L'INTERVISTA

Bracco sospeso dal M5S contro i «grillini talebani»: «violenza morale in stile Isis»

In caso di espulsione annuncia: «andrò nel gruppo misto, in quota minoranza»

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Bracco sospeso dal M5S contro i «grillini talebani»: «violenza morale in stile Isis»

4 consiglieri regionali M5s




ABRUZZO. Dopo il sì alla delega alla ‘Cultura, Estetica e Creatività’ è scattata la sospensione dal Movimento 5 Stelle per il consigliere regionale Leandro Bracco che ieri ha accettato l’offerta del governatore Luciano D’Alfonso.
La decisione è arrivata dallo staff del Movimento 5 Stelle su richiesta dei consiglieri regionali grillini abruzzesi, sostenuti dai parlamentari pentastellati. La mossa di Bracco ha suscitato l'ira e l'indignazione non solo dei colleghi, ma anche della base e di tanti attivisti.
Critiche arrivano anche dall’ex consigliere di Rc, Maurizio Acerbo che proprio durante l’ultima campagna elettorale ebbe scontri di fuoco con l’allora candidato governatore. «Chi si stupisce non conosce D'Alfonso, uno specialista di campagne acquisti che sa che la migliore arma di neutralizzazione è la cooptazione che spesso rasenta la circonvenzione. Non commento il comportamento di questo Bracco per misericordia».
E mentre le polemiche non si placano - sui social in tanti affermano "vergogna" e chiedono a gran voce le dimissioni del consigliere - Bracco prova a discolparsi e a fare chiarezza, attraverso il suo profilo Facebook. «Nessuno si è venduto e nessuno si venderà».

E che la sua coscienza sia pulita, Bracco lo ha ripetuto questa mattina anche a PrimaDaNoi.it dopo una «notte abbastanza tranquilla».
Della bufera che si è scatenata sui social network ha preso visione solo qualche ora fa, al suo risveglio: «ieri sera avevo la testa altrove e non sono andato a leggere». Ma il consigliere regionale assicura di aver ricevuto anche tanti sms di solidarietà, messaggi e richieste di amicizia.
«Quello che si vede su Facebook è solo una parte, lo scriva». E avverte «per chi ha travalicato le buone maniere e giudicato personalmente la mia scelta partiranno denunce».

La sua decisione ha scatenato una bufera. Se lo aspettava?
«Questa cosa mi lascia l’amaro in bocca: se D’Alfonso mi avesse detto ti do la delega ma tu fai questo e quello gli avrei detto ‘hai sbagliato persona’. Invece mi ha offerto la delega alla Cultura per lavorare tutti insieme per l’Abruzzo, senza condizioni. Ho carta bianca. Credo che tutti i 145mila abruzzesi che hanno votato per noi vogliano che si possa incidere nella carne viva della politica. A me spiace che abbia sempre precedenza la condotta talebana. Io sono una persona dialogante, non sono un inciucista». 

L’ex presidente Chiodi ieri le ha detto in Consiglio: ‘credi veramente che D’Alfonso ti dia la delega e poi ti farà votare contro?’… Lei lo crede veramente?
«Comincio questo incarico con i propositi migliori, tra l’altro non ho ancora firmato niente. Non sono un allocco e sono consapevole che D’Alfonso è una persona con decenni di esperienza politica alle spalle. Ma penso che il tempo sarà galantuomo».

Ieri i suoi colleghi pentastellati dopo il suo sì le hanno messo dei soldi sul tavolo…(e sono stati anche richiamati all’ordine dal presidente Di Pangrazio)
«Sì, hanno messo 50 euro a testa sul banco mentre parlavo… trovo che sia stata una cosa di una violenza morale inaudita… Quando l’Isis decapita delle teste è violenza morale, quella cosa di mettere i soldi sul banco è una violenza stile Isis, a livello morale, ovviamente. Non c’è stato nessun tipo di accordo sottobanco».

Ormai è da tempo che i rapporti con gli altri 5 collegi del movimento sono compromessi… anche dopo la sua decisione di votare a favore della moratoria sulle carceri in disaccordo con il suo gruppo…
«Sì, non c’è mai stata lealtà da parte loro. Hanno convocato riunioni dalle quali mi hanno escluso volutamente. Se non avessi avuto l’educazione che ho ricevuto dai miei genitori avrei reagito…sono troppo buono e indulgente. Per l’individuazione dei grandi elettori in occasione dell’elezione del presidente della Repubblica hanno indetto una riunione escludendomi volutamente così come in altre circostanze. Non c’è lealtà reciproca, io ci ho provato ma se dai le perle ai porci…».

L’offerta della delega le è arrivata per la prima volta ieri in Consiglio o c’erano state già trattative in corso, nelle retrovie?
«E’ stato un fulmine a ciel sereno ieri mattina in aula. Non c’era nessun tipo di accordo».

Quindi non è vero, come qualcuno dice, che c’era un corteggiamento che andava da tempo avanti da parte di D’Alfonso?
«Con D’Alfonso ho un rapporto di rispetto reciproco, questa è la mia prima esperienza politica che mi sta insegnando che le persone non ti valutano dalla stelletta che hai sul petto …se è del Pd o dei 5Stelle… ma parlandoti, ragionando e frequentandoti».

E lei ieri ha detto sì senza confrontarsi con i colleghi, giusto? Ha scelto in autonomia?
«Con chi mi dovevo interfacciare con gli altri 4, dato che Marcozzi non c’era?»

Il deputato Gianluca Vacca ha scritto su Facebook: ‘D'Alfonso è il peggio che possa esserci in politica, l'incarnazione di tutto quello che il M5S combatte: fare accordi con lui è quanto di più squallido possa farsi’. Lei cosa pensa del presidente?
«Lo sto conoscendo in questi mesi. So che ha avuto problemi con la giustizia ma fino ad adesso ne è sempre uscito in una certa maniera. Il rapporto con lui è di cordialità e ascolto reciproco: un conto è ascoltare, un altro conto è incontrarsi in case private e fare accordi e inciuci che io non faccio e mai farò».

E sull’accordo che non rientra nei piani dei 5 stelle?
«Non ho fatto accordi. Con questa delega ho la totale libertà e autonomia, il mio orizzonte è la collettività. E’ vero che 2/3 dell’ elettorato è talebano ma ieri Casaleggio a pagina 9 del Corriere della Sera diceva ‘sì al dialogo’, che non vuol dire essere inciucista. Anche Grillo qualche settimana fa, sempre al Corriere, ha fatto un mea culpa sulle decisioni talebane prese in passato, come il divieto di andare in tv. Quindi prendo atto con piacere che non ci sono totem da rispettare».

Quindi lei pensa che con il suo gesto di ieri abbia in qualche modo rispettato la linea del movimento e questa nuova direzione indicata da Grillo e Casaleggio?
«Sì credo di essere sulla stessa linea. ‘Sì al dialogo’, dicono loro due. Tantissima gente che ha votato il M5S vuole che gli eletti incidano nella politica. Noi vogliamo continuare a fare interpellanze alla Pettinari o vogliamo contare qualcosa? Se fermassimo 10 elettori e glielo chiedessimo la maggior parte sceglierebbe la seconda opzione».

Da quello che si legge in queste ore sui social network non si direbbe. Le chiedono di dimettersi, le scrivono ‘vergogna’, ‘ci hai deluso’…
«In queste ore ho ricevuto diversi commenti positivi, una marea di messaggi positivi. Il discorso Facebook è solo una parte della verità. Sarò coerente con il mio programma elettorale. Essere coerenti non vuol dire essere una pecora e un po’ un burattino…»

Ora per lei è scattata la sospensione….
«Sì, un cartellino giallo prima del rosso da parte dello staff. Ho ricevuto una mail con cui mi danno 10 giorni tempo per scrivere le mie controdeduzioni. Io andrò avanti fino in fondo e se la sospensione dovesse tramutarsi in espulsione farò ricorso fino all’ultimo grado di giudizio ovvero davanti al Comitato di appello contro le espulsioni, formato da 4-5 persone alle quali spiegherò come sono andate le cose. E poi vada come vada».

In caso di espulsione lascerà il Consiglio regionale?
«Non possiamo arrampicarci sui tetti della Camera per difendere la costituzione e intermittenza. L’articolo 67 della Costituzione dice che non c’è vincolo di mandato per il parlamentare e per il consigliere regionale. L’uno rappresenta la Nazione, l’altro la Regione. Questo è baluardo in difesa di ognuno».

Quindi sta dicendo che non lascerà…
«Se sarò espulso andrò nel gruppo misto, sempre in quota minoranza e continuerò a restituire una parte dei soldi indietro, così come faccio dal primo mese… che tra le altre cose, lo scriva, i 133 mila euro restituiti da noi consiglieri, 23.500 euro miei, sono ancora a prendere polvere nei cassetti della Carichieti de L’Aquila mentre la gente non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena…».

Quindi gruppo misto?
«Sì, misto, non con D’Alfonso ma sempre in quota minoranza».

Ora cosa accade?
«Domani sarò a L’Aquila per i lavori della Commissione e aspetto di firmare la delega per cominciare a lavorare per l’Abruzzo».

Ha già progetti?
«Voglio capire quanti soldi ci sono a disposizione per fare Cultura come si deve, ho un’idea specifica anche perché l’Abruzzo a livello economico ha un deficit di mezzo miliardo di euro e un debito di 3 miliardi di euro. Per fare Cultura bisogna cercare cooperazione da parte dei paesi stranieri dove i soldi ci sono. Penso agli Emirati Arabi, alla Cina, al Quatar… vorrei dare una impronta internazionale alla regione anche perché se pensi di poter far cultura con quei 4 soldi che ci sono in Abruzzo non si fa strada».