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Palazzo Torlonia ad Avezzano, «il futuro sarà deciso dalla famiglia Di Pangrazio»

Sindaco di Avezzano e presidente del Consiglio stabiliranno funzioni e servizi

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Palazzo Torlonia ad Avezzano, «il futuro sarà deciso dalla famiglia Di Pangrazio»

Gianni Di Pangrazio

AVEZZANO. Il fronte del potere politico della Marsica si irrobustisce e sembra aver trovato nuovo vigore.
Solo due giorni fa è scoppiato ‘il caso’ della nomina da parte del presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio che ha scelto come sua collaboratrice la moglie del vice sindaco di Avezzano, comune amministrato da suo fratello Gianni Di Pangrazio.

Se il presidente ha ribadito che è tutto è stato fatto «secondo legge» resta in alcune frange della politica di opposizione il dubbio sulla opportunità di tale scelta.
E adesso esce fuori un altro ‘caso’ che questa volta ruota attorno al “polo formativo e socio-culturale” che dovrebbe interessare il Palazzo Torlonia di Avezzano.
All’interpellanza del Movimento 5 Stelle, presentata nel corso dell’ultimo Consiglio Regionale dal consigliere Gianluca Ranieri, ha risposto l’assessore Silvio Paolucci affermando che «il dettaglio delle funzioni e dei servizi è demandata a successive progettualità della presidenza del Consiglio Regionale e al Comune di Avezzano». Nulla di più è dato sapere.
«Il M5S ha cominciato a chiedersi», afferma il consigliere Ranieri, «quali progetti concreti, oltre un generico “polo formativo e socio-culturale”, avesse in mente il sindaco di Avezzano Gianni Di Pangrazio quando ha chiesto direttamente al presidente del Consiglio Regionale Giuseppe Di Pangrazio (suo fratello, ndr), e non all'assessore regionale al Patrimonio, l'uso dello storico palazzo di proprietà della Regione. Nessuno degli atti che riguardano la vicenda, e che abbiamo letto, forniva, infatti, informazioni esaustive». 

Per questo, già nel precedente Consiglio Regionale, il consigliere Ranieri aveva provato a porre alcune domande. «Ma l’interrogazione», ricorda il grillino, «fu bocciata dal presidente del Consiglio Regionale Di Pangrazio con una motivazione che ancora non convince. Un cavillo, insomma, neanche tanto giustificato, che ha rimandato di circa un mese il confronto in aula».
Si è giunti, così, a due giorni fa per sapere ufficialmente solo ciò che già era noto: a decidere sul destino del Palazzo Torlonia, oggi sede di servizi importanti per tutta la Marsica, saranno due cariche istituzionali legate da stretto legame di parentela. Con un budget a disposizione di 80.000 euro per una prima fase di realizzazione e gestione temporanea del “polo”.
«Viste le recenti polemiche per le nomine in Regione Abruzzo e nel Comune di Avezzano, non possiamo fidarci di una politica che fa dell'incarico personale e diretto la sua regola», afferma Ranieri, «se gli incarichi fiduciari, per quanto discutibili, sono nelle loro facoltà, il Palazzo Torlonia è un bene di tutti gli Avezzanesi sul quale devono decidere i cittadini e il territorio. Su questo punto non cederemo di un millimetro».

«RAPPORTI ISTITUZIONALI»
«Il Palazzo e il Parco Torlonia sono patrimonio inalienabile della Regione Abruzzo e della Città di Avezzano. Il protocollo tra la Regione e il Comune di Avezzano è finalizzato proprio a cogliere l'obiettivo di valorizzarlo, al fine di elevare la qualità urbana e sociale nell'area centrale della città e di costituire un polo di riferimento per le attività pubbliche, sociali e culturali anche per la Marsica e l'intera Regione», replica il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio in merito alle dichiarazioni del Consigliere regionale Gianluca Ranieri.
«In sede di approvazione della legge di scioglimento dell'Arssa, fu proprio un mio emendamento a rendere inalienabili i beni di valore storico-architettonico realizzati nelle bonifiche del Fucino - spiega il Presidente - con questo intento mi sono fatto promotore dell'iniziativa della loro valorizzazione, attraverso una collaborazione istituzionale che consentirà la qualificazione e la gestione di quel patrimonio tramite il Comune di Avezzano, considerando le difficoltà ordinarie della Regione dopo la chiusura dell'Arssa. L'iniziativa, raccolta con proprio atto deliberativo dalla Giunta Regionale (n. 49 del 27 gennaio scorso), ha ricevuto una legittimazione piena anche dal settore che gestisce il patrimonio della Regione. Ogni rapporto intercorso conseguentemente con il sindaco di Avezzano Giovanni Di Pangrazio, è dunque da ritenersi legato a relazioni di natura esclusivamente istituzionale e non personale. Auspico pertanto che nell'interesse generale del progetto, lo stesso Consigliere regionale Ranieri voglia collaborare, nel ruolo e nelle funzioni istituzionali che gli sono proprie».