IL BALDO BRACCO

Consiglio regionale. Bracco (M5S) dice sì a D’Alfonso e guadagna la delega alla cultura

Grillini furiosi. Il consigliere: «non sono uno Scilipoti». Chiodi:«governatore non è stupido»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4538

Consiglio regionale. Bracco (M5S) dice sì a D’Alfonso e guadagna la delega alla cultura

Leandro Bracco

ABRUZZO. Campagna acquisti del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, questa mattina in Consiglio regionale, che ha ‘tentato’ il grillino Leandro Bracco offrendogli la delega alla Cultura, Estetica e Creatività.
E il pentastellato ha abboccato in pochi minuti, senza nemmeno consultarsi con i suoi. Una scelta presa su due piedi o maturata nelle retrovie? Nel centrodestra qualcuno ha anche ipotizzato questa strada dal momento che «nei corridoi», ha spiegato Mauro Febbo (FI) da tempo si sapeva di queste manovre.
Così Bracco ha accettato l’offerta scatenando la reazione dei suoi colleghi a 5 Stelle che hanno condannato la sua decisione con parole di fuoco e ne hanno richiesto anche le dimissioni.
Non è la prima volta che Bracco finisce nella bufera: era successo anche qualche mese fa quando aveva votato in disaccordo rispetto al suo gruppo. Ma in quel caso non si era arrivati alla frattura, cosa che invece oggi sembra inevitabile.
E il presidente della Regione, fine stratega, sta a guardare la minoranza che perde i pezzi.

UNA QUESTIONE «URGENTE»
Tutto è cominciato all’inizio del Consiglio regionale di questa mattina che dopo la pausa invernale è tornato a riunirsi a L’Aquila. D’Alfonso ha preso immediatamente la parola per una questione da lui definita “urgente” e  ha lanciato la ‘proposta indecente’ adulando il grillino per la sua preparazione e spiegando di averlo stimato nell'attività fin qui svolta : «non penso che questa convergenza sia irriguardosa». Inoltre il governatore ha annunciato che vorrebbe coinvolgere anche altri consiglieri di minoranza nel suo governo dalle larghissime intese: «mi piacerebbe incastrare Febbo all’Agricoltura», ma Febbo ha subito detto «no, grazie».
Per la Contabilità della ricostruzione post-terremoto dell’Aquila, il governatore ha invece fatto intuire che l’incarico potrebbe ricadere sul consigliere regionale di Forza Italia, Gianni Chiodi, ma anche in questo caso la risposta sembra scontata.

LA RISPOSTA DI BRACCO
Bracco, dopo l’offerta di D’Alfonso, con voce tremante ha detto sì all’incarico a patto che possa rimanere in minoranza «per rispetto ai 145 mila abruzzesi che a maggio scorso hanno votato per noi e perché credo ancora profondamente nel progetto di Grillo e Casaleggio». Il presidente ha acconsentito.
«Il fatto che D’Alfonso abbia usato parole di stima nei miei riguardi mi sta facendo riflettere in profondità», ha detto il quasi ex grillino. «La Cultura e le Infrastrutture sono le deleghe più importanti a livello regionale, con la Cultura si può mangiare e si può essere sazi. La gente che ci ha votato sperava che governassimo, il nostro risultato elettorale è stato ottimo ma siamo in minoranza e abbiamo dovuto registrare la vittoria netta di D’Alfonso».
Dunque Bracco ha spiegato di voler accettare l’offerta avanzatagli: «non è mai successo che un governatore offrisse un incarico così importante alla minoranza, l’Abruzzo farà scuola».
Il grillino ha poi precisato: «non faccio lo Scilipoti per una delega. Sono e resto esponente del M5S. Il tempo è galantuomo e la mia opposizione sarà sempre netta e ferma». Bracco ha anche annunciato che non chiederà soldi in più per questo nuovo incarico.

CHIODI: «D’ALFONSO NON E’ STUPIDO»
Duro, l’intervento dell’ex presidente Gianni Chiodi: «mi chiedo: ma non è questo ciò che cittadini aborriscono di più? I cittadini non si indignano ogni volta che ci sono passaggi, cambi di casacca in cambio di incarichi? E noi ne parliamo qui in Consiglio regionale... Non è mai successo in nessuna parte di Italia».
«Alla base non c’è una grossa intelligenza ma una grande spregiudicatezza, opportunismo», ha detto ancora Chiodi. Poi rivolgendosi a Bracco: «pensi veramente che D’Alfonso sia sciocco? Tu voterai contro e lui ti da la delega? Pensi sia sciocco? D’Alfonso è intelligente. In alcuni casi si usa l’ipocrisia, qui manco l’ipocrisia si è usata. Si sdogana la volgarità. Presidente affronti queste cose ma non in Consiglio regionale».

M5S: «BRACCO SI DIMETTA»
Ma le critiche più feroci sono arrivate proprio dai colleghi di Bracco. Ha cominciato Mercante in Consiglio regionale parlando di «mercato delle vacche» per poi passare ad un avvertimento: «nel M5S non è prevista partecipazione bifronte. Se Bracco deciderà di passare in maggioranza avrà deciso di escludersi dal M5S. Non serve una riunione risponderà ai suoi elettori».
Nel primo pomeriggio i 5 Stelle in una nota hanno chiesto le dimissioni di Bracco: «quello che è per noi importante sottolineare è che da noi non è assolutamente contemplata la possibilità, come suggerito da Leandro Bracco, di far parte, contemporaneamente, della maggioranza e dell'opposizione, o, per meglio dire, di tenere un piede in due scarpe».
«Siamo veramente sbalorditi. È ormai diverso tempo che assistiamo al balletto tra Bracco e D'Alfonso, prima con la votazione favorevole alla risoluzione sull'indulto presentata dal Pd, poi con la vicenda dei Grandi Elettori ed oggi con la proposta definitiva di passare alla maggioranza».
«Essere del M5S non è facile», ha commentato invece Sara Marcozzi. «Ci sono delle regole e dei principi che vanno rispettati. Nessun personalismo, si decide in assemblea, si rispettano le decisioni del gruppo. Bisogna ricordarsi da dove si viene, rimanere con i piedi per terra. Essere del M5S non è facile e non tutti ne sono all'altezza».

LA MACCHINA DI D’ALFONSO
Ma nel Consiglio regionale di questa mattina ha sollevato contestazioni anche un intervento di un altro grillino, Domenico Pettinari, che ha denunciato una presunta manovra scorretta dell’auto blu del presidente d’Alfonso che avrebbe sorpassato nei pressi di Bussi in presenza della doppia striscia continua  rischiando di provocare un frontale con un’altra vettura  «mettendo a rischio utenti della strada».
«Presidente cosa insegna ai suoi figli?», ha domandato Pettinari scatenando la feroce reazione di Camillo D’Alessandro e Alberto Balducci: «pensa alla politica, lascia stare i figli.. come ti permetti non fare il maleducato.. non ti permettere… vergognati,  vergognati». Lo scontro verbale è andato avanti per diversi minuti poi il presidente del Consiglio Di Pangrazio è intervenuto chiedendo a Pettinari di non offendere.

Redazione Pdn