EMERGENZA INFINITA

Maltempo: frana su condotta nel Teramano, in 40 mila senz'acqua

Altre 150 mila a rischio per rottura su altra adduttrice

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Maltempo: frana su condotta nel Teramano, in 40 mila senz'acqua

ABRUZZO. Un’emergenza così probabilmente sarà difficile da dimenticare e ci sarà la necessità imprescindibile di trovare i responsabili e risarcire le vittime.
Tra i quattro e i cinque giorni senza né luce né acqua: sono impressionanti i dati dell’ultima ondata di maltempo che oltre agli allagamenti si è trascinata una serie di guasti e riparazioni probabilmente troppo lente. A pagarne le spese i cittadini che non solo in alcuni casi si sono trovati completamente isolati a causa di una viabilità pessima (tra frane, allagamenti, neve alta un metro e mezzo) ma che si sono ritrovati prigionieri in casa loro, senza nemmeno il minimo indispensabile.
Per non parlare dei commercianti o dei gestori di locali bloccati per giorni senza la possibilità di poter aprire e in alcuni casi costretti a buttare decine di migliaia di euro di merce nei frigoriferi e nei congelatori.
Scene apocalittiche: il picco sabato scorso quando a 4 giorni dall’inizio del maltempo c’erano ancora 50 mila utenze senza elettricità e quasi 22 mila senza acqua in tutta la regione. Impossibilità di usare l’acqua, dunque, ma anche azionare i riscaldamenti, provvedere alla pulizia personale, cucinare. Ogni gesto routinario è diventato incredibilmente impraticabile.
Sullo sfondo notizie date con il contagocce, perché anche le società di gestione non avevano contezza di quello che stava accadendo e quanto ci sarebbe voluto per ritornare alla normalità. Il presidente della Regione Luciano D’Alfonso ha alzato la voce, si è cominciato a parlare anche di risarcimenti danni che a questo punto paiono inderogabili. Se un guasto tecnico può rientrare nell’ordine delle cose soprattutto in occasione di una ondata di maltempo come quella appena trascorsa, non pare invece accettabile che un terzo della regione resti per più di 24 ore senza luce, acqua e gas.

ENERGIA ELETTRICA: SITUAZIONE VERSO MIGLIORAMENTO
Ad oggi la situazione resta complessa sul fronte dell’energia elettrica, ma in miglioramento: ci sono ancora 10 mila utenze senza energia. In provincia di Chieti ci sono ancora 2.700 utenze da riattivare, in provincia di Teramo 3.600, in provincia di Pescara 6.700 mentre in provincia dell’Aquila sono in corso interventi su guasti isolati, soprattutto in aree extraurbane e frazioni, e si procede verso la normalizzazione del servizio elettrico.
Seicento tecnici Enel sono al lavoro con 300 mezzi operativi, 200 i cantieri in corso solo nella giornata di ieri.
Nella giornata di domenica sono stati installati 50 gruppi elettrogeni per far fronte all'emergenza. Si lavora incessantemente utilizzando anche gli elicotteri per la ricognizione dei danni agli impianti nelle province di Pescara e Teramo. Oltre 50 i tecnici e gli specialisti Enel che presidiano le Sale Operative e i Tavoli istituzionali regionali e nazionali, coordinati dai vertici aziendali di Roma.
L'Enel fa anche una stima dei danni e delle rotture subiti, che hanno riguardato oltre 400 linee elettriche di media tensione per un importo stimabile in circa 15 milioni di euro. Sono 150 le linee, al momento, che risultano tuttora danneggiate e sulle quali si sta lavorando e sono stati installati piu' di 50 gruppi elettrogeni (altri sono in arrivo). Nelle ultime 48 ore sono state rialimentate circa centomila utenze. Oltre 200 i pali elettrici fin qui sostituiti e oltre 150 i chilometri di linee riparate.

SITUAZIONE ACQUA DECISAMENTE COMPLICATA
Ancora più complicata, invece, al momento la situazione acqua.
Domenica circa 40 mila persone sono rimaste a secco dopo la rottura, conseguente a una frana, di una condotta dell'acquedotto del Ruzzo che serve alcuni comuni della Val Vibrata. Lo smottamento è avvenuto in provincia di Teramo nelle campagne tra Cellino Attanasio e Castelnuovo Vomano, frazione di Castellalto. Interrotto quindi il flusso di acqua verso i comuni di media collina della Val Vibrata.
Altro problema sull'acquedotto a Tossicia (Teramo), in contrada Pastino, dove la Croce Rossa è intervenuta per trasferire 4 famiglie (9 persone in tutto fra cui due ultranovantenni non autosufficienti) la cui abitazione è minacciata da infiltrazioni nel terreno sottostante, determinate da una perdita sull'adduttrice principale che rifornisce Teramo capoluogo, Montorio al Vomano e Campli, area popolata complessivamente da circa 150mila persone. L'adduttrice ha una portata di 500 litri al secondo, con una pressione di 40 atmosfere. L'inizio dell'intervento tecnico per la riparazione, in questo caso, è previsto domani mattina. La perdita e la conseguente infiltrazione sono costantemente monitorate e non c'è rischio immediato.
Nel pomeriggio di ieri alla rottura della condotta principale di Feudo di Castellalto, si è aggiunto il probabile collassamento dell’adduttrice principale di contrada Pastino di Tossicia. E stato necessario anche evacuare delle abitazioni ubicate nei pressi: in totale 10 persone, ospitate in struttura alberghiera. L’intervento di ripristino è previsto dalle prime ore di oggi ma potrebbe essere interrotta l’erogazione idrica in numerosi Comuni della provincia, compreso il Capoluogo.
Problemi anche dai laghetti collinari: i Vigili del Fuoco sono intervenuti in un laghetto di Castiglione Messer Raimondo in fase di tracimazione. Il sindaco ha disposto anche in questo caso l’evacuazione precauzionale di due famiglie, residenti nei pressi, sino al ripristino delle normali condizioni di sicurezza.

COSA FARE CON I PRODOTTI CHE SI HANNO IN CASA
E una delle conseguenze più importanti del black out elettrico per i cittadini è quella sulla sicurezza alimentare per la interruzione prolungata della catena del freddo.
Ogni interruzione consistente della catena del freddo rende insicure tutte le date di scadenza riportate nella confezione dei prodotti, alimentari e farmaceutici. Infatti la data ha valore solo in presenza di una corretta conservazione secondo le modalità previste che, salvo alcune eccezioni, sono nei valori + 5/6 gradi per i prodotti refrigerati e - 18 per quelli congelati. Per quanto riguarda la conservazione nei frigoriferi casalinghi, quando si siano effettuate poche aperture degli sportelli e per un tempo ristretto, il consiglio è non di gettare i prodotti ma di accelerarne i consumi. In caso di acquisto di prodotti surgelati è indispensabile scartare quelli che risultino al contatto non friabili ma consolidati nel ghiaccio.
Fenomeno che avviene quando, in caso di scongelamento e ricongelamento, l'umidità contenuta nei prodotti al momento della congelazione, fuoriesce e si solidifica. Per lo stesso motivo si deve fare attenzione alle confezioni in cartone che risultino deformate perché inumidite da fenomeni di scongelamento o da quelle confezioni in plastica trasparente dove sia visibile ad occhio nudo la presenza di ghiaccio o di brine. In tutti questi casi è sconsigliabile l'acquisto di questi prodotti. Si invita la piccola e grande distribuzione di prodotti alimentari, in particolare surgelati, a garantire la sicurezza alimentare nel rispetto della normativa vigente.
La Regione ha già chiesto alle forze di polizia specializzate di disporre ogni controllo possibile in tutta la filiera della distribuzione ed anche alla produzione.