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Cavo Montenegro, Marinucci dichiara guerra a Terna: «no alla manomissione del suolo pubblico»

Il sindaco di San Giovanni Teatino ha firmato una ordinanza che blocca la società

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Cavo Montenegro, Marinucci dichiara guerra a Terna: «no alla manomissione del suolo pubblico»

Luciano Marinucci




SAN GIOVANNI TEATINO. Ormai è guerra aperta fra il sindaco del Comune di San Giovanni Teatino, Luciano Marinucci e la Società Terna.
Marinucci è uno dei sindaci abruzzesi più impegnati in questa battagli contro il cavidotto del Montenegro. La sua posizione di contrarietà è netta, partecipa alle manifestazione di protesta e agli incontri con la cittadinanza dimostrando una certa coerenza tra quello che dice e fa.
L’ultima mossa a sorpresa è arrivata 10 giorni fa quando il Comune di San Giovanni Teatino ha di fatto negato alla società Terna l’autorizzazione alla manomissione del suolo pubblico.
E’ scattato dunque il divieto assoluto di svolgere le indagini tecniche per lo studio del progetto di posa dei cavi terrestri in corrente continua ed opere accessorie sulle strade comunali di via Po, via Po-Fosse Formanera, via Po/via Chiacchiaretta, via Muccioli e SS. Tiburtina.
Il divieto viene argomentato così: «il Comando dei Vigili Urbani, all’uopo interpellato, con propria relazione in data 25.02.2015, ha attestato che nei periodi immediatamente antecedenti le festività pasquali e natalizie le strade comunali potenzialmente interessate dagli interventi in questione sono interessate da uno straordinario incremento del traffico veicolare».
Da qui la prescrizione di non «eseguire interventi potenzialmente idonei a rendere ulteriormente più difficoltosa la circolazione, quali quelli anticipati da Terna Rete Italia Sp.a».

Inoltre secondo il sindaco «non sussistono neppure ragioni di urgenza tali da imporre l’esecuzione delle operazioni prospettate in un periodo così ravvicinato, trattandosi di attività di indagine che Terna Rete italia S.p.a. ben avrebbe potuto eseguire negli ultimi tre anni, senza provocare la congestione del traffico proprio nelle due settimane più caotiche dell’anno, su una viabilità largamente utilizzata per accedere a strutture della grande distribuzione di rilievo regionale».
Ma il no è arrivato anche a causa di una lunga serie di problemi tecnico-burocratici che il sindaco spiega così: «Terna non ha mai presentato la prescritta domanda per la manornissione del suolo pubblico e la raccomandata inviata non é conforme alle prescrizioni minime previste dall’art. 3 del Regolamento, in quanto radicalmente carente dei requisiti essenziali ivi previsti; Tema Rete Italia S.p.a. non ha neppure provveduto ad effettuare il dovuto deposito cauzionale previsto per l’attività richiesta ai sensi dell’articolo 4 del Regolamento».
E poi ancora «Terna Rete Italia S.p.a. non ha provveduto a comunicare entro il 31 gennaio il Piano degli interventi programmati, così come prescritto dall’articolo. 19 del suddetto Regolamento, trattandosi di un intervento previsto da anni e non rientrante tra gli “Interventi Urgenti” disciplinati dall’art. 18 dello stesso Regolamento».
Dunque niente da fare. «Speriamo che Terna, sul Comune di San Giovanni Teatino, rispetti il divieto imposto dal sindaco», commenta Antonio Di Pasquale, «considerato che, in altri luoghi, lungo il tracciato dell’elettrodotto Villanova-Gissi, all’insaputa di diversi proprietari di terreni interessati alle costruzioni dei sostegni, senza alcun atto legittimante, invadendo le proprietà private, ha comunque fatto eseguire i sondaggi geognotici con carotaggio continuo per il prelievi di campioni di terreno da analizzare».