DOPO IL TERREMOTO

Ricostruzione Paganica, l’ira dei cittadini: «basta false promesse»

Si attende l’avvio dei cantieri ma poco o nulla si muove

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Ricostruzione Paganica, l’ira dei cittadini: «basta false promesse»



PAGANICA. «Basta promesse». Sono stufi i residenti della frazione di Paganica riuniti nella ‘Salviamo Paganica Onlus’ di sentire i buoni proposti della politica.
Di fatti concreti, negli ultimi 6 anni trascorsi dal terremoto del 2009, da queste parti ne hanno visti molto pochi.
«Erano i primi giorni del 2015 quando il penoso crollo di un edificio dall’alto valore simbolico come l’ex sede comunale di Paganica suscitò indignazione e sconforto tali da non passare inosservato agli occhi dell’informazione locale», ricordano oggi i residenti.
«In seguito emersero i primi inconfutabili dati sulla ripartizione delle risorse impiegate fin’ora nella ricostruzione, con la città dell’Aquila beneficiaria della quasi totalità del paniere disponibile mentre le briciole sono costrette a litigarsele le numerose e affamate (di ricostruzione) frazioni. Mentre già da tempo, i consorzi obbligatori per la ricostruzione di Paganica, costituitisi in comitato, insorgevano contro l’immobilismo del Comune nei confronti delle frazioni».
Poi la visita in Comune del sottosegretario con delega alla ricostruzione onorevole Paola De Micheli, che disse: «mi hanno assicurato che la ricostruzione procede bene anche nelle frazioni dell’Aquila e nei comuni del cratere sismico».

«Evidentemente», dicono oggi da Paganica, «qualcuno degli amministratori comunale era in vena di burle quel giorno, pazienza»
Ma lo spirito dei frazionisti è ancora vivo e non si rassegna. Onna Onlus scrive una missiva direttamente al sottosegretario De Micheli, oltre che a tutta la governance abruzzese, missiva in cui denuncia lo stato di abbandono in cui versano Onna e le altre frazioni del comune, come anche le promesse e le continue dichiarazioni degli Amministratori Locali!
La questione di una ricostruzione a due tempi e della evidente disparità di trattamento tra città e frazioni incendiano il dibattito politico. Il sindaco e la sua giunta sono costretti ad ammettere i ritardi, e parte lo scaricabarile. Da pochi giorni la questione della mancata ricostruzione delle frazioni è tornata nuovamente al centro delle “promesse”.
L’Assessore alla Ricostruzione Di Stefano ha da poco dichiarato che in estate partiranno i primi cantieri delle frazioni, uno per ogni frazione, e addirittura due in quelle più grandi, come Paganica.

«Credo che ce la faremo, a vedere i cantieri aperti, a estate inoltrata», ha dichiarato fiducioso.
Ma i cittadini non gli credono: «già a seguito di una pubblica assemblea nella piazza "Grande" di Bagno datata 12 luglio 2014 alla quale presero parte Giovanni Lolli, Pierpaolo Pietrucci, Americo Di Benedetto e lo stesso di Pietro Di Stefano, l’obbiettivo dichiarato era quello di quindici cantieri, uno per ciascuna delle 13 frazioni più danneggiate, un'altra volta eccetto Paganica, dove dovevano essere due-tre cantieri essendo il centro storico più grande. Per i prossimi anni quindi invitiamo con educazione l’assessore Di Stefano, come anche il resto di questo circo di amministrazione comunale, a non fare più promesse» che non saranno mantenute.