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Campus Automotive, Febbo: «Scelta immotivata e pericolosa il rinvio dell’opera»

L’esponente di Forza Italia chiede di spiegare i motivi della scelta

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Mozzagrogna, l'area del futuro campus


ABRUZZO. «Vogliamo conoscere le reali motivazioni che hanno indotto l’Esecutivo regionale a stralciare parte del Campus automotive dagli attuali programmi operativi dei fondi Fas (2007-2013) rinviando la realizzazione dell’opera alla nuova programmazione 2014-2020, così come si evince dalla delibera di giunta 67/2015».
Questa è la richiesta avanzata dal presidente di Commissione di Vigilanza e Consigliere regionale Mauro Febbo attraverso un’interrogazione scritta che ritorna sull’argomento dopo aver sollevato la questione in una conferenza stampa da parte del Gruppo regionale di Forza Italia.
Le difficoltà a concludere e realizzare il progetto, che va avanti dal 2008, sembrano venire dall’eccessivo costo degli espropri, la cui imprevista lievitazione è stata trainata – per quanto di suo interesse perché lì dovrebbe sorgere il Campus – dal Comune di Mozzagrogna che solo il 7 gennaio scorso ha comunicato il conto: oltre un milione di euro.
E così, aggiungendo anche altri siti indispensabili per il progetto complessivo (si parla di 70 ettari totali, buona parte dei quali con colture specializzate), si supera il limite di spesa del 10% posto dal finanziamento e questo renderebbe irrealizzabile tutto il progetto. Insomma si bloccherà la costruzione dei “contenitori”, peraltro già progettati e cantierabili.
Per ovviare al pericolo di perdere questo finanziamento la Regione ha pensato di utilizzarlo per le “infrastrutture immateriali”, cioè – ad esempio – progetti per il software, start up per altre iniziative collegate e così via. Ma non è sicuro che il ministero accetti il cambio in corsa di questo progetto

Febbo vuole capire perché non sia stata intrapresa un’azione di concertazione con tutte le parti economiche, sociali e sindacali, e una audizione presso il Comitato di Sorveglianza con i Ministeri competenti, per decidere le sorti di una fetta consistente dei fondi Par-Fsc (Fas).
«Autonomamente», insiste il consigliere regionale di Forza Italia, «hanno deciso di bloccare un bando che la Camera di Commercio, come si evince dal Report della riunione del 7 luglio 2014, era pronta a pubblicare per l’individuazione del soggetto esecutore dell’opera».
«L’attuale Esecutivo regionale», va avanti Febbo, «intende scaricare le motivazione del blocco del Campus alla incertezza nel rispettare la scadenza del 31.12.2015 per produrre obbligazioni giuridicamente rilevanti ma questa tesi non ha le gambe per camminare visto che l’attuale Governo si è insediato da 8 mesi e su altre opere si registra una particolare e strana accelerazione».
Febbo si riferisce all’impianto di Gpl al Porto di Ortona e il Ponte del Cielo a Pescara.
«Con questa scelta oggi la Regione si assume una grossa responsabilità mettendo a rischio risorse importanti e fondamentali che precedentemente sono state pianificate con organizzazioni datoriali, sindacati, sindaci, università, istituti di credito e portatori di interesse con la realizzazione del Campus che era stato individuata come azione “cardine” e “strategica”, partita nel lontano 2004, dal Ministero dello Sviluppo Economico».
Febbo ricorda che il settore meccanica automotive rappresenta circa il 15 per cento del Pil industriale e in termini economici interessa circa 25-30 mila addetti con un fatturato tra 7-8 miliardi di euro.

«Inoltre – rimarca Febbo - mi preme ricordare come ancora non sono noti i criteri con i quali si procederà al taglio dei 100 milioni di euro delle risorse ex-FAS che ha imposto il Governo Monti entro il 31/12/2014 e, soprattutto, in quali ambiti regionali andrà ad incidere tale taglio. Credo che sia doveroso un confronto a tutto campo per determinare le linee di premialità e sostenibilità rispetto ad una economia regionale che può iniziare ad intravvedere l’aggancio ad una ripresa da più parti individuata. L’apporto dei portatori d'interesse, con il Tavolo dello sviluppo messo in piedi dal presente Governo Regionale, è indispensabile ma spiace constatare che non vengono interpellati e soprattutto il loro silenzio assordante (assuefazione e sottomissione) che desta più di una preoccupazione».


 

 

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