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Comune di Pescara, 50mln di debiti da spalmare in 28 anni (ma la norma non c’è)

Riprende oggi la discussione in consiglio comunale sul piano di riequilibrio finanziario

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Comune di Pescara, 50mln di debiti da spalmare in 28 anni (ma la norma non c’è)




PESCARA. Riprenderà oggi la discussione nel merito sul piano di riequilibrio finanziario del Comune di Pescara. Il documento potrebbe far accedere l’ente ad un fondo del ministero che nell’importo massimo è di 33.480.000 di euro. Una cifra ingente da spalmare in più anni e che l’attuale maggioranza di centrosinistra vede come ancora di salvataggio «per tutte quelle imprese che hanno dato fiducia al Comune» e che rischiano di non essere pagate.
Sul piano di riequilibrio, tuttavia, si registra il parere condizionato dei revisori dei conti che ieri, chiamati  ad esprimersi, hanno confermato di non aver sciolto i dubbi espressi nonostante un corposo documento contenente le controdeduzioni del Comune e firmato dal dirigente Guido Dezio.
Nella mattinata di ieri si è registrata anche la lunga relazione sul piano dell’assessore Bruna Sammassimo  che ha spiegato le ragioni dell’operazione che vede una sola certezza: i debiti del Comune che si riferiscono alle passate gestioni degli ultimi dieci anni.
Quanti siano i debiti però rimane ancora incerto visto che sono lievitati da 30milioni  agli attuali 50 milioni. Ed è chiaro anche lo scontro tra centrodestra e centrosinistra che si accusano a vicenda sulle responsabilità di gestioni dissennate del passato. Dai dati emerge un continuo incremento della spesa corrente il che fa pensare che in ogni caso non si è stati molto lungimiranti. Ed oggi i nodi vengono al pettine.

Al termine della seduta mattutina di ieri è stato chiamato a spiegare il piano lo stesso dirigente Dezio che tuttavia non ha convinto gli esponenti delle opposizioni che hanno chiesto tempo per leggere nel dettaglio le controdeduzioni richiedendo un rinvio di alcune ore del consiglio.
 Nella seduta pomeridiana si è tornati a parlare della fase prodromica alla discussione nel merito e sulla opportunità di spalmare i debiti a 10 anni o a 28 anni.
Il consigliere Carlo Masci ha paragonato il piano finanziario alle cartolarizzazioni della Regione che l’hanno indebitata per decenni e portato anche conseguenze giudiziarie ed ha poi posto un problema tecnico ma reale: spalmare i debiti a 28 anni sarebbe attualmente impossibile per mancanza di una norma che stabilisca questo.
In effetti come ha confermato anche il revisore dei conti, Velluto, in itinere al governo c’è un decreto legge che nella bozza stabilirebbe la possibilità per gli enti in dissesto di spalare debiti a 28 anni ma al momento di fatto quella norma… non è una norma perché non approvata. Dunque se il Comune di Pescara approvasse il piano spalmando i debiti a 28 anni potrebbe poi pagarne le conseguenze con l’annullamento del piano stesso.
Dopo aver letto le controdeduzioni del Comune il revisore dei conti ha confermato che «non abbiamo la possibilità di dare parere favorevole».
Antonelli, Testa, Seccia del centrodestra sono stati tutti molto critici e contestato il piano del Comune ed il «clima di festa» per i soldi -dati per certi- che arriverebbero a Pescara per la gestione dei prossimi anni.

Sabatini del M5s ha fatto notare che invece qui soldi non sono affatto certi ed ha puntato l’attenzione sul rapporto tra residui attivi e sposa corrente, un rapporto che è andato via via crescendo, sforando i limiti imposti dalla legge. Per la grillina sarebbe stato più logico un piano di rientro a 10 anni.
Marco Presutti, capogruppo del Pd,  ha detto invece che  «oggi abbiamo la strada per pagare i debiti che abbiamo e per non lasciare in mezzo ad una strada le impese che hanno avuto fiducia in questo Comune.  Vorremmo però che sulle cifre ci sia la verità. Non c’entrano nulla le tasse al massimo con il piano. Dobbiamo avere il coraggio della verità».
Al piano sono stati presentati  152 emendamenti più questioni altre questioni collaterali.
La seduta del consiglio è ripresa questa mattina alle 9 per poi essere riaggiornata alle ore 15.

Qui sotto invece il documento integrale del Comune che risponde e controdeduce il documento dei revisori dei conti.

a.b.

Controdeduzioni del Comune di Pescara ai revisori dei conti