SALUTE

Fisioterapisti, «oltre il 60% di prestazioni sono abusive»

La denuncia del sindacato Spif: «segnalate ai Nas»

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Fisioterapisti, «oltre il 60% di prestazioni sono abusive»


ABRUZZO. Nell'ambito delle professioni sanitarie l'abusivismo è in forte crescita ma nel settore della fisioterapia è diventato un fenomeno molto preoccupante.
La denuncia arriva dallo Spif, sindacato professionale Italiano Fisioterapisti & Area Riabilitative.
«Le prestazioni di fisioterapia-riabilitazione svolte dagli abusivi sono addirittura il doppio di quelle dei professionisti in possesso di Laurea in Fisioterapia. I danni fisici causati da questo fenomeno per il cittadino, sono molto gravi e a volte permanenti», commenta il responsabile nazionale dell’Ufficio Contrasto e Lotta all’Abusivismo Giampiero Lorenzo Ricucci. «E’ importate non solo tutelare noi fisioterapisti ma anche per i nostri pazienti che hanno il diritto di essere curati da fisioterapisti veri, qualificati ed aggiornati».
Le segnalazioni di sospetto abuso possono essere presentate allo Spif & A.R. e devono essere corredate da prove documentali (tipo pubblicità, biglietti da visita, fatture, ecc). 

Quest’ultime, spiega Ricucci, sono indispensabili per poter inoltrare alle autorità competenti la segnalazione del presunto abusivo. Il sindacato ha stipulato protocolli d’intesa con le forze dell’Ordine come Nas dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Municipale.
«La figura del dottore in Scienze motorie», spiega ancora Ricucci, «non può, in alcun modo e sotto alcun profilo, essere equiparati ad alcuna figura delle professioni sanitarie e, in particolare, non sono riconducibili alla figura professionale del fisioterapista. Sulla figura del Chinesiologo si è espressa con chiarezza la Sezione Seconda del Consiglio di Stato nel 2009 dichiarando che non può svolgere alcuna mansione riservata ai professionisti dell’area sanitaria. Identica cosa è per la figura dell’ Osteopata: se sono fisioterapisti o medici e quindi hanno titolo all’esercizio di professione sanitaria devono specificare il possesso di tale titolo (fisioterapista - o dottore in fisioterapia - o dottore in medicina e chirurgia – con formazione in osteopatia / osteopata CO o DO), altrimenti la sola scritta Osteopata fa presupporre l’esercizio abusivo della professione sanitaria. Ogni altro titolo – dal “posturologo” all’“esperto in chinesiologia” – non sono riconosciute e dunque non possono esercitare – se non abusivamente – la professione in ambito riabilitativo».
Cosa deve fare il cittadino per tutelarsi dagli abusivi?
«Deve richiedere la Laurea. Solo così si è sicuri di non incappare in un abusivo».

I RISCHI
«Le persone che si rivolgono a operatori abusivi rischiano di compromettere la loro situazione di salute, riportando danni permanenti o rallentando la riabilitazione», spiega il sindacato. «E si sa quanto, invece, sia importante intervenire tempestivamente nel modo adeguato perché i maggiori benefici si raccolgono subito dopo un intervento chirurgico o un trauma. Inoltre, nel caso di disturbi come la sciatalgia o cervicalgia, per esempio, si deve sapere che nella fase acuta e dolorosa del disturbo è controproducente ricorrere al massaggio, perché la zona è infiammata. I professionisti della salute sono operatori qualificati che hanno piena titolarità per il loro esercizio professionale e sono in possesso di credenziali e competenze».

4 REGOLE PER RICONOSCERE QUELLI VERI
Ecco come avere una ragionevole certezza di essere in buone mani.
1) Chiedere il nome di un fisioterapista al proprio medico di medicina generale, ortopedico o fisiatra, che spesso consigliano o prescrivono sedute fisioterapiche.
2) Verificare che il titolo di laurea sia stato rilasciato da un’università italiana e, in caso di titolo estero, che abbia ottenuto il riconoscimento dal Ministero della
3) Verificare se, durante la visita fisioterapica, è richiesta la visione della documentazione clinica esistente.
4) Chiedere sempre il rilascio della corrispondente ricevuta fiscale, in caso di libero professionista.