MALATI DI CONTABILITA'

Bilanci positivi della sanità? Sì, ma con tagli al personale e aumento spesa beni e servizi

L’Abruzzo dopo tre anni di bilanci con il segno più i servizi non sono migliorati

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Bilanci positivi della sanità? Sì, ma con tagli al personale e aumento spesa beni e servizi

GIanni CHiodi ex commissario





ABRUZZO. Negli ultimi sei anni la sanità abruzzese ha fatto registrare tre anni di bilanci negativi (2008-2010) e tre con il segno più (2011-2013). Da meno 125 mln del 2008, il risultato è stato meno 97 mln (2009) e meno 32 mln (2010). Poi il trend si è invertito: nel 2011 più 53 mln, e per due anni (2012 e 2013) più 48 mln.
Questi almeno sono i dati forniti dal Sistema informativo nazionale e pubblicati dall’Agenas sui risultati di gestione della sanità italiana dal 2008 al 2013.
Però come per tutti i dati, quelli riassuntivi non spiegano quali sono in Abruzzo le Asl virtuose e quelle meno efficienti: indicano solo la direzione verso cui si muove la sanità abruzzese, cioè il risanamento dei bilanci, il che potrebbe significare la fine del commissariamento previsto dopo tre bilanci in positivo.
 Ma probabilmente non sarà così, in quanto il dato di bilancio non è l’unico che Roma considera rispetto alle tante inadempienze ancora registrate dal Tavolo di monitoraggio del ministero dell’economia. I dati resi noti significano di fatto la promozione del commissario Gianni Chiodi sulla contabilità, mentre gli ultimi esami al Tavolo romano di monitoraggio hanno rilevato il ritardo di tante riforme con le quali il nuovo commissario Luciano D’Alfonso dovrà fare i conti per chiedere lo stop della supervisione Mef. Tra queste inadempienze, le più sentite sono la riorganizzazione della rete ospedaliera, quella dei punti nascita, la residenzialità ed il rapporto con la sanità privata. 

Come dire che – al di là dell’ottimismo di D’Alfonso – il commissariamento non finirà presto. In sostanza da questi dati emerge con chiarezza che il costo della sanità è diminuito dal 2008 solo dello 0,93%, passando da 2 miliardi e 371 mln a 2 miliardi e 290 mln. All’interno di questa cifra è diminuita la spesa per il personale (che passa da 775 mln a 759), mentre sono aumentate le spese per beni e servizi (da 451 mln a 505). Penalizzate anche le Cliniche private che perdono 19 mln e scendono da 138 mln a 119, mentre aumenta il costo del trasporto sanitario che arriva a 13 mln, dai 7 mln del 2008. Esplode anche la mobilità passiva che passa da 24 mln del 2008 ai 69 del 2013, con punte anche di 101 mln nel 2012. In realtà per valutare bene questo quadro riassuntivo, i dati dovrebbero essere raffrontati con quelli di altre regioni, ad esempio le Marche, per verificare se anche altrove i tagli ed i risparmi hanno colpito gli stessi settori o ci sono state altre scelte.
Ma poi si dovrebbe fare la differenza tra le Regioni in Piano di rientro e commissariate e quelle a gestione normale. E questo rende tutto più complicato. Resta però un’impressione di fondo e cioè che la gestione commissariale Chiodi è stata ossessionata dai dati contabili e dalla necessità di raggiungere il segno più sui bilanci, come peraltro richiesto dal Mef. Per questo l’assistenza sanitaria rimasta sul territorio è penalizzata dai tagli sulla spesa del personale, come se si potesse avere una buona sanità con meno medici ed infermieri, ma spendendo di più per beni e servizi o per il trasporto dei malati. Sotto accusa è, dunque, la politica dei tagli lineari, che non ha inciso solo sugli sprechi e che ora andrebbe sostituita con la riqualificazione della spesa: investimenti per la sanità reale (nuove assunzioni di medici ed infermieri), ospedali più tecnologici e sanità territoriale più attrezzata e diffusa, soprattutto nelle zone interne.

Sebastiano Calella