MARE NERO

Ricerca petrolio in mare: «il Ministero se ne infischia del divieto delle 12 miglia»

La denuncia di Di Salvatore: «pericoloso precedente»

Redazione Pdn

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Ricerca petrolio in mare: «il Ministero se ne infischia del divieto delle 12 miglia»

FERRARA. Il Ministero dello Sviluppo economico ha autorizzato ieri la società petrolifera australiana Po Valley Operations Pty Ltd ad ampliare le attività di ricerca di gas e petrolio in mare Adriatico (davanti ai Lidi ferraresi) entro le 12 miglia.
Si passa così da 197 chilometri quadrati già autorizzati a 526 chilometri quadrati nonostante il divieto fissato dalla legge.
«Il decreto sviluppo del 2012, infatti», lancia l’allarme dall’Abruzzo Enzo Di Salvatore, professore di Diritto costituzionale e cofondatore del Coordinamento nazionale No Triv, «fa salvi i procedimenti concessori già rilasciati e quelli "conseguenti e connessi". Come ha chiarito, però, il Consiglio di Stato con un suo parere, questa espressione fa riferimento solo a titoli che costituiscono attuazione di provvedimenti già adottati, mentre "devono, invece, ritenersi esorbitanti [...] quelle iniziative che si risolvono nell'esistenza di un nuovo titolo abilitativo o, comunque, in una modifica del titolo gia' esistente"».

Secondo Di Salvatore in pratica si tratta di un precedente che - se non sarà impugnato dinanzi al Tar - potrebbe essere utilizzato per ogni permesso già rilasciato e che finisce per vanificare il divieto delle 12 miglia introdotto nel 2012. Dunque a correre rischi sarebbe praticamente tutta Italia.
Una novità che di certo non fa felici gli ambientalisti e quanti in questi anni stanno partando avanti battaglie anti petrolio in tutta la penisola.
«Il problema è dato dal fatto che in questo modo anche la successiva concessione all'estrazione sarà ampliata proprio in quanto titolo "conseguente"», sottolinea ancora Di Salvatore.
«In sostanza: aver esteso il limite delle 12 miglia è stata praticamente una manna dal cielo, in quanto, essendo coincidenti le 12 miglia con il limite delle acque territoriali, se passa indenne questa interpretazione del ministero si potrà cercare ed estrarre praticamente ovunque nei nostri mari».