LE CARTE CHE SCOTTANO

Asl Chieti, la Corte dei conti boccia i bilanci 2012 e 2013

Il dg Zavattaro a rischio esonero senza i chiarimenti richiesti

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Asl Chieti, la Corte dei conti boccia i bilanci 2012 e 2013

Francesco Zavattaro

ABRUZZO. Bocciatura secca della Asl di Chieti da parte della Corte dei conti per i bilanci d’esercizio 2012 e 2013. A rischio revoca l’incarico del manager Francesco Zavattaro?
Se entro 60 giorni di tempo – come scrive la Corte dei Conti – non saranno corretti gli errori, le discrasie, il mancato recepimento delle indicazioni della Regione, e non saranno riclassificate le spese, scatterà «una specifica segnalazione alla Regione per i conseguenti provvedimenti».
Notizie che hanno messo in allarme sia il manager Zavattaro sia l’ufficio commissariale che – come viene confermato all’assessorato regionale alla sanità - sta valutando se i “conseguenti provvedimenti” corrispondano all’esonero dall’incarico, anche se meriterebbero la revoca soprattutto i responsabili amministrativi della Asl di Chieti, quel cerchio magico di cui Zavattaro sembra vittima e che in più occasioni è stato criticato per le scelte di bilancio, ma che ha fatto sempre “spallucce”.
Almeno finché questo operato amministrativo è stato messo in discussione dalla relazione ispettiva del Mef, peraltro giudicata errata («sta tutto a posto, l’80% è sbagliata» hanno fatto dichiarare a Zavattaro), ma che è stranamente consonante con le delibere 13 e 14 della Corte dei Conti arrivate in questi giorni. Si tratta di oltre 130 pagine che analizzano e bocciano sonoramente sia la redazione dei due bilanci sia il contraddittorio (che non ha portato elementi di chiarimento alle contestazioni) sia la relazione del Collegio dei revisori dei conti. 

Infatti, come si legge nella delibera 14 in riferimento al bilancio 2013, i Revisori una volta «non hanno rilevato gravi irregolarità», mentre altrove vengono dichiarate «irregolarità e criticità sotto il profilo contabile».
 Di qui, scrive la Corte, la necessità di un suo «controllo collaborativo» sui chiarimenti non dati e sugli errori non corretti. Le due delibere che stanno seminando il panico negli uffici della direzione Asl di Chieti sono il frutto della Camera di consiglio della Corte dei Conti che si è tenuta il 12 febbraio scorso ed entrambe si rifanno alla legge 266 del 2005 dove è previsto che in caso di squilibri nel bilancio, entro 60 gg è obbligatorio rimuovere le irregolarità e ripristinare gli equilibri del documento contabile.
Tra l’altro, sempre secondo i magistrati contabili, la Asl di Chieti non ha recepito in concreto le indicazioni della Regione sulla classificazione delle spese, sui tagli della spending review, sulla voce beni e servizi e sulla mancata chiarezza dell’attività privata intramoenia dei medici (di cui manca una contabilità separata e dove forse le spese per la Asl sono maggiori delle entrate). 

Censure pesanti investono anche gli investimenti e l’indebitamento, il pagamento dei fornitori, le voci di costo del personale, la spesa farmaceutica e chi più ne ha più ne metta, senza dire degli errori a raffica anche nell’attribuzione delle spese su capitoli di bilancio non corretti.
In realtà il quadro che esce da questo controllo non è molto nuovo: viene ribadita infatti l’autoreferenzialità dei dirigenti amministrativi della Asl di Chieti e viene criticata anche una loro certa extraterritorialità, visto che non hanno mai recepito le indicazioni della Giunta regionale.
E così si scopre una «reiterata chiusura in perdita dei bilanci» (2010: meno 11mln e 475 mila euro, 2011: meno 589 mila euro, 2013: meno 8 mln e 896 mila euro) che però non depone a favore della professionalità di chi ha redatto i bilanci né giustifica l’autonomia con cui la Asl di Chieti sembra aver  operato.
Ma la conseguenza che ha fatto scattare l’allarme in Regione è soprattutto che questi bilanci a rischio regolarità rimettono in discussione i conti della sanità regionale, sotto esame al Tavolo di monitoraggio del Mef.

E si allontana la fine del commissariamento della sanità abruzzese, assediato anche dalla marginalità del dibattito politico regionale sia nella maggioranza che nell’opposizione.
Qui infatti si fa la guerra di campanile per i Punti nascita (ma senza spendere una parola per le attrezzature del parto in sicurezza per il bambino e per le sale parto) mentre si tace completamente sui bilanci rabberciati. In realtà questa povertà del confronto politico sulla sanità potrebbe essere lo specchio del livello amministrativo di certe Asl. E così alla Corte dei conti è bastato un controllo appena un pò più attento dei bilanci per relegare l’Abruzzo in fondo alla classifica delle Regioni, in posizione molto vicina all’estremo Sud, proprio dove ci sono troppi Punti nascita.

Sebastiano Calella