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Fondi Pit per piccole e medie imprese nell’Aquilano. Salvatore: «è un bluff»

«Saranno finanziati 3-4 progetti»

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Fondi Pit per piccole e medie imprese nell’Aquilano. Salvatore: «è un bluff»

L’AQUILA. Sembrava una notizia interessante quella annunciata dalla vice presidente della Provincia dell'Aquila Antonella Di Nino: nuove opportunità per piccole e medie imprese.
Fondi freschi per le attività in crisi. Ma purtroppo la realtà è meno rosea di quella che è stata prospettata, come ha scoperto l’ex consigliere di Barisciano Walter Salvatore.
«E’ una nuova opportunità per le nostre piccole e medie imprese- ha spiegato la vice presidente della Provincia, Antonella Di Nino-, che in questo difficile contesto economico saranno supportate nel finanziamento di progetti di innovazione, intesa a 360 gradi (sia essa di prodotto/processo, organizzativa o anche di marketing) e potranno quindi riuscire a rilanciarsi sul mercato e rendersi più competitive. Consolidare ed innovare il sistema imprenditoriale locale sono gli obiettivi che intendiamo perseguire mediante questa iniziativa».

Possono beneficiare degli incentivi le micro, piccole e medie imprese, anche in forma cooperativa o consortile e l’agevolazione sarà costituita da un contributo a fondo perduto sulla spesa ammissibile (nella misura del 50% della spesa ammissibile e fino ad un massimo di 50.000 euro nel rispetto del regime de minimis, dove la spesa minima ammissibile è pari a 20.000 euro). Sono, inoltre, ammissibili al cofinanziamento gli investimenti realizzati in uno dei comuni montani ricompresi nei rispettivi P.I.T. degli ambiti di L’Aquila, Avezzano e Sulmona - Alto Sangro.

L’Avviso è stato pubblicato sul BURA Speciale n. 26 del 13 marzo 2015 e sarà possibile presentare la domanda per l’accesso ai benefici entro e non oltre il trentesimo giorno dalla data di pubblicazione: le micro, piccole e medie imprese della Provincia hanno tempo quindi fino al 13 aprile 2015 per fare richiesta.

«Si auspica- conclude la vice presidente- che anche per questo bando le domande siano molte e ciò non solo perché attesterebbero l’esistenza di un tessuto economico in via di ripresa, ma soprattutto perché l’obiettivo è quello di formare una graduatoria unica provinciale da poter finanziare integralmente, anche con le altre risorse che la Regione vorrà mettere a disposizione, avendo molti residui che, se non utilizzati, andrebbero persi».
Se si ha un'impresa, sottolinea Salvatore, «sei indotto a credere nella promettente opportunità e ti precipiti sul Sito della Provincia dell'Aquila per scaricare quanto serve».
La documentazione è corposa e spiega in modo impeccabile tutto l'iter e le regole del gioco.
Documentazione complessa ma esauriente che presuppone il lavoro di un buon numero di persone che sanno indubbiamente come fare il proprio mestiere.
«Peccato che già dalle prime battute contenute nell'avviso ti accorgi che stai solo perdendo tempo», denuncia Salvatore.
A pagina 4 si scopre che il bando finanzia progetti i cui costi sono riferibili a spese effettuate a partire da un anno fa, cioè dal primo gennaio 2014 e per quelle sostenute non oltre il 30 giugno prossimo.
A pagina 9 si legge che le risorse finanziarie a disposizione per l'intera provincia dell'Aquila ammontano a 330 mila euro e che, di questi, all'ambito aquilano ne sono destinati 110.
«Considerando che a pagina 10 è ben specificato che ogni progetto non può chiedere meno di 20.000euro ed al massimo 50.000, non è difficile convincersi che giocare una schedina al Super Enalotto ha, statisticamente, maggiori possibilità di sostegno alla tua impresa che partecipare al bando», denuncia il consigliere.
«Solo che la schedina costa in media 5 euro mentre produrre tutta la documentazione richiesta per partecipare a questa farsa ne costa molto di più così come costa una fortuna, alla collettività, tutta la macchina pubblica chiamata a formalizzare e gestire l'intero iter burocratico di un concorso che, nella migliore delle ipotesi, potrà finanziare 3 o 4 progetti».