TASSE IN SALDO

Inchiesta Soget, indagato Gaetano Monaco e perquisizioni tra Pescara e Taranto

La procura cerca prove di una maxi truffa ai danni del Comune per debiti falsamente inesigibili

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Inchiesta Soget, indagato Gaetano Monaco e perquisizioni tra Pescara e Taranto

Tribunale di Pescara




PESCARA. Che ci fa una parte del debito che il consigliere regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, deve al Comune per le multe automobilistiche prese, dentro ai 36 milioni di euro di crediti che il Comune ha dichiarato inesigibili?
Sono davvero tutti soldi che il Comune non può incassare o si tratta di una vera e propria «truffa ai danni dell’ente»?
Sono alcune delle domande che si stanno ponendo in queste ore gli investigatori della procura di Pescara che da alcune settimane stanno scandagliando l’operato della Soget, la società di riscossione che lavora per moltissimi enti pubblici abruzzesi e non, e tra questi il Comune di Pescara.
Ieri per l’intera giornata gli uomini della Squadra Mobile di Pescara, diretti da Pierfrancesco Muriana e gli uomini della Forestale hanno sequestrato nelle sedi di Pescara e Taranto della società carte, documenti e fatto copie forensi di centinaia di terabyte di memoria di archivi e dati che saranno analizzati per capire se vi siano state anomalie, ingerenze, abusi o una vera e propria truffa.

Per ora di certo c’è che nell’inchiesta aperta dal pm Gennaro Varone c’è un solo indagato, Gaetano Antonio Monaco, procuratore della Soget, che avrebbe abusato della sua posizione di concessionario per il servizio di riscossione a favore del Comune di Pescara e «avallato pretestuose dichiarazioni di inesigibilità del credito». Il fine sarebbe stato quello di ottenere «un ingiusto vantaggio per la Sogetà ed un danno per il Comune derivante dal mancato introito».
Insomma l’ipotesi è di quelle davvero fosche che getta ombre pesanti sulla gestione della cosa pubblica e va oltre perché qui i fatti sarebbero legati a doppio filo con la condizione dei cittadini e dell’ente pubblico indebitato forse per effetto di una sospetta truffa. Dunque, predissesto annunciato per il Comune e tasse al massimo per i cittadini, servizi sempre più carenti e costosi.
Cosa c’è di vero per ora è troppo presto per dirlo sta di fatto che tutto è partito da alcuni pignoramenti revocati, non si capisce per quali motivi, a Lorenzo Sospiri per poi avviare una procedura di riscossione “postuma” del credito ma dopo che lo stesso pignoramento era stato annullato cioè la società rinunciava a riscuoterlo.
Una scambio di email finito agli atti e che per ora ha inguaiato Monaco mentre le spiegazioni di Sospiri non convincerebbero gli investigatori perché ritenuti a tratti illogici e non provati.
Ma è solo l’inizio; l’inchiesta che pare fosse aperta da qualche tempo per effetto di alcuni esposti al veleno di alcuni dipendenti della Soget ha poi preso una virata puntando sui 36 mln di crediti inesigibili del Comune di Pescara e dopo la denuncia del Movimento 5 stelle.

La lista lunghissima dei crediti che non saranno riscossi dal Comune (soldi persi per sempre) è lunghissima, segreta e non facilmente decifrabile e per molti di questi soldi la procura svolgerà accertamenti per verificare e capire quali esami siano stati svolti per decretare l’effettiva “inesigibilità”.
Certo la presenza di circa 1000 euro di quei 10mila euro che Sospiri deve al Comune da oltre 7 anni dentro i crediti inesigibili del Comune ha fatto rizzare le orecchie alla procura anche perché pare che non sia l’unico nome eccellente. E pare che almeno un altro esponente molto noto e molto vicino all’ex sindaco Mascia sia pesantemente indebitato e anche una porzione del suo debito sarebbe finito nei 36 mln.
Chissà se anche in questo caso la Soget non riesce a scovare il suo domicilio pur essendo un noto professionista e politico come pure succede da anni con Lorenzo Sospiri al quale la società non riesce a notificare gli atti per “domicilio sconosciuto”. Proprio lui che è consigliere regionale, è sempre sui giornali ed è uno dei politici più noti d’Abruzzo…

Quanti personaggi eccellenti ci sono dentro la lunghissima lista dei 36mln si domandavano i grillini alcune settimane fa…
E nel frattempo si sarebbe fatto avanti una ulteriore gola profonda che ha raccontato episodi e metodi che dice siano in voga nella Soget, ipotesi e sospetti reati tutti da dimostrare.
Questa inchiesta ricorda molto quella del 2010 sugli “storni selvaggi” dell’Aca, sempre condotta dal pm Varone: in quell’occasione la procura appurò che la società (che ha accumulato debiti per oltre 100mln) avrebbe “scontato” bollette per centinaia di migliaia di euro a personaggi “noti” che non pagavano l’acqua per “difetti al contatore”. Contatori “molto difettosi” perché la cosa accadeva spessissimo e per lo più a personaggi noti e vicino alla politica. Molte di quelle ipotesi accusatorie sono poi cadute perché non si riuscì “oltre ogni ragionevole dubbio” a provare la truffa anche perché i contatori erano stati distrutti.
a.b.