PORTO DELLE SABBIE

Piano regolatore portuale, Sospiri: «tempo scaduto, dov’è la road map annunciata da D’Alfonso?»

Entro 15 giorni bisognava rispondere alle integrazioni richieste dal Consiglio superiore dei lavori pubblici

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ABRUZZO. «Dov’è finita la Road map annunciata dal governatore D’Alfonso per il Piano regolatore portuale di Pescara?»
Se lo domanda il capogruppo di Forza Italia (Regione Abruzzo) Lorenzo Sospiri dal momento che sono ufficialmente scaduti i 15 giorni entro i quali lo stesso presidente aveva garantito che avrebbe dato risposta alle sei integrazioni richieste dal Consiglio superiore dei lavori pubblici al fine di dare massima celerità all’esame di uno strumento di sviluppo e programmazione ormai fondamentale.
«Il sospetto, purtroppo», spiega Sospiri, «è che ci troviamo di fronte all’ennesimo caso di ‘annuncite’ conclamata del presidente-tuttofare che però ha il difetto di dimenticare il rispetto delle scadenze. Il Porto di Pescara però non può permettersi né false prospettive, né ulteriori ritardi».
Infatti appena una settimana fa le navi cisterna della Di Properzio hanno definitivamente abbandonato lo scalo pescarese per i fondali troppo bassi, e il rischio di interruzione delle attività riguarda sempre più concretamente anche i pescherecci.

«Appena lo scorso 3 marzo il Presidente D’Alfonso aveva tracciato il suo calendario per il Piano regolatore portuale – ha ricordato il capogruppo Sospiri -, usando nomi altisonanti come ‘road map’ o ‘cabina di regia’, come sempre dando l’impressione di massima operatività e celerità della sua amministrazione del ‘fare’. Peccato che, a parte l’impressione, non c’è nulla».

Entro 15 giorni avrebbe dovuto fornire al Consiglio Superiore dei Lavori pubblici sei integrazioni per il Piano: gli studi morfologici con dinamica fluviale e litoranea, di competenza del Comune di Pescara; l’esame degli aspetti inerenti le esigenze delle strutture impiantistiche; la sicurezza antincendio; i chiarimenti sugli aspetti economico-finanziari; le precisazioni sugli aspetti programmatori della portualità abruzzese; l’esame dei fabbisogni energetici, rimandando ad altro documento l’analisi delle criticità idrauliche.
«Abbiamo atteso con pazienza e intanto i giorni passano, il nostro porto diventa sempre più impraticabile», continua Sospiri, «il mini-dragaggio da 30mila metri cubi non sortirà alcun effetto, le navi cisterna hanno già abbandonato lo scalo, e i tempi per il Piano regolatore portuale di Pescara, che doveva rappresentare una priorità per la nostra Regione, si dilatano in maniera intollerabile. Oggi chiedo risposte al Governatore D’Alfonso: sono pronte le sei integrazioni? Sono state inviate al Consiglio Superiore dei Lavori pubblici? Sono state risolte le criticità sollevate? E, nell’attesa, quali soluzioni intende adottare per risolvere oggi, nell’immediato, i problemi di insabbiamento del porto canale di Pescara, evitando inutili sperperi di denaro per la costruzione delle pindariche ‘terrazze sul mare’?».