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Tangenti Pescara: M5S a D'Alfonso, «rinunci a prescrizione»

La sentenza di secondo grado arriverà il 30 marzo

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Tangenti Pescara: M5S a D'Alfonso, «rinunci a prescrizione»

Luciano D'Alfonso


PESCARA. «Al presidente D'Alfonso chiediamo di rinunciare alla prescrizione e di andare a Processo perché, se la sua onestà è reale, ha la straordinaria possibilità di poterla dimostrare in sede di processo».
Lo dice in una nota il M5S Abruzzo. La sentenza di secondo grado arriverà il prossimo 30 marzo e ieri il pg Ettore Picardi ha chiesto la conferma dell'assoluzione emessa in primo grado per l'accusa di associazione per delinquere e, tra le altre cose, relativamente alle vicende riguardanti l'area di risulta e i regali (cene, viaggi, biglietti aerei) della famiglia Toto a D'Alfonso, il servizio di vigilanza del Tribunale di Pescara, il biglietto aereo per Almeria per il figlio dell'ex sindaco, la pubblicità istituzionale.
Per altri 3 capi di imputazione, invece, Picardi ha il non doversi procedere in quanto estinti per intervenuta prescrizione. Si tratta dei fatti relativi alla villa di Lettomanoppello dell'ex sindaco, all'appalto per l'affidamento del calore al Tribunale di Pescara e al project financing dei cimiteri cittadini. Per questi episodi in primo grado c'era stata l'assoluzione.
«Abbiamo fiducia nella magistratura e non contestiamo il suo operato, ma i cittadini hanno bisogno di limpidezza, maggiormente da chi li governa», dicono i 5 Stelle.
 Quindi, prosegue la nota dei pentastellati «a salvare D'Alfonso sarà ancora una volta la prescrizione, un salvataggio da reati gravissimi per un presidente di Regione: corruzione e truffa. Luciano D'Alfonso sembrerebbe già prescritto per finanziamento illecito ai partiti. Per il processo Mare Monti, tra rinvii e slittamenti, la prescrizione probabilmente sarà ancora una volta l'arma vincente di chi sostiene, con veemenza ed orgoglio, l'assoluta estraneità ai fatti in aula di Consiglio».
«Quello che chiediamo al presidente - continuano i 5 Stelle - è di fare un grande gesto verso quella coerenza e quella solidità intellettuale che spesso ha usato per presentarsi ai cittadini. Venire assolto per prescrizione è come festeggiare la vittoria di una partita che non si è mai giocata e che si è vinta a tavolino per assenza dell'avversario. Dal Governatore D'Abruzzo i cittadini si aspettano ben altro. Si aspettano che scenda in campo e combatta. Se ha il fiato per correre, se ha la forza di lottare e se l'avversario, come spesso lui stesso sostiene, è debole, non avrà alcun problema a vincere la sua partita».
Picardi ha chiesto la condanna solo per tentata concussione del dirigente del comune di Pescara, Guido Dezio, all'epoca braccio destro dell'attuale presidente della regione.
Il Pg parlando del reato di associazione per delinquere per il quale ha chiesto l'assoluzione per tutti gli imputati, ha contestato le conclusioni della procura di Pescara parlando di «fatti scollegati tra di loro, non c'era nessun modus operandi deliberato», dando ragione così a gran parte della sentenza emessa nel 2013 dal tribunale di Pescara presieduto dal giudice Antonella Di Carlo.