ORDINE DISATTESO

Asl Chieti: una delibera non pubblicata proroga gli appalti a giugno

Adottata «per salvare» la vita dei malati, ma sull’albo pretorio non c’è

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2667

Asl Chieti: una delibera non pubblicata proroga gli appalti a giugno

Francesco Zavattaro


CHIETI. C’è una delibera della Asl di Chieti che fotografa perfettamente lo stile della struttura amministrativa che assiste (si fa per dire) il manager Francesco Zavattaro. Si tratta di un documento di 30 pagine che fissa al 20 gennaio scorso lo stato delle proroghe degli appalti per i beni e servizi, quelli che il commissario D’Alfonso avrebbe voluto conoscere nell’incontro con i manager di martedì scorso.
Invece in quell’occasione – a differenza degli altri manager che con dati alla mano hanno spiegato lo “stato di salute” della loro Asl in questo settore - Zavattaro non ha illustrato nulla perché semplicemente non aveva portato al tavolo dell’incontro questa delibera n° 15 e tanto meno l’ha riassunta. Addirittura, dopo aver telefonato ai suoi responsabili amministrativi, ha sostenuto che le proroghe degli appalti erano poche e che la situazione era sotto controllo.
Ma questo è parzialmente vero, non è tutta la verità. Qualche sospetto rimane specie in assenza di trasparenza vera ed infatti ad ora è impossibile rintracciare questo documento sull’Albo pretorio on line. Ma PrimaDaNoi.it l’ha potuto consultare lo stesso e si scopre così che le proroghe autorizzate sono centinaia, dalle più banali alle più complesse ed onerose. Il tutto è stato spiegato, quasi in forma di autotutela, scrivendo che non si poteva fare altrimenti per evitare il blocco di un servizio pubblico come la sanità. 

«Il quadro riepilogativo (ci sono 4 tabelle, con 23 pagine fitte fitte di allegati che riportano i singoli appalti, ndr) dei contratti in scadenza al 31 dicembre 2014, riporta che sono state attivate le procedure per nuove gare. Perciò si è ritenuto che occorre adottare tempestivamente “pro ratione necessitate” (una citazione latina completamente sbagliata, ndr) un apposito provvedimento che disponga una proroga fino al 31 giugno 2015 (previsione massima) e comunque per il tempo strettamente necessario alla definizione delle procedure e ciò nell’ottica di assicurare la continuità assistenziale, la salute pubblica nonché la salvaguardia del bene primario della vita, cui, attraverso profili diversi, gli affidamenti di che trattasi sono tutti correlati».
 Cioè D’Alfonso e le altre Asl non hanno capito nulla: le proroghe servono a salvare la vita dei malati e quindi alla luce di questo nobile compito che la Asl di Chieti si auto assegna, ben poco sarà fatto per ricondurre alla norma il settore dei beni e servizi. Insomma lo stesso comportamento che la Asl pervicacemente si ostina a perseguire, per esempio per la gestione del Cup.

A chi dovrebbe controllare l’appalto non sembra interessare nulla che la società che ha vinto l’appalto riduca le postazioni (all’ospedale di Chieti ne funzionano 5 invece di 8-10) e che di conseguenza aumenti il disagio dei cittadini che prenotano. Come non interessano le proteste. Addirittura si ha notizia che proprio in questi giorni la Asl ha consentito che anche il call center cambi casacca, passando sotto i nuovi contratti di lavoro con salari decurtati del 20% rispetto ai precedenti. E questo nonostante che qualcuno abbia fatto notare al manager che con i telefoni e tutte le attrezzature di proprietà della Asl, questa potrebbe essere un’operazione non consentita di intermediazione di mano d’opera. Tanto nessuno controlla e l’ordine è di tagliare i costi del personale.

Sebastiano Calella