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Comune Pescara, approvato il piano di riequilibrio dopo tre giorni di Consiglio

Alessandrini: «atto straordinario». M5S in polemica

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Comune Pescara, approvato il piano di riequilibrio dopo tre giorni di Consiglio

PESCARA. Venerdì mattina, dopo tre giorni di discussione in Consiglio Comunale, il piano di riequilibrio economico e finanziario è stato approvato con 21 favorevoli, 10 contrari e nessun astenuto.
«Si tratta di un atto straordinario e fondamentale», ha spiegato il sindaco Marco Alessandrini, «che consente all'Amministrazione comunale di far fronte alla sua gravissima crisi strutturale e finanziaria che non consentiva all'Ente di onorare gli impegni assunti nelle annualità precedenti. L'Amministrazione ha elaborato in tre mesi un piano di riequilibrio che nel rispetto dei vincoli previsti dalla normativa vigente ridisegna il quadro delle entrate e delle uscite del Comune di Pescara, all'insegna della sostenibilità e dell'efficientamento dei servizi comunali».
Secondo Alessandrini questo sarebbe solo l'inizio di un cammino «che ci porterà ad avere un Comune più virtuoso poiché meno gravoso nei confronti dei suoi cittadini, soprattutto in questa situazione storica in cui è sempre più evidente che gli enti locali devono provvedere alle loro esigenze con i fondi prelevati nelle comunità di riferimento».
Una volta che il piano sarà approvato definitivamente dal Ministero dell'Interno e quindi dalla Corte dei Conti, il Comune di Pescara potrà contare su risorse per 33.480.299 del fondo di Rotazione che saranno restituiti in 10 anni e senza interessi, ha spiegato l'assessore Bruna Sammassimo.
La cifra «ci permetterà di pagare», ha chiarito ancora l’assessore, «tutti i debiti di parte corrente e tutti i numerosi atti di liquidazione da tempo giacenti nella Ragioneria dell'Ente, facendo anche fronte integralmente all'esposizione di cassa il cui ricorso fino al massimo possibile nell’anno precedente ha determinato interessi passivi per circa 400.000 euro».

«LAVORO COMPLESSO E LABORIOSO»
«Il lavoro fatto», ha continuato Sammassimo, «è stato complesso e laborioso, se siamo arrivati ad un'approvazione veloce in Consiglio, lo dobbiamo anche all'impegno profuso da tutti gli operatori degli uffici finanziari, dirigenti e funzionari, che con dedizione ed alto senso di responsabilità hanno affrontato un'operazione mai compiuta fino ad oggi».
Ma il lavoro non è finito perché una volta approvato, al piano dovranno seguire immediatamente le relative azioni attraverso le quali lo stesso potrà realizzarsi.
«Nessuno di noi avrebbe voluto far ricorso a questa procedura – aggiunge il capogruppo Pd Marco Presutti – ma noi avevamo due strade di fronte allo squilibrio gravissimo prodotto da anni di spese certe senza copertura altrettanto certa. O imboccare la via di un piano di riequilibrio potendo contare sul fondo di rotazione per la liquidità necessaria a far fronte a pagamenti e a debiti, o dichiarare il dissesto del Comune determinando così il fallimento di molte imprese creditrici e l'avvento di un commissariamento che pure senza far decadere Giunta e Consiglio avrebbe governato la città senza alcun riguardo verso le istanze della cittadinanza, in particolare delle fasce più deboli. Abbiamo scelto la strada della responsabilità e della buona amministrazione e siamo certi di poter restituire al termine del nostro mandato un Comune più efficiente e meno oneroso per i suoi cittadini».

MA I 5 STELLE PROTESTANO
Contestano quanto accaduto in aula i consiglieri del Movimento 5 Stelle che spiegano: «avevamo presentato gli "emendamenti delle responsabilità"ma centrodestra e centrosinistra hanno detto no.
I 5 Stelle hanno denunciato in aula «tutte le scelte sbagliate che hanno condotto l'ente a un vero e proprio tracollo nell'arco di dieci anni: eccessivo uso di anticipazioni di tesoreria, utilizzo di fondi vincolati per pagare invece le spese correnti, prolungato rinvio dei pagamenti scaduti, incontrollato aumento dei debiti fuori bilancio, inefficiente gestione dei residui attivi.
«Tutto quello che sta succedendo si poteva evitare», ha detto Enrika Sabatini nel suo intervento ricostruendo le colpe delle giunte passate (da D’Alfonso a Mascia fino a quella di Alessandrini): «i revisori dei conti nel corso degli anni avevano avvisato, ma sono stati ignorati». Il movimento 5 stelle ha espresso un secco NO al piano del Predissesto ed ha utilizzato, come metafora durante la dichiarazione di voto, la favola del re nudo di Andersen.
«Questo piano é come l'abito invisibile che il sarto furbo fa finta di aver creato per compiacere il proprio re» concludono i pentastellati «come nella favola di Andersen, si vuole disegnare un qualcosa che possa coprire quello che tutti fanno finta di non vedere ovvero che il re é nudo anzi, i re sono nudi. Le responsabilità di questo dissesto sono davanti agli occhi di tutti e non esiste "abito" che possa nasconderle».

LE 10 NOVITA’
1- Rispetto alla proposta originaria il Consiglio Comunale con il maxi emendamento approvato ha rimodulato l'importo dei 33.480.299,44 comunicato dal Ministero che prudenzialmente era stato in precedenza valutato per 30 milioni;
2- «Massima attenzione» sul sociale, settore sostanzialmente indenne dai tagli;
3- Il piano ha consentito la rideterminazione delle tariffe Tari con un decremento medio di circa il 7% sia per le utenze domestiche che non domestiche grazie alla riduzione del canone di Attiva;
4- Nessun taglio su mense e asili nido, il piano prevede l'accorpamento di tutte le pregresse gare in una unica per la ristorazione che consentirà un risparmio del 3% rispetto al passato già dall'anno in corso e che salirà al 5 % a partire dal 2016;
5- Per gli asili nido la riconversione della scuola di via Rubicone si otterrà l'incremento di ammissioni di bambini e un risparmio dal 2015 al 2018 di circa 70.000 euro;
6- Attraverso la razionalizzazione delle spese museali, l'organizzazione delle strutture, l'efficientamento energetico, si genera un risparmio pari a oltre 200.000 euro su base annua, «con razionalizzazione di aperture e recupero di unità lavorative inserite all'interno degli enti»;
7- Rivisitazione delle tariffe sugli impianti sportivi con un incremento delle entrate pari a circa 1 milione di euro nel triennio 2015/2017;
8- E’ passato l'ordine del giorno sull'esternalizzazione della gestione dell'impiantistica sportiva, escludendo quelli storici e di pregio della città, con previsione di riqualificazione energetica degli stessi;
9- Su Pescara Parcheggi il Consiglio ha votato un odg con cui si salvaguardano i posti di lavoro di parcheggiatori e ausiliari. Per la società, attualmente in liquidazione si prevedono due ipotesi: continuare l'attuale gestione rivisitando a stretto giro l'odierno piano industriale, oppure reinternalizzare il servizio e questo con un recupero immediato per l'imposta Imposta sul Valore Aggiunto. Le due ipotesi sono al vaglio e durante l'anno verrà presa una decisione;
10- Approvati emendamenti «tutti quanti incentrati alla verifica costante e al controllo degli introiti relativi ai servizi a domanda individuale (mercati, impianti sportivi, mense)».