PORTO DELLE RABBIE

Dragaggio Pescara: fondali bassi, nave Galatea non entra in porto e va a Falconara

Problemi per discrepanza di 60 centimetri

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Dragaggio Pescara: fondali bassi, nave Galatea non entra in porto e va a Falconara




PESCARA. E’ successo ancora una volta, nella giornata di ieri: dopo l'insabbiamento di tre notti fa di alcuni pescherecci in uscita dal porto di Pescara, mercoledì mattina la nave cisterna Galatea, che scarica idrocarburi destinati al mercato del pescarese, non é riuscita ad entrare nella darsena commerciale come previsto. L’ingresso era previsto per questa mattina ma la società ha scelto il porto di Falconara.
A spiegare l'accaduto il comandante della Direzione Marittima Abruzzo-Molise Enrico Moretti: «C'é stata una lieve discrepanza in un punto dei fondali dove c'era una batimetria di 2,40 metri. Il comandante della nave cisterna per entrare in porto in condizioni di sicurezza chiede che tra la chiglia e il fondo del porto ci siano almeno ulteriori 60 centimetri che in quel punto però non c'erano ed é per questo che l'ingresso non c'é stato».
«Stiamo lavorando con il motopontone - riferisce Moretti - proprio nella zona per risolvere la problematica venutasi a creare per cui contiamo al massimo entro giovedì mattina di permettere l'ingresso in porto». 

L’armatore Di Properzio in un breve sfogo sui giornali questa mattina rivela tutta la sua frustrazione per una situazione incredibile e non esclude la necessità di dover licenziare parte dei dipendenti: dipenderà dall’effettiva riduzione delle ore e dall’eventuale rotazione in vista di una inevitabile ristrutturazione ambientale.
Intanto oggi, dopo il contrattempo di ieri mattina, non c'è stato l'atteso ritorno della nave cisterna in porto. Come comunicato dalla Direzione Marittima Abruzzo-Molise, c'è stata invece la decisione della società armatrice proprietaria della nave-cisterna di rientrare nel porto di Falconara Marittima (Ancona). Questo, nonostante probabilmente, con i lavori svolti nelle ultime ore, sarebbe stato probabilmente possibile l'ingresso in porto.
«La draga sta continuando a lavorare in senza sosta - ha spiegato il comandante della Direzione Marittima Enrico Moretti - per rendere navigabile il tratto che ieri aveva dato problemi. Il nostro obiettivo è quello di rendere accessibile lo scalo portuale in condizioni di massima sicurezza». Difficile oggi ipotizzare i tempi di un ritorno a Pescara della "Galatea". Fino a questo momento per il dragaggio dello scalo pescarese sono stati spesi 13 milioni di euro per un totale di quasi 500 giorni di lavoro.

Eppure le condizioni del porto, in questa fase regolarmente aperto, restano pessime.
E proprio a seguito delle recenti mareggiate che hanno colpito il litorale Abruzzese e a causa della piena del Fiume Pescara che nei giorni scorsi ha portato a valle numerosi detriti, i fondali del porto di Pescara hanno subito ancora una volta delle variazioni.
Per questo la Capitaneria di porto di Pescara ha ritenuto necessario effettuare in urgenza degli accertamenti batimetrici nel porto finalizzati a verificare le condizioni di navigabilità e consentire alle unità in transito di procedere in sicurezza. Dalle verifiche svolte dal personale della Guardia Costiera, sono emerse alcune criticità prontamente segnalate al motopontone impegnato nelle operazioni di dragaggio che ha quindi operato nella giornata di ieri dando priorità di intervento nei punti in cui i fondali si sono drasticamente ridotti.

SOSPIRI: «NON SANNO CHE PESCI PRENDERE»
«Il porto canale di Pescara rischia di nuovo la paralisi e Regione e Comune di Pescara non sanno che pesci prendere: da ieri i fondali dello scalo, ormai insabbiati, non consentono più l'ingresso della Galatea e non una voce di rassicurazione è arrivata dalle Istituzioni».
A intervenire sulla vicenda dell'insabbiamento del porto canale di Pescara è il Capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri.
«E' veramente desolante vedere Pescara e il suo porto ripiombare nell'incubo, quando due mesi fa, basandoci sugli effetti delle mareggiate, avevamo preannunciato che lo scalo di Pescara stava di nuovo diventando impraticabile per pescherecci e navi commerciali», ha ricordato il Capogruppo Sospiri.
Già a dicembre 2014 la nave cisterna si era dovuta fermare una prima volta, impossibilitata a entrare in porto a causa del fondale insufficiente. «Sappiamo che l'unica soluzione definitiva alla problematica deriverà dal Piano Regolatore Portuale oggi all'esame del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici, soluzione strutturale che dunque non è, evidentemente, immediata», continua Sospiri. «Nel frattempo occorrono, però, interventi tempestivi per garantire la fruibilità costante dello scalo, ossia serve un dragaggio imponente».
Il 15 dicembre scorso la Regione ha annunciato lo stanziamento di 6 milioni di euro destinati a'lavori per la funzionalità del porto di Pescara e dell'approdo di Francavilla, e quando il Presidente D'Alfonso ha precisato che quella somma sarebbe stata utilizzata anche per costruire 'la passeggiata sul mare' all'altezza della Madonnina, Sospiri gli ha chiesto espressamente di pensare all'emergenza in atto, «lasciando stare le soluzioni populiste e i voli pindarici, utili solo a disperdere risorse e a perdere tempo. Un appello, evidentemente, caduto nel vuoto se oggi, a due mesi di distanza, è accaduto il peggio».
Sospiri chiede inoltre di sapere perché, pur disponendo di buona parte delle risorse necessarie, non le ha destinate a un dragaggio tempestivo, ma si è limitato a 30mila metri cubi, «come dire che svuotiamo il porto canale con la paletta e il secchiello».