IL DOCUMENTO

A cena con la cricca, ora deve gestire i 2 miliardi per la ricostruzione de L’Aquila

Raniero Fabrizi sarà nominato a breve a capo dell’ufficio per la ricostruzione de L’Aquila (Usra)

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

12987

A cena con la cricca, ora deve gestire i 2 miliardi per la ricostruzione de L’Aquila

Raniero Fabrizi

ABRUZZO. Nella lista degli invitati «Raniero» è al numero 3, un piazzamento invidiabile se si considera che Berlusconi è al numero 40, “Angelo B.” al numero 20, “Questore Fi” al 31.
Non è una colpa se i tuoi colleghi, conoscenti, magari amici, finiscono in inchieste giudiziarie accusati di corruzioni e di tangenti. Raniero Fabrizi, che sarà nominato a breve a capo dell’ufficio per la ricostruzione de L’Aquila (Usra) e dovrà gestire 2 miliardi di euro, conosce bene ed ha lavorato gomito a gomito con quella cricca finita cinque anni fa in alcune delle inchieste più grosse sulla corruzione e appalti milionari aggiustati.
Rapporti “più che istituzionali” ed evidentemente anche di amicizia se quel “Raniero + moglie” al numero 3 della lista è davvero Fabrizi e, dunque, si può ipotizzare avesse un rapporto molto stretto con alcuni di quegli invitati alla festa. Se non altro con Fabio De Sanctis, altro esponente del ‘sodalizio’ di Angelo Balducci, ex provveditore alle opere pubbliche della Toscana e organizzatore della cena (a casa sua) insieme alla moglie, amanuense del documento trovato durante una perquisizione.
Fabrizi è stato indagato nella prima fase della inchiesta di Pescara Mare-Monti che si è occupata di una parte della cricca e che vede a processo alcuni esponenti della famiglia Toto, l’attuale governatore Luciano D’Alfonso e Fabio De Sanctis.

FABRIZI TRA MARE E MONTI
Nella inchiesta pescarese Fabrizi è passato subito dalla parte opposta disconoscendo alcune firme su documenti che lo accusavano per aver agevolato il commissario Valeria Olivieri nell’ambito dell’appalto della strada mai costruita a Penne. Con ogni probabilità la stessa procura (pm Gennaro Varone) lo chiamerà a testimoniare nel processo che stenta a partire –a causa di una sequela di errori di notifiche che va avanti da oltre un anno.
Fabrizi dunque in quella occasione dovrebbe nuovamente disconoscere quelle firme ed incastrare l’architetto Carlo Strassil arrestato nel 2010 e oggetto dell’attenzione nell’inchiesta abruzzese.
Il caso ha voluto che mentre in Italia divampava lo scandalo del «sistema gelatinoso» la piccola procura pescarese accendeva una luca su quella stessa cricca che ha comunque operato in Abruzzo fin dal 2000.
Così gli uomini della Forestale che indagavano trovarono un appunto manoscritto con nomi eccellenti e in parte confluiti nell’inchiesta della “cricca”.

“La lista degli invitati”, dunque, è un documento molto importante ma non dal punto di vista penale perché racconta un pezzo di vita di quel gruppo che poi i giornali e le procure hanno chiamato “cricca”. A quella cena erano invitati moltissimi esponenti delle istituzioni insieme ad imprenditori.

L'OMBRA DELLA CRICCA IN ABRUZZO

Il documento ha una strana storia e sembra quasi che sia uno scherzo beffardo del destino: quella cricca che da molto tempo ha operato indisturbata in Abruzzo, anche prima del 2006 e che ha “spopolato” nelle varie emergenze, nei “grandi eventi” (anche come i “Giochi del Mediterraneo”?) e nelle tragedie come il terremoto ed i vari G8, è stata poi “inchiodata” e smascherata da un documento rintracciato per caso della Forestale di Pescara nel corso di una perquisizione di oltre un anno e mezzo fa a Roma a casa di Fabio De Santis. E pensare che quella indagine era nata per un esposto “innocuo” del Wwf su -in fondo- 'piccole violazioni ambientali (lo sforamento di un ponte in costruzione nella riserva naturale di Penne) per poi diventare qualcosa di grosso, fino a ricostruire e svelare intrecci e interessi dietro una delle più note incompiute della zona, la “Mare monti” .

Alla cena della cricca organizzata da Fabio De Sanctis (chissà se poi effettivamente tenutasi) sono stati invitati anche i Cuccioletta, Patrizio e Paolo, uno provveditore delle opere pubbliche del Veneto e l’altro imprenditore.

“Fusi e Verdini” sono tra parentesi, il primo imprenditore della Btp con stretti contatti con l’Abruzzo anche prima del 2006 poi vincitore di appalti nel post terremoto. Come detto c’era anche la scritta Berlusconi che potrebbe essere proprio l’ex presidente del Consiglio.
«Emblematica risulta la partecipazione alla cena dei signori Cuccioletta n.43 e n. 44 della lista», si legge nel verbale di perquisizione stilato dalla Forestale, «che permette di valutare in un'ottica diversa l'affidamento della consulenza per la risoluzione delle interferenze della statale SS.81 alla Archingroup srl. Fino a oggi questo risultava un affidamento voluto solo da Carlo Strassil mentre, con molto probabilità, era un favore di De Santis Fabio all'amico Cuccioletta Paolo».
La Archingroup di Paolo Cuccioletta, in realtà sarebbe un mero prestanome dello stesso Strassil, secondo la procura di Pescara. La società sarebbe servita per far confluire una serie di consulenze e per movimentare una serie di cifre dalla destinazione non sempre chiara insieme ad altre società sempre riconducibili a Strassil come la Cra Spa o la R&L, gestita e di proprietà di Sergio Strassil, figlio di Carlo.
Già Strassil, la figura di raccordo della Cricca in Abruzzo…

IL CORRIERE: «E’ OPPORTUNO CHE FABRIZI GESTISCA 2MILIARDI DELLA RICOSTRUZIONE?»
Un articolo del Corriere della Sera di Manuele Bonaccorsi si domanda se è opportuno che un professionista con un curriculum inappuntabile, e pare anche molto esperto e preparato, sia poi l’uomo giusto per gestire quel fiume di denaro che rischia di straripare inondando L’Aquila ed il suo cratere che attende ancora appalti per la ricostruzione che a sei anni è ancora appena agli inizi.
E’ opportuno, si domanda il Corriere, visto che «nella sua lunga carriera si è trovato più volte a lavorare braccio a braccio con gli uomini della cosiddetta “cricca della Ferratella”: Angelo Balducci, Fabio De Santis, Mauro Della Giovampaola, e poi il supercommissario Guido Bertolaso, tutti finiti sotto processo per il “sistema gelatinoso” nato intorno ai grandi eventi della Protezione civile, sgominato dalla magistratura nel gennaio del 2010».
«Fabrizi», scrive ancora il Corriere, «proviene dal Consiglio Superiore dei Lavori pubblici, di cui è tutt'ora componente. Massimo organismo tecnico del ministero di Porta Pia, il Consiglio è stato presieduto per anni da Angelo Balducci, figura centrale del sistema corruttivo scoperto dai magistrati 5 anni fa. E proprio insieme a Balducci, Raniero Fabrizi è stato a capo della Struttura tecnica di missione per il G8 della Maddalena. Un grande evento costato quasi mezzo miliardo di euro. Soldi buttati al vento, perché il G8 poi si tenne a L'Aquila, lasciando inutilizzate gran parte delle opere. Con un lungo e costoso strascico di richieste di risarcimento allo Stato».
Il ruolo di Fabrizi, emerge dall’articolo, è sempre stato border line cioè in continua relazione “funzionale” con i personaggi della cricca e soprattuTto con Angelo Balducci suo “capo” e spesso da questi nominato in ruoli decisori e decisivi.

Fabrizi è stato capo anche nel 2008 a capo della Struttura tecnica di missione per il 150esimo anniversario dell’unità d’Italia dove sono girati comunque milioni di euro in appalti e non sempre tutto è andato liscio.
Fabrizi ritorna nche nell’inchiesta della scuola dei Marescialli di Firenze (ma senza mai essere indagato anche se emerge nelle intercettazioni) altro appalto additato dalla procura di Firenze come pilotato a favore della Btp di Riccardo Fusi, imprenditore disposto a pagare gli uomini che contano.
Il Corriere poi riporta la storia di quella strana perizia sulla casa del «potente dirigente pubblico, Filippo Patroni Griffi», poi ministro del governo Monti, una perizia firmata proprio da Fabrizi che certificava «quasi pericolante».
«La perizia di Fabrizi», si legge nell’articolo, «gli permette di acquistare ad appena 177mila euro un appartamento nel pieno centro di Roma, che vale almeno 5 volte tanto. In effetti nel 2012, Patroni Griffi - divenuto ministro della Pubblica Amministrazione del premier Mario Monti - rivende quell'immobile a “rischio crollo” a ben 800mila euro. “Allora non sapevo neppure chi fosse Patroni Griffi”, ribatte Raniero Fabrizi. Speriamo che a L'Aquila faccia più attenzione».
E dopo l’articolo del Corriere il deputato abruzzese, Gianni Melilla ha interrogato il Ministro sulla opportunità di questa delicatissima nomina.

In fondo non è la prima volta che a capo di una struttura importantissima che gestisce l’emergenza e la ricostruzione arrivano personaggi “illustri”, magari poi lambiti da inchieste penali con sospetti gravissimi e che poi, per varie ragioni non sempre chiarite, si sgonfiano… E’ il caso dell’architetto Gaetano Fontana accusato di corruzione e che da tempo ha tirato un sospiro di sollievo…

Alessandro Biancardi

LA CENA DELLA CRICCA: la lista degli invitati di Fabio de Santis by PrimaDaNoi.it