LA DENUNCIA

Variante Scafa, nulla si muove tra disagi e pericoli. Provincia non risponde al sindaco

Il primo cittadino chiede di convocare il Collegio di Vigilanza

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Variante Scafa, nulla si muove tra disagi e pericoli. Provincia non risponde al sindaco

Maurizio Giancola





SCAFA. Gli abitanti di Scafa l’hanno ribattezzata, ironicamente, «la nuova Salerno-Reggio Calabria» e tanto è bastante a rendere l’idea.
Non c’è, dunque, da meravigliarsi che la scorta di pazienza del loro sindaco, Maurizio Giancola, si sia esaurita per quanto riguarda la variante di Scafa e la sistemazione delle strade provinciali n. 57 e n. 60.
Lo scorso 2 febbraio il sindaco ha scritto all’amministrazione provinciale ed al direttore dei lavori esprimendo «rammarico e disappunto», poiché le opere non sono ancora state ultimate nonostante le iniziali rassicurazioni.
La Provincia di Pescara è stazione appaltante ed il Comune interessato cofinanziatore per 189.150 euro. Nella lettera all’ente provinciale Giancola ha scritto anche «che la chiusura del sottopasso pedonale di Via Pescara» era «motivo di forte disagio per i cittadini» che intendessero «raggiungere la stazione, nonché fonte di danno per le attività commerciali del centro urbano oltre che causa di problemi alla viabilità dello stesso centro cittadino».
Pertanto, ammoniva: «Se entro e non oltre 7 giorni dal ricevimento della presente non avrò ricevuto assicurazioni sui tempi certi della riconsegna delle opere e comunque della riapertura del sottopasso innanzi menzionato, provvederò ad adottare i provvedimenti del caso e trasmettervi formale richiesta per il risarcimento di tutti i danni subiti e subendi dalla comunità scafese a causa degli ormai ingiustificabili ritardi».

IL SILENZIO
Ma a quella comunicazione non è seguita alcuna risposta. Così arriviamo al 20 marzo, quando Giancola scrive nuovamente alla Provincia ed al Direttore dei lavori, dicendosi «sconcertato dalla lentezza delle operazioni di chiusura dei lavori, ma soprattutto dall’indifferenza della Provincia di Pescara che ha appaltato l’opera e provveduto alla nomina di tecnici e non si è degnata di rispondere alla mia nota di protesta».
Stavolta, il sindaco chiede che «si riunisca immediatamente il Collegio di Vigilanza... affinché adotti i provvedimenti del caso».
L’organo collegiale, come stabilito dall’articolo 6 dell’Accordo di Programma sottoscritto nel 2010 tra Provincia e Comune di Scafa, ha il dovere di «vigilare sulla piena, sollecita e corretta attuazione dell’Accordo di Programma… (e) risolvere, secondo diritto, tutte le controversie che dovessero insorgere tra le parti in ordine all’interpretazione ed all’attuazione del presente Accordo di Programma».
In termini semplici, il Collegio di Vigilanza deve intervenire quando una delle parti crede che l’altra non stia rispettando gli impegni presi. Il medesimo Collegio è composto da quattro membri, di cui un tecnico nominato dal Comune ed un altro dalla Provincia. Nella lettera del 20 marzo si legge che il Comune di Scafa ha nominato l’ingegner Tullio Santroni come proprio rappresentante.
«Sono molto preoccupato», dice il sindaco, «anche perché non vorrei che a qualche ragazzino venisse l’idea di scavalcare il sottopasso chiuso e poi di attraversare i binari. Come si può facilmente comprendere, la situazione è estremamente seria».