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Prg L'Aquila, salta la votazione in Consiglio. Benedetti minaccia denuncia Corte Conti

Nuovo tentativo lunedì pomeriggio

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Prg L'Aquila, salta la votazione in Consiglio. Benedetti minaccia denuncia Corte Conti

L'AQUILA «Qualora il Consiglio comunale si rifiutasse, lunedì, di decidere sulle aree bianche, sarò costretto a inviare gli atti alla procura regionale della Corte dei Conti, come espressamente richiesto dal sindaco, Massimo Cialente, nell'ultima seduta».
Lo scrive in una nota il presidente del Consiglio comunale dell'Aquila, Carlo Benedetti, in riferimento alla mancata votazione, nella seduta di giovedì, della variante al piano regolatore generale che dopo trent'anni, normerà le zone a vincolo decaduto; si tratta di 7,3 milioni di metri quadrati di territorio che attendono una regolamentazione edilizia dal 1984.

Un'impasse pluridecennale alla quale, in assenza di mosse da parte delle varie amministrazioni comunali, spesso hanno ovviato i ricorsi al Tar e la nomina di commissari ad acta, che hanno decretato d'imperio l'edificabilità con indici fissati discrezionalmente. Una situazione di caos cui le nuove regole, annunciate tre anni fa dall'attuale Giunta e passate per un lungo iter, cercheranno di porre fine.
Ma giovedì, al momento del voto al primo emendamento alla proposta deliberativa, è venuto a mancare il numero legale. Hanno partecipato alle operazioni di voto 14 consiglieri, insufficienti a garantire la validità della seduta che, pertanto, è stata aggiornata alla seconda convocazione, prevista per lunedì 23 marzo, alle ore 16.

«Dopo tanti anni ieri il Consiglio avrebbe potuto decidere definitivamente su una questione così importante, è grave che abbia trovato opportuno non farlo, trovandosi peraltro di fronte a una delibera che avrebbe risolto una questione annosa senza arrecare vantaggio a nessuno, essendosi stabilito un indice conforme per tutte le aree», scrive Benedetti.
A suo dire, «abbandonare l'aula su questa materia è stato assolutamente irresponsabile. Il fatto che cinque consiglieri siano proprietari di aree bianche, non inficia infatti l'imparzialità e la relativa democraticità della decisione perché, trattandosi di un provvedimento generale, emerge un'incompatibilità del tutto virtuale».