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Nuovo collaboratore in Consiglio regionale: scelto direttamente da ‘mister Omissis’

Chi ha scelto e dove lavorerà la nuova dipendente? Il documento ufficiale non lo dice ma…

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Nuovo collaboratore in Consiglio regionale: scelto direttamente da ‘mister Omissis’

Di Pangrazio



ABRUZZO. Un nuovo arrivo in Regione che fa discutere.
Dopo l’assunzione a chiamata diretta del portavoce del presidente del Consiglio Regionale, Giovanni D’Amico, che ha sollevato qualche polemica, arriva in Regione anche Donatella Ciaccia, 58 anni moglie del vice sindaco di Avezzano Ferdinando Fiore Boccia.
Anche questa volta si tratta di una assunzione a chiamata diretta. Incarico part time e a tempo determinato partito il 18 febbraio scorso e che andrà avanti fino al prossimo 31 agosto.
Dove sia collocata precisamente Ciaccia è impossibile dirlo verificandolo dai documenti ufficiali dal momento che nella determina di affidamento dell’incarico, datata 16 febbraio 2015 e firmata dal dirigente Paolo Costanzi, è stato sbianchettato con un laconico ‘omissis’ il posto che la neo arrivata andrà a ricoprire. Una scelta quantomeno bizzarra a meno che la donna non vada a ricoprire un incarico di massima sicurezza che se scoperto potrebbe mettere a repentaglio la sua vita. Ma non pare questo il caso.

Si capisce solo che Ciaccia, «residente ad Avezzano», dovrà recarsi a Pescara per lavorare, nella segreteria di ‘mister Omissis’ che ne ha richiesto direttamente l’assunzione «per le esigenze organizzative della propria segreteria». Nella determina si specifica che a Ciaccia è stata attribuita la categoria C1 e che la donna «è in possesso dei requisiti previsti per l’accesso agli impieghi del Consiglio regionale».
Secondo il Movimento 5 Stelle la neo assunta lavora nella segreteria della Presidenza del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Giuseppe Di Pangrazio e la Ciaccia sarebbe stata chiamata proprio per volontà del presidente, fratello del sindaco di Avezzano.
«A nulla è servito», dice il M5s, «il tentativo di sviare l’attenzione della stampa e quella del Movimento 5 Stelle, con l’escamotage di assegnare la signora Ciaccia alla sede consiliare di Pescara e non a  quella de L’aquila o di coprire nella determinazione dirigenziale incriminata, con un omissis, il nome del politico che ha richiesto l’assunzione.  Insomma un’amministrazione interessante quella del Presidente D’Alfonso. Peccato che i cittadini, quando in campagna elettorale ascoltavano le sue promesse di nuove politiche per il lavoro, si aspettassero ben altre cose».
Ma perché quell’escamotage di sbianchettare sede di lavoro e nome di chi l’ha scelta?
PrimaDaNoi.it lo ha chiesto direttamente al presidente Di Pangrazio che conferma che Ciaccia lavorerà nei prossimi mesi nella sua segreteria e che è stato proprio lui a chiamarla.

Per quanto riguarda l’omissis il presidente assicura che non è dipeso dalla sua volontà.
Dunque si scopre che Ciaccia è una professoressa assunta a tempo indeterminato che lavorava fino a 15 giorni fa presso la direzione scolastica della Lombardia, precisamente a Como, con contratto part time e ha chiesto al presidente di Pangrazio di potersi avvicinare alla sua regione d’origine.
Così ha avanzato la richiesta per spostarsi da una amministrazione pubblica (Ministero istruzione) all’altra (Regione) e di poter lavorare a Pescara.
Secondo le norme il presidente può prendere 3 ‘interni’, lavoratori dunque che abbiano già in essere un rapporto di lavoro con la pubblica amministrazione che possono poi andare in "comando".
Un altro caso è quello dell’avezzanese Gino Milano, anche lui ex consigliere regionale nella passata legislatura, oggi capo segreteria del presidente del Consiglio regionale in comando dalla Corte d’Appello.
Dal momento che Ciacca è una docente di italiano si occuperà di progetti riguardanti attività culturali per giovani.
«Non c’è nessuna nuova assunzione», precisa il presidente del Consiglio, «si tratta solo di un trasferimento da una pubblica amministrazione all’altra. Non ci sarà alcuna spesa aggiuntiva di rimborsi o spese per il trasferimento che sono a carico del lavoratore come normale che sia».

a.b.