IL FATTO

Tubercolosi, orso marsicano a rischio? Il caso arriva in parlamento

Due interrogazioni depositate in questi giorni

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ORSO MARSICANO


PESCASSEROLI. Approda in Parlamento l’allarme lanciato dall’associazione ‘Salviamo l’orso’ e dalle associazioni ambientaliste abruzzesi sul focolaio di tubercolosi.
La preoccupazione e' divenuta piu' pressante a seguito della morte di un'orsa nel marzo dello scorso anno che presentava una diffusa infezione di tubercolosi, causata da un micobatterio della tubercolosi bovina, appartenente allo stesso profilo genetico di quello che era stato isolato 2 anni prima in un allevamento di Gioia dei Marsi, come hanno stabilito gli accertamenti compiuti dall' Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna, Centro di referenza nazionale sulla tubercolosi bovina, a seguito dell'interessamento del Ministero dell'Ambiente e del Ministero della salute.

A seguito dell’allarme lanciato dalle associazioni ambientaliste in questi giorni sono state depositate nei 2 rami del Parlamento 2 interrogazioni firmate da Deputati e Senatori di tutte le forze
politiche affinche’ i competenti Ministeri dell’Ambiente e della Salute facciano chiarezza sulla situazione che mette a rischio ormai da quasi 3 anni la conservazione dell’orso marsicano, l’orso piu’ raro al mondo che oggi e’ a rischio di improvvisa estinzione.
Salviamo l’Orso ritiene che la situazione sia ormai fuori controllo e riveli drammaticamente l’insufficienza dell’azione delle amministrazioni competenti, in primis la Regione Abruzzo, nel fare fronte alla ricorrente emergenza .
Salviamo l’Orso lamenta che anche l’ultima riunione tenutasi il 24 Febbraio scorsa presso l’ assessorato regionale all’Agricoltura non abbia prodotto i risultati attesi e richiesti dalle associazioni, dall’Ente PNALM e dai rappresentati ministeriali. «Si continua cosi’ a perdere del tempo prezioso per la definizione di un programma di eradicazione dell’infezione che non puo’ prescindere da un monitoraggio attivo della fauna selvatica e dal divieto di pascolo nell’area infetta per la prossima stagione pascoliva a garanzia dell’orso, della salute umana e di quella del bestiame».

«Non basta una lettera del Servizio veterinario regionale», spiega Stefano Orlandini, presidente di Salviamo l’Orso, «a convincerci che il focolaio di TBC bovina sia stato chiuso, ci fu detto lo stesso nel 2011 e nel 2012 ma poi nel Marzo dello scorso anno con il ritrovamento di un’orsa moribonda per la malattia e la successiva individuazione di altri 2 casi nel bestiame il focolaio e’ riapparso in tutta la sua evidenza. Noi chiediamo che la Regione e i Ministeri affrontino la questione definitivamente ed una volta per tutte. Per il futuro ed in particolare all’interno delle aree protette,
l’esercizio zootecnico, una ricchezza delle nostre aree interne, deve essere attentamente pianificato nella forma, nei tempi e nella localizzazione per garantirne la reale compatibilità con la conservazione della biodiversità specialmente nell’areale dell’orso marsicano in modo che entrambi , 2 eccellenze della Regione verde d’Europa, possano convivere, essere compatibili e diventare volano di sviluppo di importanti attività economico turistiche invece di danneggiarsi a vicenda cosi come accade oggi».