TURISTI PER CASO

Tassa soggiorno a Pescara, Confcommercio: «assessore inadeguato, si dimetta»

Presutti (Pd): «confronto aperto con tutti»

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Tassa soggiorno a Pescara, Confcommercio: «assessore inadeguato, si dimetta»




PESCARA. L’amministrazione Alessandrini sta pensando di introdurre la tassa di soggiorno.
Un euro al giorno per ogni turista che soggiorna a Pescara: l’idea è dell’assessore al Commercio Giacomo Cuzzi che vede in questo balzello un’occasione per rimediare somme preziose da reinvestire sul territorio per organizzare eventi a più ampio respiro, per disegnare un piano marketing ad hoc.
L’idea non piace alla Confcommercio che chiede la testa di Cuzzi e parla di «presa di posizione sbagliata»

«La cocciutaggine nel portare avanti una proposta sbagliata nel momento sbagliato come quella relativa all’introduzione della tassa di soggiorno a Pescara», sbotta il presidente Ezio Ardizzi, «ci ha fatto definitivamente capire che l’assessore Cuzzi non è adeguato al ruolo che occupa e pertanto ne chiediamo le dimissioni. Non riusciamo davvero a capire come nel pieno di una crisi drammatica come quella attuale in cui le famiglie sono in difficoltà ed i consumi sono in costante calo si possa introdurre un ulteriore ostacolo che scoraggi la gente dal venire a Pescara».
Dunque secondo l’associazione di categoria sarebbe una scelta totalmente senza senso che arriverebbe in un momento in cui gli albergatori stanno facendo «salti mortali» per cercare di far tornare clientela in città.

«La tassa di soggiorno», sottolinea Ardizzi, «viene percepita negativamente dal cliente e diviene fattore discriminante nelle scelte, specie per destinazioni, come Pescara, che non fanno parte del circuito turistico di prima fascia. Per capirci non stiamo parlando di città come Roma, Firenze o Venezia conosciute universalmente e mete turistiche cui nessuno rinuncerebbe indipendentemente dalla tassa di soggiorno.
Pescara è una destinazione che si gioca la sua partita con altre analoghe mete turistico/commerciali su differenze anche minime sul prezzo dell’offerta e per una famiglia di quattro persone anche un euro al giorno a persona andrebbe ad incidere per circa trenta euro su un soggiorno settimanale. E non parliamo solo di danno per gli alberghi, poiché le minori presenze causerebbe a catena un calo nei consumi nei pubblici esercizi ed anche un calo negli acquisti per lo shopping».
Secondo Confcommercio in mancanza di una strategia condivisa con gli operatori l’unica finalità di tale «urticosa tassa» sarebbe quella di contribuire a ripianare il buco del bilancio comunale o di essere utilizzata per organizzare «qualche sporadico concertino capace solo di dare un po’ di lustro personale all’assessore in cambio di qualche birra venduta e di tantissimo sporco aggiuntivo per la città. No, non è così che si rilancia il turismo, non è così che si rilancia il commercio».

Non accetta l’attacco all’assessore il capogruppo del Pd, Marco Presutti: «meraviglia leggere un’intemerata dai toni paternalistici e, si direbbe, padronali come quella assunta oggi da un soggetto per sua natura incline al dialogo e alla composizione come Confcommercio. Non si capisce a chi giovi, di certo non al rilancio dell’attrattiva di Pescara, una città da anni in grave crisi nei settori del commercio e del turismo che pure ne erano stati un fondamentale fattore di crescita».

Presutti spiega che l’amministrazione Alessandrini «intende portare avanti un progetto strategico per la ripresa di questo ambito, ritenuto essenziale per il dinamismo economico e sociale di Pescara. Questo progetto è aperto al contributo di proposta delle espressioni vitali della città, a partire dagli operatori direttamente coinvolti, ma necessita di risorse che non possono che essere aggiuntive, stante il grave squilibrio finanziario del Comune che l’Amministrazione Alessandrini è impegnata a risanare».
Dunque l’ipotesi della tassa di soggiorno corrisponde «all’intento, tra l’altro, di far contribuire al funzionamento della città coloro che, non essendone residenti, la raggiungono per fruire dei suoi servizi, una platea molto più ampia dei cittadini pescaresi, cui si deve inevitabilmente guardare se non si vuole opprimere la cittadinanza anche nel futuro con un carico fiscale troppo gravoso: è giusto che contribuisca anche chi viene a Pescara perché ne ha un vantaggio e un’utilità».

ALESSANDRINI: «NON SERVONO BORDATE AD EFFETTO»
«L'impegno che con l'assessore Giacomo Cuzzi stiamo portando avanti è  quello di aumentare l'attrattività della città», spiega il sindaco Marco Alessandrini. «Naturalmente un piano per rendere più attrattiva Pescara si fa con gli operatori del settore, come l'assessore ha d'altronde iniziato a fare, dialogando e concordando insieme le linee di azione e naturalmente occorrono anche risorse aggiuntive, vista la situazione che sta attraversando il Comune, così nota da non doverne qui riprecisare. La tassa di scopo è un'ipotesi in questo quadro, non è un “espediente” per organizzare concerti, ma un progetto trasparente che ha bisogno del contributo positivo di tutti per diventare occasione di rilancio del settore turismo e anche del settore commercio ad esso collegato, così come l'idea è stata presentata. Non servono bordate ad effetto, con queste difficilmente potremo produrre qualsiasi tipo di piano capace di funzionare. Serve semmai un progetto condiviso, capace di far venire più gente a Pescara e di soggetti pronti a lavorare insieme per questo fine».