IL FATTO

Blitz di Bracco in Comune ad Alanno, arrivano i carabinieri e dipendente comunale si sente male

Il sindaco: «arroganza del Consigliere. La nostra amministrazione è trasparente»

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Blitz di Bracco in Comune ad Alanno, arrivano i carabinieri e dipendente comunale si sente male

Leandro Bracco




ALANNO. Un vero e proprio blitz in Comune, ad Alanno, qualche giorno fa.
C’era il consigliere regionale dei 5 Stelle, Leandro Bracco, ‘neo acquisto’ del presidente Luciano D’Alfonso che gli ha affidato la delega alla Cultura, i suoi assistenti (Fabia Fattore e Nino Elia) e un giornalista del Centro.
Il sindaco Vincenzo De Melis oggi ricostruisce quanto accaduto sei giorni fa a Palazzo di Città, e parla di «atteggiamento irriguardoso» del consigliere regionale, soprattutto nei confronti di una dipendente comunale «prossima alla pensione».
La donna, riferisce sempre il primo cittadino, ha avuto un malore tanto che è dovuta ricorrere al medico e assentarsi dal lavoro. Ma soprattutto De Melis non ci sta a passare come un amministratore poco trasparente.
Cosa cercava Bracco? Il pentastellato un mese fa aveva presentato una richiesta di accesso agli atti per conoscere la cifra annuale che il Comune di Alanno versa alla Comunità Maiella Morrone per i servizi sociali. In più voleva vedere anche la rendicontazione analitica.
Se il Comune sostiene di aver fornito i documenti e le cifre (46.122 euro spesi), però, Bracco ritiene di non aver avuto le risposte richieste, da qui la decisione di andare direttamente in Comune a verificare di persona.

IL BLITZ
«Accoglienza gelida, con i toni che si alzano (complice anche l’effetto -rimbombo dei soffitti alti) e che richiamano l’attenzione della segretaria comunale Patrizia Di Matteo e del sindaco Vincenzo De Melis», racconta il giornalista de Il Centro presente al ‘blitz’.
«La discussione si sposta nell’ufficio del sindaco da dove di lì a poco la signora Di Giuseppe va via perché «mi sento male». «I documenti, richiesti a norma di legge, ci sono o no?», insiste Bracco. La segretaria spiega che, secondo lei, i documenti vanno richiesti all’azienda. «Perché, il Comune non li ha mai avuti?», è la domanda che le viene rivolta. La risposta è un “non so”, “probabilmente”, mentre il sindaco fa cenno di no con la testa. Si diffonde il convincimento che il Comune di Alanno abbia pagato per anni l’azienda senza informarsi su quali (e come) servizi fossero svolti. Il ragioniere, chiamato dal sindaco, consegna un foglio dal quale si evince che il Comune ha sborsato circa 46mila euro nel 2014. «E negli anni passati?» Viene fatta una ricerca. De Melis dice di avere una riunione in prefettura». Poi l’arrivo dei carabinieri.

«LA DOCUMENTAZIONE E’ STATA FORNITA»
Ma adesso, dopo qualche giorno, è lo stesso sindaco che ripercorre tutta la vicenda e chiarisce alcuni passaggi: «il giorno prima era arrivata in Comune la collaboratrice di Bracco, Fabia Fattore, che si è rifiutata di prendere il plico con i documenti richiesti perché secondo lei non era corrispondente alla richiesta».
Il giorno dopo dunque è arrivato Bracco in persona. Il sindaco parla di «un vero e proprio blitz». E racconta che il maresciallo dei carabinieri è stato chiamato dai dipendenti comunali «che hanno subito una vera e propria aggressione verbale da parte del consigliere e dai suoi accompagnatori».
«Il maresciallo», racconta ancora il sindaco, «è dovuto intervenire per richiamare Bracco sulla irritualità del suo comportamento». Il segretario comunale ha poi ribadito che i servizi sociali vengono gestiti in forma associato e che l’ente gestore è la comunità montana montagna pescarese, deputata alla rendicontazione dei servizi alla Regione. Da qui la consegna dei documenti che il giorno prima Fattore aveva rifiutato.
«Il Comune», sottolinea De Melis, «non ha assolutamente negato il diritto di accesso agli atti amministrativi, come sembrerebbe dalla lettura del Centro. i dati richiesti sono stati forniti e ulteriori sono a disposizione in Regione». Il sindaco contesta infine «l’arroganza del consigliere regionale» e assicura che l’amministrazione «non è poco trasparente e non opera nella illegalità».