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Porto turistico da 650 posti a Città Sant’Angelo

Progetto presentato alla Regione, tra 60 giorni Conferenza Servizi

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Porto turistico da 650 posti a Città Sant’Angelo

il progetto di massima




CITTA’ SANT’ANGELO. Un progetto noto, di quasi 5 anni fa, trasloca da Montesilvano a Città Sant’Angelo.
E’ quello del porto turistico dei sogni, in stile Dubai: 650 posti barca in un atollo a 200 metri dalla costa.
Nulla di nuovo, come detto, perché anni fa la società Prim di Torino lo sottopose all’attenzione del sindaco Cordoma e più recentemente anche al sindaco Di Mattia.
Tutto sfumato e ora i progettisti si fanno di nuovo avanti, puntano ancora sull’Abruzzo e si spostano di un centinaio di metri, dall’altra parte del fiume.
La regione si conferma dunque grande attrattrice di infrastrutture portuali: 5 porti già esistenti lungo un tratto di costa di 90 km circa a Pescara, Ortona, Fossacesia, Vasto e San Salvo, più altri due in stand by: quello sfortunato di Francavilla bloccato da anni da 162 posti e quello di San Vito Chietino da 300 posti.
In totale 2630 già esistenti: circa 38 per km, contro una media nazionale di 18 (dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, anno 2007).
E il Comune di Città Sant’Angelo pare che non abbia alcuna intenzione di farsi sfuggire questa occasione tanto che l’amministrazione comunale ha già sottoscritto una convenzione con la società Prim: al Comune dovrebbero andare 2 milioni di euro e, di questi, 1,5 sarebbero utilizzati per il potenziamento del depuratore. Gli altri 500 mila sarebbero il prezzo di acquisto di un’area vicina al porto per i parcheggi.

E i numeri del progetto sono impressionanti: 35 milioni di euro il costo dell’operazione a carico dei privati, 18 mesi di lavori in uno specchio acqueo di 210.541 metri quadrati, una pista ciclabile aperta anche a mezzi elettrici che collega porto e spiaggia, 802 parcheggi a terra e una superficie costruita di 37.247 metri quadrati vicina alla foce.
La società ha già presentato il progetto alla Regione Abruzzo per ottenere una concessione demaniale di 50 anni per la realizzazione e gestione dell’infrastruttura.
Nel 2011 PrimaDaNoi.it aveva parlato di questo progetto, studiato per la costa di Montesilvano, proprio con il progettista Vittorio Tarizzo mentre attendeva l'ok della Regione sulla concessione demaniale marittima.
L'intervento proposto non prevederebbe opere vicino alla foce Saline, come aveva già spiegato negli anni scorsi Tarizzo, tali da perturbare l'equilibrio dei sedimenti presenti, non sono previsti dragaggi di alcun tipo e sotto nessuna forma, non sono previste opere continue a mare per la realizzazione di viadotto di accesso.
Sempre Traizzo spiegò di essere interessato a trasportare le macerie de L’Aquila a costo zero.
Dopo un colloquio con Chiodi, però, non se ne fece più niente.

Una proposta, la sua, che avrebbe risolto (o quanto meno alleggerito) due problemi in un colpo solo: l’annosa questione delle macerie post terremoto ed il reperimento di materiale inerte per costruire il porto senza distruggere le rocce in natura.
Comunque fino all’inizio di maggio potranno essere presentate eventuali osservazioni. Alla scadenza dei 60 giorni, il Comune convocherà la conferenza dei servizi.
«Siamo seri, il progetto del porticciolo, considerate le mastodontiche dimensioni, non gioverebbe a nessuno», sostiene oggi il presidente del comitato Salva Saline Mauro Orsini. «Qualche anno fa la nostra città rinunciò a farlo perché gli esperti di economia e d’ambiente ce lo sconsigliarono, inoltre invito l’amministrazione comunale di Città S. Angelo a consultare per i futuri progetti la nostra città confinante, considerato che il putrido fiume Saline bagna le sponde di entrambe, e che è comune interesse riqualificare l’area vestina e valutare insieme la stesura di un piano per sostenere e far decollare il turismo».