LE REPLICHE

Pettinari e Codici replicano a PrimaDaNoi.it: «campagna diffamatoria contro di noi»

Il consigliere del M5s e l’associazione per la legalità contestano due articoli ed un editoriale

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Pettinari e Codici replicano a PrimaDaNoi.it: «campagna diffamatoria contro di noi»

D'Andrea e Pettinari





ABRUZZO. Di seguito riceviamo e pubblichiamo gli interventi di replica di Giovanni D’Andrea, responsabile regionale della associazione Codici Abruzzo e di Domenico Pettinari, ex responsabile provinciale dell’associazione Codici ed oggi consigliere regionale del Movimento 5 Stelle.
La vicenda si riferisce ad una denuncia per calunnia, false dichiarazioni e favoreggiamento firmata dal direttore del quotidiano Alessandro Biancardi, denuncia che il pm ha chiesto di archiviare ritenendo utili le prove fornite solo per chiedere la eventuale riapertura delle indagini per diffamazione in concorso per il solo Pettinari.        


GIOVANNI D’ANDREA:«CAMPAGNA DIFFAMATORIA CONTRO CODICI»

Egregio Direttore,
avrei voluto evitare di scriverti preferendo incontrarti di persona, come in passato, per discutere insieme il nostro impegno al fine di meglio combattere le illegalità diffuse nella società civile ma, dinanzi a quanto hai scritto intorno alla mia persona e all'associazione che rappresento a livello regionale, ho ritenuto doveroso esternarti per iscritto le mie riflessioni nutrendo anche la speranza che nel prossimo futuro si possano ristabilire gli antichi rapporti di amicizia e stima.
Tale speranza pur tuttavia, non può non essere ancorata alla tua volontà di interrompere la campagna diffamatoria nei confronti della mia persona e dell'associazione CODICI, si! Diffamatoria, poiché non posso definire altrimenti articoli dal titolo: “BUGIE ALLA POLIZIA GIUDIZIARIA PER DIFENDERSI? PM: NIENTE CALUNNIA PER PETTINARI, D’ANDREA E DI REMIGIO”,
“MENTIRONO ALLA POLIZIA GIUDIZIARIA? LE PROVE CHE ACCUSANO PETTINARI E CODICI”. Oppure: “VATTI A FIDARE DEI PALADINI DELLA LEGALITÀ DUE PAROLE SULLA VICENDA PETTINARI E CODICI ” mi fermo ai titoli senza voler analizzare a fondo tutti gli articoli come ho già detto, mirati a screditare CODICI e i suoi dirigenti.
Proprio l'antico rapporto di stima che vi è stato tra noi, almeno da parte mia, mi impone di esternarti il mio pensiero senza filtri di sorta.
Non riesco a comprendere i motivi che ti hanno indotto ad ingigantire un fatto che a mio parere non è né rilevante né tanto meno di pubblico interesse giacché riguarda come ben sai la denuncia per diffamazione fatta nei tuoi confronti e nei confronti di Pettinari da un avvocatessa che accusa Pettinari di aver detto, in una conferenza stampa, che la stessa non era avvocato e a te di aver riportato tale notizia su Prima da Noi. Pettinari sentito dalla Polizia Giudiziaria ha smentito tale dichiarazione, sostenendo di aver semplicemente dichiarato non che la citata non fosse avvocato ma semplicemente che non risultava iscritta all'albo degli avvocati, cosa ben diversa.
Tu invece, legittimamente, per difenderti, hai sostenuto che Pettinari ti avrebbe dichiarato che la persona in questione non era avvocato.
Non entro nel merito di questa tua convinzione, ma, essendo anch'io, presente in conferenza stampa, (mentre tu eri assente) posso riconfermare che in mia presenza Pettinari non ha mai affermato che la signora in questione non era avvocato,ha detto invece che non risultava iscritta all'ordine degli avvocati, tant'è che di tutte le testate giornalistiche presenti nessuna all'infuori di Prima da Noi (che non era presente), ha riportato l'affermazione oggetto di querela.
Nei tuoi articoli hai insinuato che io e Fabio Di Remigio anch'egli presente in conferenza stampa avremmo dichiarato il falso alla Polizia Giudiziaria. Secondo il tuo modo di ragionare io e Fabio Di Remigio avremmo dovuto dichiarare, pur non avendolo mai ascoltato dalla bocca di Pettinari, che quest'ultimo avrebbe dichiarato quanto da te riportato nell'articolo, come dire: “mal comune mezzo gaudio!”.
Pur essendo agnostico credo nei tre principi fondamentali che, a mio parere animano lo spirito del Vangelo Cristiano:
chi è senza peccato scagli la prima pietra;
ama il prossimo tuo come te stesso;
porgi l'altra guancia.
Tuttavia porgere l'altra guancia, come abbiamo fatto con te e Prima da Noi sino ad ora non significa accettare passivamente il proprio suicidio.
Il suicidio è condannato dalla religione così come l'omicidio, pertanto ti rinnovo l'invito ad interrompere la campagna diffamatoria contro CODICI e a chiarire che tu non hai mai asserito che io, Domenico Pettinari e Fabio Di Remigio abbiamo dichiarato il falso alla Polizia Giudiziaria.
Disponibile ad ogni incontro con te e la redazione come, dove e quando vuoi in privato e in pubblico.
Buona salute.
Giovanni D'Andrea



DOMENICO PETTINARI: «MAI MENTITO NE’ ACCUSATO. SU QUESTA VICENDA ARCHIVIATO TRE VOLTE»

Egr. Direttore,
in relazione agli articoli da Lei pubblicati ed a rettifica di quanto riportato, nel contestare integralmente il contenuto degli stessi, Le ribadisco quanto segue.
Non ho mai affermato che la dott.ssa Parlavecchio non fosse un avvocato e quindi non ho mai rilasciato false dichiarazioni alla polizia giudiziaria, circostanza che tra l’altro risulta pacifica anche dalla lettura dello stesso comunicato stampa ufficiale della conferenza a cui Lei fa riferimento che, pur avendolo ricevuto (come Lei asserisce in un suo articolo), non ne ha riportato fedelmente il contenuto.
Ribadisco, altresì, che non ho mai mentito alla polizia giudiziaria e nella richiesta di archiviazione avanzata dal Pubblico Ministero non risultano dubbi sulla veridicità delle mie dichiarazioni.
Il P.M. non ha mai, e sottolineo mai, affermato che il sottoscritto avrebbe dichiarato il falso alla polizia giudiziaria, come Lei lascia intendere nei suoi articoli.
Ed invero il reato ipotizzato nei miei confronti era quello di calunnia e sul punto il P.M. ha escluso la sussistenza di detto reato specificando che non l’ho mai commesso non avendo mai travalicato i limiti imposti dalla mia difesa e non avendo mai assunto iniziative ulteriori volte ad accusare altri e, in particolare, Lei.
Le presunte “prove” di una mia colpevolezza, cui Lei fa riferimento negli articoli e da Lei precedentemente già portate a conoscenza dell’Autorità Giudiziaria, sono state valutate e vagliate approfonditamente da due Procuratori della Repubblica presso il Tribunale di Pescara ed hanno portato a ben tre richieste di archiviazioni della mia posizione.
Tanto Le dovevo al fine di riportare chiarezza nella vicenda e La invito a cessare ogni ulteriore attività denigratoria nei miei confronti.
Comunico che non replicherò ulteriormente a nuovi articoli ritenendo non corretto utilizzare il Suo giornale per tutelare la mia persona.
Cordialmente,
Domenico Pettinari

 
*** PER CHI VOLESSE PROVARE A CAPIRE E APPROFONDIRE LA VICENDA QUI GLI ARTICOLI