CORSIE PREFERENZIALI

Dirigenti pubblici ‘abusivi’, la Corte Costituzionale impone il «concorso obbligatorio»

Le regole ci sono ma sono state “dimenticate”. Gli enti abruzzesi sono tutti in regola?

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Dirigenti pubblici ‘abusivi’, la Corte Costituzionale impone il «concorso obbligatorio»




ROMA. Il conferimento di incarichi dirigenziali nell’ambito della pubblica amministrazione deve avvenire esclusivamente tramite pubblico concorso. Anche nel caso di nuovo inquadramento di personale già in servizio è necessaria la selezione pubblica, senza via di scampo. Non ci sono altre alternative.
A mettere in riga le amministrazioni pubbliche, ribadendo  principi costituzionalmente previsti, è la Corte costituzionale che nei giorni scorsi (sentenza 37 del 17 marzo 2015) ha dichiara la nullità di una serie di norme che hanno consentito all’Agenzia delle entrate ed all’Agenzia del Territorio di attribuire incarichi dirigenziali a propri funzionari con la stipula di contratti di lavoro a tempo determinato.
Una vera patata bollente che rischia di creare non pochi grattacapi a quelle amministrazioni che per volere politico hanno aggirato le regole con incarichi prorogati di anno in anno creando di fatto una “stabilità” per diversi dirigenti che non hanno mai superato una selezione pubblica.
Una anomalia tutta italiana visto che le norme già c’erano e che sono state dimenticate (forse meglio dire calpestate) fino a costringere la Corte Costituzionale a ribadire il concetto.

La Corte, in pratica, ha cancellato la nomina di oltre 700 funzionari dell’Agenzia delle Entrate, delle Dogane e del Territorio perché sarebbero stati promossi a dirigenti ma senza concorso pubblico e quindi «in modo illegittimo».
La conseguenza principale che potrebbe avere la sentenza è l'annullamento delle cartelle su cui è stata messa la firma dei dirigenti ‘fasulli’. Su questo punto ci sono molte disquisizioni e c’è chi nega la nullità delle cartelle…
Negli anni scorsi, infatti, l'agenzia delle Entrate avrebbe promosso a dirigenti alcuni dipendenti a causa di una mancanza di organico, senza però bandire un concorso pubblico, così come prevede la Costituzione.
I ricorsi sono scattati immediatamente anche perchè si è da subito parlato di nullità e addirittura inesistenza delle cartelle esattoriali firmate dai dirigenti. Il governo emanò una sanatoria per tamponare la situazione nel 2012 concedendo retroattivamente, all’Agenzia delle Entrate il potere di attribuire, incostituzionalmente, incarichi dirigenziali ai propri funzionari.

Ma per la Corte Costituzionale non si poteva fare e la ‘sanatoria’ è da ritenersi illegittima perché, ribadisce, le modalità di selezione devono essere ben altre, per tutti gli incarichi pubblici.
E infatti la sentenza, che nei fatti non dice nulla di nuovo, ricorda però alle pubbliche amministrazioni come bisogna comportarsi.
Funzionari promossi a dirigenti senza bando di concorso ce ne sono in tutte le amministrazioni pubbliche, persino in quelle abruzzesi, e in caso di contestazione potrebbero essere chiamate a risponderne. In Regione un paio di casi sono ben noti, compreso un funzionario che per più di dieci anni ha ottenuto incarichi dirigenziali ed è andato in pensione come dirigente.
I giudici nella recente sentenza richiamano la giurisprudenza costituzionale che riconosce nel concorso pubblico «la forma generale ed ordinaria di reclutamento per il pubblico impiego. La norma censurata, sempre secondo il giudice «consentirebbe invece a funzionari, privi della relativa qualifica, di accedere, senza aver superato un pubblico concorso, ad un ruolo diverso nell’ambito della propria amministrazione».
L’elusione della regola del pubblico concorso determinerebbe anche «un vulnus al principio del buon andamento, con conseguente ulteriore lesione».
«Nessun dubbio», si legge ancora nella sentenza, «può nutrirsi in ordine al fatto che il conferimento di incarichi dirigenziali nell’ambito di un’amministrazione pubblica debba avvenire previo esperimento di un pubblico concorso, e che il concorso sia necessario anche nei casi di nuovo inquadramento di dipendenti già in servizio». Anche il passaggio ad una fascia funzionale superiore comporta «l’accesso ad un nuovo posto di lavoro corrispondente a funzioni più elevate ed è soggetto, pertanto, quale figura di reclutamento, alla regola del pubblico concorso».

E alla Regione Abruzzo la nuova amministrazione guidata da Luciano D’Alfonso come si sta muovendo? Come intende regolarsi con quel gruppo di dirigenti mai vincitori di concorso?
E nelle Province che andavano cancellate-anzi-no è tutto in regola?