L'ABRUZZO FRANA

Roccascalegna, la frana mette in pericolo la chiesa ed il castello

Il sindaco: «siamo abbandonati e con l emani legate»

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Roccascalegna, la frana mette in pericolo la chiesa ed il castello

Roccascalegna

 



ROCCASCALEGNA. Sono decine le emergenze ancora attive in Abruzzo che creano vari grattacapi alla Regione che dovrà mettere mano al portafoglio e velocizzare gli iter per arrivare a tamponare frane e smottamenti al più presto. Si tratta di interventi tardivi e postumi perché i danni superano sulla carta i 100milioni di euro e mettono in ginocchio una regione intera.
Le criticità maggiori sono in provincia di Teramo e in provincia di Chieti. Grave la situazione a Furci e in molti paesi dell’alto Sangro dove si registrano frane di varie entità e smottamenti che interessano anche le strade principali che in molti casi rimangono interrotte creando disagi pesanti alle popolazioni locali.
Critica e forse “esemplare” il disagio che si vive a Roccascalegna dove una frana ha interessato lo sperone di roccia e arenaria che sorregge il castello e la vecchia chiesa di San Pietro. In pratica è venuto giù un tratto di terra che ha resistito a secoli di piogge e agenti atmosferici e rende caratteristica la cittadina.
Ora uno spigolo della chiesa è rimasto senza sostegno e se non si interverrà in tempo il rischio è quello di un rovinoso crollo totale che nessuno vuole.

Lo stesso pericolo rischia il Castello, dal lato opposto rispetto ai crolli, un vero simbolo dell’Abruzzo che vede erodersi la base su cui poggia e la collina circostante che domina il paese. Qui non si tratta solo di una frana e di ingenti danni ma il rischio è quello di veder cambiata la faccia della regione per sempre, rischiando di perdere un patrimonio artistico e culturale che è il motore delle economie locali. 

Inoltre nella chiesa sono state notate abbondanti infiltrazioni di acqua che preoccupano ulteriormente.
La rete metallica che era stata messa a protezione di crolli qualche anno fa non ha retto.
Al momento di parla di oltre 150 metri cubi di arenaria scivolati in fondo al burrone ed è chiaro che occorre intervenire subito.
Domenico Giangiordano, il sindaco di Roccascalegna, ha scritto alcuni giorni fa al presidente della Regione chiedendo fondi urgenti per la messa in sicurezza e la primissima emergenza.
«Il nostro castello è un simbolo di tutto l’Abruzzo», ha detto, «patrimonio storico che siamo riusciti a valorizzare con sacrifici, raccogliendo più di 13mila visitatori. Sta crollando un simbolo dell’Abruzzo».
Al momento è interdetta solo una parte della collina e della chiesa mentre risultano accessibili gli altri luoghi del paese.
Intanto oggi arriverà il presidente Luciano D’Alfonso che per l’intera mattinata sarà impegnato in un sopralluogo in tutto l’alto Sangro incontrando i sindaci e raccogliendo le istanze più gravi da arginare.