stato deciso senza prevedere un’organizzazione a monte che scongiuri la riduzione delle prestazioni e dei servizi abruzzesi. Le Asl hanno forti carenze di personale che diverrebbero insostenibili con una riduzione del personale precario. Senza dire che con l’estate bisognerà garantire le ferie al personale, problema già evidenziato lo scorso anno e che ora potrebbe creare un caos indescrivibile con un migliaio di lavoratori in meno».
 Ma c’è di più: «anche questo provvedimento di contenimento della spesa è completamente scollegato da atti di verifica sui reali bisogni delle Asl abruzzesi. Quanti medici, infermieri, tecnici, Oss ed amministrativi servono? – conclude Ranieri - non si capisce perché su questa vicenda non si parla mai di standards di personale, come previsto da decreto 49 del 2012 sulle piante organiche delle Asl. Per questo il sindacato chiede il ritiro dei licenziamenti, la proroga dei contratti fino a dicembre, la verifica dei fabbisogni e nuovi concorsi per la stabilizzazione degli attuali precari».
 
Sebastiano Calella