IL PROCESSO

Sasi, false comunicazioni sociali: a processo Scutti e altri due

Assolto, invece, il cda del 2009

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Sasi, false comunicazioni sociali: a processo Scutti e altri due

Domenico Scutti

 

 

LANCIANO. Il gip del Tribunale di Lanciano, Francesco Marino, ha rinviato a giudizio questa mattina il presidente della Sasi Domenico Scutti, l’ex vicepresidente Vincenzo Palmerio e l’ex consigliere Giuseppe Di Vito imputati per false comunicazioni sociali in concorso.
Per loro il processo comincerà il prossimo 21 ottobre.
Secondo l’accusa (pm Ruggero Dicuonzo) i tre alla data di approvazione del bilancio 2010, con «l’intenzione di ingannare il pubblico per conseguire un ingiusto profitto, nei libri e registri societari avrebbero omesso informazioni, la cui comunicazione è imposta dalla legge, sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società, in modo da indurre in errore i creditori destinatari sulla predetta situazione e cagionando loro un danno patrimoniale».

In particolare le false comunicazioni sociali contestate a Scutti, Palmerio e Di Vito, riguardano il bilancio 2010, approvato nel luglio 2011. Le false comunicazioni riguardano, si legge nel capo di imputazione, «l’incremento tariffario, ossia della bolletta, per l’adeguamento Istat per gli anni 2008-2010 deliberato nel 2008 in modo illegittimo, perché di competenza dell’assemblea dell’Ato e per non aver messo nel bilancio 2010 un fondo rischi della parte di incremento tariffario pari a 2.424.000 euro. Avrebbero omesso anche la svalutazione di crediti verso l’utenza perché non più esigibili per 2.821.000 euro». 

C’è poi la controversia con l’ Acea per la presunta sottrazione abusiva di acqua dalla condotta del fiume Verde: gli ex amministratori Sasi non avrebbero inserito in bilancio un fondo rischi di 9 milioni, importo che per il tribunale, in primo grado, la Sasi doveva versare all’Acea, accantonando solo 3.528.870 euro. In tutto circa 10 milioni che, sempre per la Procura, «avrebbero alterato la situazione economica e patrimoniale della società determinando una variazione del risultato di esercizio di circa due volte».
Sono invece stati prosciolti con la formula «perchè il fatto non costituisce reato» l’ex presidente Gaetano Padullà, l’ex vicepresidente Camillo La Barba, e i consiglieri Vincenzo Palmerio e Giuseppe Masciulli per quanto riguarda l’approvazione del bilancio del 2009.
Alla scorsa udienza il pm Ruggero Dicuonzo aveva chiesto la condanna di Gaetano Pedullà (giudicato con il rito abbreviato) a quattro mesi di arresto ed il rinvio a giudizio di tutti gli imputati.

A loro l’accusa contestava l'omissione di una quindicina di fatture emesse dall'Aca spa per prestazioni di fornitura idrica effettuale in quell'anno, per 563.332 euro.
«Per quanto la motivazione non sia ancora nota», commenta l’avvocato massimo Cirulli che difende l’ingegnere Masciulli, «dalla formula assolutoria può dedursi che il giudice ha escluso che gli amministratori prosciolti abbiano agito "con l'intenzione di ingannare il pubblico ed al fine di conseguire un ingiusto profitto", e quindi dolosamente».

a.b.