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PowerCrop, il giorno della verità e della protesta. Sit in a Pescara

La Conferenza dei Servizi presidiata dai manifestanti contro la centrale a biomasse

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PowerCrop, il giorno della verità e della protesta. Sit in a Pescara

PESCARA. E’ convocata per oggi alle 10 presso la Regione Abruzzo, in via Passo Lanciano e Pescara, la Conferenza dei Servizi la quale si dovrà esprimere sull'impianto a biomasse che Powercrop, gruppo Maccaferri, vuole realizzare ad Avezzano.
La Legambiente, tra i firmatari del ricorso al TAR del 2011, ribadisce con forza ancora una volta la propria contrarietà a questo impianto e oggi sarà presente alla conferenza dei Servizi.
Un impianto che da anni fa i conti con la viva e ferma opposizione del Comitato Marsicano NO Powercrop, del mondo agricolo, delle associazioni ambientaliste e delle amministrazioni comunali di Avezzano e Luco dei Marsi, che si oppongono alla realizzazione di questo impianto motivando sotto il profilo tecnico, ambientale, sanitario ed economico l’insostenibilità del progetto.

Nel 2010 il Comitato Via della Regione Abruzzo, allora presieduto da Antonio Sorgi, diede parere favorevole alla realizzazione dell’inceneritore a biomasse. Lo scorso ottobre, Sorgi e il suo socio Gianluca Vaccarini sono stati arrestati per diversi capi di imputazione e tra i progetti redatti da Vaccarini è suo anche il “disegno” della contestata centrale PowerCrop/Maccaferri di Ravenna, la stessa centrale che lo stesso gruppo vorrebbe costruire ad Avezzano. Da parte della Regione Abruzzo, come hanno sottolineato anche i comitati locali, ci si aspettava quindi, l’annullamento del parere favorevole del Via del 2010, in quanto potenzialmente “viziato” e non la convocazione di una Conferenza dei Servizi con la quale si potrebbe definitivamente aprire la strada al progetto. Inoltre, il prossimo 7 luglio, la Corte Costituzionale sarà chiamata a pronunciarsi proprio sulla questione Power Crop.
«In un ottica di micro impianti - dichiara Luzio Nelli, responsabile Agricoltura Legambiente Abruzzo – l'alimentazione di un impianto a biomasse dovrebbe provenire in parte da colture dedicate e in parte da residui forestali, rispettando i principi della filiera corta e, quindi, all'interno di un raggio di 70 km dall’impianto. Dati alla mano, il territorio non è in grado di soddisfare i bisogni dell'impianto Powercrop, perché occorrerebbe almeno un areale di circa 80 mila ettari di bosco. Inoltre mancano gli accordi di filiera e nessun cenno viene fatto in riferimento al prezzo di remunerazione per gli agricoltori».

Dubbi anche sull’impiego di tutto il calore prodotto, in gran parte dedicato alla produzione di vapore per la turbina da 30 MW di generazione di elettricità e per il resto si parla di un “eventuale” utente industriale.

«L'auspicio - dichiara Giuseppe Di Marco, presidente di Legambiente Abruzzo - è che si tenga conto di tutte le criticità emerse e si scongiuri la realizzazione di questo impianto. E' evidente che ci troviamo di fronte al progetto di un impianto insostenibile per il nostro territorio. La sua dimensione è tale da travolgere negativamente tutto il sistema agri-ecologico e l'agricoltura di qualità della valle del Fucino».

«UN ASSURDO ECOLOGICO»
Fare Verde parla invece di «un assurdo ecologico»: «ogni anno consumerebbe la stessa acqua di metà della popolazione di Avezzano, uno dei centri più popolosi dell'Abruzzo interno. L'acqua sarebbe sottratta alle aziende agricole fucensi, che danno lavoro a migliaia di persone. In cambio si otterrebbero un milione e seicentomila tonnellate di fumi e polveri all'anno. Le emissioni inquinanti si accumulerebbero su colture IGP, oltre che nei polmoni dei cittadini, data la particolare configurazione "a conca" del territorio. Inutile dire che la biomassa necessaria per alimentarla, pari a 270.000 tonnellate di legna all'anno, non è disponibile in un territorio caratterizzato da numerose aree protette, tra le quali c'è, a pochi chilometri di distanza, il Parco Nazionale d'Abruzzo».
«È per questo che sono tutti contrari», afferma Massimo De Maio, referente di Fare Verde per l'Abruzzo, «tranne il Governo italiano, che ha nominato un commissario per facilitare la realizzazione dell'impianto, e gli uffici tecnici della Regione Abruzzo, che hanno deciso di andare dietro al Governo convocando una conferenza di servizi per dare il via libera al cantiere».
Intanto a L’Aquila il M5S porterà in Consiglio regionale le istanze del territorio chiedendo al presidente D'Alfonso e alla sua maggioranza di esprimersi in maniera chiara sulla questione Power Crop.
«D'Alfonso dovrà dirci», afferma il consigliere regionale del M5S Gianluca Ranieri, «se intende tutelare le migliaia di imprese fucensi che producono, tra mille difficoltà, un terzo del PIL agricolo regionale, oppure gli interessi di una sola impresa che farebbe profitti grazie agli incentivi pagati in bolletta dai cittadini».

BOCCIATURA SU TUTTA LA LINEA

Dopo l’esame la dirigente Iris Flacco ha bocciato il progetto senza prescrizioni per contrasto sulla misura “md3” cioè il piano della qualità dell’aria. Vengono premiati così tutti gli sforzi degli attivisti che si erano mobilitati dalla Marsica. Resta da capire ora che tipo di conseguenze ci potranno essere e in che modo eventualmente la società proponente potrà nuovamente farsi avanti.

 Secondo quanto riferito dall’assessore regionale, Mario Mazzocca,  sono state espresse osservazioni, in particolare, sull'approvvigionamento della materia prima, sulla dimensione dell'impianto, sulla destinazione dell'area in cui deve essere realizzato, sulla mancata rappresentazione nella carta vincolistica della rappresentazione dei vincoli archeologici e sulla carenza dei dettagli per l'utilizzo delle acque e sul sistema di smaltimento delle stesse.

«La problematica maggiore - ha spiegato Mazzocca - è data dalla non rispondenza dell'impianto a quanto prescritto nel piano regionale di qualità dell'aria. Il progetto, infatti, prevede una ubicazione, per una parte nell'area industriale e per una parte nell'area agricola. Secondo il piano regionale, però, non è possibile realizzare nuovi impianti nell'area agricola. Il Comune non ha adottato la variante urbanistica ma ha individuato quell'area come area di pregio agricolo e ambientale».

Convocazione Conferenza Servizi Powercrop 24.3.2015