CRISI E LAVORO

Italia (senza) Lavoro, 50 precari a rischio in Abruzzo. Sit in davanti Regione

Stato di agitazione proclamato da Fisac Cgil Abruzzo e dal NidiL Cgil Pescara

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Italia (senza) Lavoro, 50 precari a rischio in Abruzzo. Sit in davanti Regione




ABRUZZO. Mercoledì mattina i lavoratori dipendenti e collaboratori di Italia Lavoro svolgeranno un picchetto in viale Bovio a Pescara, nell'area antistante l'ingresso della Regione Abruzzo dalle ore 10.

Lo stato di agitazione è stato proclamato dalla Fisac Cgil Abruzzo e dal NidiL Cgil Pescara visto che il 31 marzo scadranno tutti i progetti affidati a Italia Lavoro e la sorte di oltre 1.000 lavoratori assunti con forme contrattuali di vario tipo (tra tempi determinati e collaboratori a progetto) è assolutamente incerta.
La situazione in Regione, coinvolge circa 50 precari ed altrettanti se ne contano nelle Marche e un po’ meno in Molise. Con il risultato che in Abruzzo si passerà dal 1° aprile 2015 da 62 dipendenti a 10 (comprensivi degli staff di segreteria non operativi nei progetti) inficiando, visto il rapporto squilibrato dipendenti/precari, quelle attività ancora in essere con soldi pubblici ed europei come l’assistenza ai CPI, alla Regione ed in generale alla rete pubblico-privata dei servizi per il Lavoro.
Il presidio si terrà in contemporanea anche in Via Veneto a Roma presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
«Molti di questi precari», spiegano i sindacati, «gestiscono e coordinano linee di progetto, costituiscono snodi relazionali significativi, spesso strategici per l’azienda e per l’implementazione dei programmi, restituendo in questi anni, attraverso le competenze, la motivazione e la passione messe a disposizione e anche la disponibilità tipica dei lavoratori precari “ricattati” dal rinnovo del contratto, credibilità alle azioni di Italia Lavoro».

Ad oggi né il management aziendale né il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali hanno dato alcuna indicazione in merito al futuro dell’azienda e in particolare dei lavoratori.
I sindacati hanno più volte chiesto un incontro al Ministero per affrontare i problemi, senza tuttavia ricevere alcuna risposta chiara.
«Rimane a nostro avviso invariato», continuano i sindacati, «il rischio legato all’incertezza creata dalla “delega al Governo in materia di servizi per il lavoro e politiche attive” (Jobs Act) per la costituzione dell’Agenzia Nazionale per il Lavoro e la preoccupazione circa i tempi previsti per l’attuazione dei PON relativi alla programmazione 2014/2020, oltre all’incognita per i contratti in scadenza. Tutti noi siamo qui con quanto ci è rimasto di aspettative, progetti di vita, speranze a ribadire con forza che siamo solamente le prime vittime, forse l’anello più debole delle politiche governative sul lavoro. Ognuno di noi ha una storia, una identità professionale definita, competenze e relazioni che ha messo a disposizione di Italia Lavoro in questi anni».
Italia Lavoro è un’agenzia tecnica che opera per conto del Ministero del Lavoro, esclusivamente con soldi pubblici sul ricollocamento e l’inclusione di soggetti “deboli” nel mercato del lavoro.