LA RESA E I CONTI

Asl Chieti alza bandiera bianca sulla Croce rossa: ritirato affidamento diretto

Marcia indietro sulla convenzione contestata, indetta una nuova gara

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AMBULANZE, PRONTO SOCCORSO




ABRUZZO. Indietro tutta: la Asl Chieti annulla l’affidamento diretto triennale del trasporto malati alla Croce rossa di Vasto, Lanciano e Chieti e per questo servizio bandisce una gara aperta a tutti gli operatori del settore.
Lo fa con una delibera dal titolo misterioso e pubblicata ieri («l’indizione gara per conclusione dell’accordo quadro per trasporti sanitari nell’ambito provinciale») che maschera solo in parte l’imbarazzo palpabile dell’Unità operativa “acquisto beni e servizi” che il 30 dicembre 2013 aveva deciso di assegnare tutto il servizio alla Croce rossa.

Di fatto questa delibera cancella in un colpo solo più di un anno di strenua difesa da parte della Asl Chieti della decisione di affidare direttamente il servizio di ambulanze con una strana convenzione dal costo di 2 mln “dinamici” (nel senso che poteva aumentare, ed infatti è aumentato). E questo affidamento era avvenuto proprio sul filo di lana della trasformazione - che sarebbe scattata due giorni dopo - dei comitati provinciali della Croce rossa in società di diritto privato, come le tante altre Croci di vario colore e le associazioni di volontariato che operano sul territorio.
Ad un anno di distanza la Asl ha alzato bandiera bianca e si è arresa di fronte alle polemiche a non finire per questo che era sembrato un privilegio immotivato. Ma c’era stata anche una sentenza del Tar che in sostanza aveva sconfessato l’operato della Asl e si era alla vigilia dell’iniziativa degli avvocati delle altre associazioni (Europa soccorso, Croce gialla e Valtrigno) che stavano per chiedere l’ottemperanza a questa sentenza.
In realtà dietro questa spiegazione ufficiale si può leggere in filigrana che il k.o. definitivo che ha mandato al tappeto la Asl è giunto per il pesante intervento del commissario Luciano D’Alfonso, per il pressing dell’assessore Silvio Paolucci e per il lavoro ai fianchi del sottosegretario Camillo D’Alessandro. A ciò si aggiunge che il costo della convenzione con la Cri è cresciuto, mettendo in grossa difficoltà i conti Asl che si è trovata a pagare quasi 1 mln in più su base annua.

E questo è stato il pretesto con cui la Asl ha giustificato la risoluzione della convenzione per il trasporto malati affidato alla Croce rossa. Resta però ancora da risolvere il problema del pagamento delle prestazioni effettuate dagli equipaggi Cri, rimasto bloccato da quattro mesi proprio per lo sforamento del budget iniziale, dovuto a rimborsi forse eccessivi che la Asl sta controllando, ma che di fatto erano stati autorizzati dalla Asl stessa.
Perché sotto accusa non è il lavoro prezioso dei volontari della Cri, che sono l’anello debole del sistema e che rischiano di pagare un prezzo troppo alto per questa decisione improvvisa della Asl. Sotto accusa è la gestione amministrativa della convenzione da parte dei tre Comitati Cri che hanno sforato il budget, pur in presenza di una fortissima contestazione da parte dei concorrenti, che ora tirano un sospiro di sollievo. E così finalmente la Asl ha deciso di mettere a gara questo servizio, rendendo omogenei diritti e doveri di tutte le società operanti in questo settore. Si tratta solo di un primo passo, perché adesso il pericolo è che sia bandita una gara al massimo ribasso che è esattamente l’opposto dell’orientamento emerso proprio durante l’incontro dei manager con D’Alfonso, quando è emersa l’esigenza in sanità di valutare bene il rapporto qualità-prezzo e questo significa che ci dovrebbe essere maggiore cautela nell’affidare un servizio delicato come questo solo a chi offre di meno e senza garanzie di professionalità sia per il mezzi utilizzati sia per il personale poco formato.

Sebastiano Calella