LA PROTESTA

Tagli Poste Italiane, sindaci della Marsica dicono no: «revocare provvedimento»

Sindaci uniti: «si penalizzano centri rurali e montani»

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AVEZZANO. Si è tenuta mercoledì sera nella sala del Consiglio comunale di Avezzano l'adunanza dei sindaci della Marsica che, tra i vari argomenti all'ordine del giorno, ha affrontato l'annoso problema della chiusura e del depotenziamento degli uffici postali nei centri rurali e montani.

Nella riunione è emerso che tra gli uffici postali a rischio di chiusura totale, sulla base del piano di razionalizzazione predisposto da Poste italiane Spa, vi è l’ufficio postale di Cese di Avezzano, e che si prevede la chiusura parziale di altri uffici collocati nel territorio marsicano secondo modalità in corso di definizione. I sindaci hanno evidenziato le chiusure già apportate negli anni scorsi da Poste Italiane ed hanno la necessità di analizzare e revisionare tutti gli interventi sul territorio complessivamente.
I sindaci hanno ritenuto di dover «intraprendere ogni iniziativa utile nei confronti di Poste Italiane - spiega il sindaco di Avezzano Giovanni Di Pangrazio - per la revoca del provvedimento di chiusura dell'Ufficio Postale di Cese, nonché per scongiurare possibili chiusure e/o accorpamenti di altri Uffici Postali. L'adunanza intende invertire la tendenza di depauperamento dei servizi dei piccoli Comuni da parte di manovre centrali assunte senza alcuna conoscenza delle specificità dei territori. E' dovere dei Sindaci - aggiunge Di Pangrazio - impedire la spoliazione sistematica di funzioni pubbliche, già in atto per i Tribunali ed i servizi sanitari, in piccoli comuni già alle prese con i tagli della “spending review” e con gli accorpamenti decretatati dai recenti provvedimenti legislativi neocentralisti».

Il Piano proposto da Poste italiane è dunque preoccupante soprattutto per il futuro, per le conseguenze derivanti dalla chiusura e dalla riduzione dei giorni di apertura al pubblico degli sportelli nei centri più piccoli, chiusura che andrà a compromettere un servizio fondamentale per la vivibilità e pari opportunità di tutti i territori.

Valutata la direttiva europea n. 2008/6/CE e Agcom del 2014, secondo cui gli Stati membri dovrebbero garantire che siano previsti sufficienti punti di accesso che tengano conto delle esigenze degli utenti delle zone rurali e scarsamente popolate e «l'accordo tra Anci e Poste Italiane recentemente stipulato - ha concluso il sindaco Di Pangrazio - che prevede l’immediata attivazione di tavoli di concertazione per trovare le soluzioni più idonee per ogni territorio ed evitare di lasciare i Comuni privi di un servizio statale essenziale come quello garantito da Poste Spa», i sindaci hanno manifestato il loro totale dissenso nei confronti della chiusura dell’ufficio postale di Cese e del depotenziamento di altri presidi marsicani ed hanno delegato il sindaco di Avezzano affinché, con il coinvolgimento della Regione Abruzzo e di Anci, ponga in essere ogni utile azione finalizzata a scongiurare l'ulteriore chiusura di Uffici Postali, soprattutto di quelli situati in piccoli comuni e territori montani e/o marginali; a verificare l'efficacia effettiva dei “servizi telematici sostitutivi” pubblicizzati e proposti da Poste Spa; ad attivare il tavolo di concertazione, previsto dalla normativa, di livello regionale nell'intento di verificare il rispetto da parte di Poste Spa.