IL DOC INTEGRALE

Piano regolatore portuale, cominciamo male: il Ministero rispedisce al mittente (per ora)

La denuncia dei 5 Stelle che mostrano i documenti

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2019

Piano regolatore portuale, cominciamo male: il Ministero rispedisce al mittente (per ora)




PESCARA. Siccome se ne parla da 10 anni, siccome è per giunta urgente, siccome si tratta di riparare ad un madornale errore costato miliardi di lire di sicuro si poteva fare molto meglio.
Invece il Piano regolatore portuale, quello che viene palleggiato tra Comune e Regione almeno dal 2007 (cioè due anni dopo l’inaugurazione del “nuovo porto” da parte di Nino Sospiri e Luciano D’Alfonso) è stato per ora rispedito al mittente per una serie di prescrizioni da ottemperare.
L’idea che se ne ha è che le cose sono state fatte un po’ in fretta ed un po’ superficialmente tanto che persino “l’amico” consiglio superiore dei lavori pubblici non ha potuto non stroncare il nuovo progetto del porto di Pescara. Stiamo parlando di quel progetto che la classe politica in maniera bipartisan addita come il salvatore di tutti i mali mentre una nutrita schiera di oppositori ne contesta le fondamenta.
Ieri il Movimento 5 stelle in conferenza stampa ha presentato un documento di cui lo stesso Governatore D’Alfonso aveva genericamente parlato qualche settimana fa e che letto nel suo insieme suona come una sonora bocciatura («naufragio» dicono i grillini) e di sicuro porterà via molto tempo mentre i pescatori e gli operatori portuali attendono….

Il Ministero ha rilevato carenze su diversi aspetti fondamentali quali quelli idraulico-marittimi, la sicurezza antincendi, le valutazioni economico-finanziarie e quelli relativi alle infrastrutture impiantistiche. E queste carenze sono state così pesanti che lo stesso Consiglio Superiore «non è stato in grado di emettere il parere richiesto, ma si è dovuto limitare a prescrivere una lunga serie di documenti integrativi con cui approfondire gli ambiti di intervento», hanno spiegato Erika Alessandrini, Enrica Sabatini e Massimiliano Di Pillo, consiglieri comunali.
Secondo il documento del Consiglio superiore dei lavori pubblici (da pagina 33 in poi) occorrono approfondimenti su diversi aspetti come le portate con cui valutare il rischio alluvioni evidenziando, infatti che, «la pericolosa tendenza all'esondazione del fiume Pescara non è stata opportunamente considerata dalle analisi del PRP, e che le portate da prendere in considerazioni sono notevolmente più alte di quelle analizzate».
Addirittura, prosegue il documento del Ministero, nella garanzia della tutela dell'incolumità pubblica e dei beni esposti a rischio di alluvioni, «si devono approfondire i livelli di sicurezza delle aree urbane lungo le sponde del fiume per un tratto molto più ampio di quello finora indagato nello studio idraulico a supporto del PRP».
Anche per l'impianto antincendio, per il servizio di vigilanza e prevenzione delle opere progettate, mancano riferimenti ed elementi tecnici di valutazione nel progetto del nuovo PRP, tanto da non poter nemmeno esprimere una valutazione in merito, nonostante la presenza e la gestione di banchine portuali su cui attraccheranno navi petroliere. 

Se questo non bastasse, nel parere è riportato che il progetto «prevede non trascurabili importi di spesa relativamente ad arredi ed impianti» e che, proprio per questo, dovrebbe contenere indicazioni maggiori sugli adeguamenti impiantistici e sulle infrastrutture elettromeccaniche del nuovo assetto portuale.
Dulcis in fundo, il Ministero ha chiesto di rivedere la valutazione economico-finanziaria dell'opera, considerando che l'analisi è ormai datata al 2008 e che nonostante gli annunci mancano del tutto le valutazioni integrate del sistema portuale abruzzese tra Pescara, Vasto ed Ortona, che invece, nelle premesse erano poste alla base delle scelte pianificatorie del progetto.

«Il Ministero - sottolinea la consigliera Erika Alessandrini - scrive nero su bianco che questo faraonico progetto da più di 200 milioni di euro, prevede la creazione di nuovi traffici senza però aver analizzato le effettive esigenze sia per i traffici passeggeri sia riguardo alle realtà produttive: in poche parole ci dicono di rifare bene tutti i conti e le considerazioni di espansione perché stiamo rischiando di buttare via inutilmente gran parte di questi soldi pubblici!»
«Data la rilevanza delle documentazioni richieste dal Consiglio Superiore dei LL.PP.», aggiungono i pentastellati Sabatini, Alessandrini e Di Pillo, «è difficile comprendere l'ottimismo che trapela dalle dichiarazioni del Vicesindaco Del Vecchio e del Governatore Luciano D'Alfonso che danno il PRP come quasi approvato. Si pensi, piuttosto, a risolvere rapidamente il problema della diga foranea e della manutenzione del Porto Canale, che ci costringono a spendere un fiume di denaro pubblico ogni anno».
Il Movimento 5 Stelle già prima delle elezioni dello scorso Maggio, con assemblee pubbliche e dibattiti, così come in Consiglio comunale si è sempre duramente opposto all'approvazione di questo progetto, «richiamando l'attenzione sulla scarsa valutazione del rischio di esondazione e sull'eccessivo impiego di denaro pubblico per un'opera che ragionevolmente sembra possa servire più ad un faraone che alla città».

DEL VECCHIO:«IL PRP SARA’ APPROVATO PRESTISSIMO»
Esprime invece ottimismo il vicesindaco del Comune di Pescara, Enzo Del Vecchio, insieme al presidente della Regione Luciano D’Alfonso, che si dicono sicuri che vi sarà  «una celere approvazione dell’atteso strumento, indispensabile per superare le molteplici criticità che oggi rendono insufficientemente praticabili le strutture portuali cittadine, risiede unicamente nella complessiva e completa analisi che di quelle osservazioni è stata fatta in svariate riunioni e con la partecipazione di tutti i soggetti interessati da quando sono state emesse».
«Infatti Regione, Comune, Capitaneria di Porto, Autorità di Bacino e i professionisti che hanno redatto il PRP», ha detto Del Vecchio, «sono impegnati già dalla metà del mese di dicembre a fornire quanto domandato, quindi da quando il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha richiesto integrazioni ed aggiornamenti di dati ed analisi ulteriori anche con riguardo al piano stralcio delle alluvioni, che si stanno redigendo con i diversi soggetti competenti. Non è affatto una stroncatura dunque, come invece riferiscono i pentastellati, ma, più realisticamente, una semplicissima integrazione. L’auspicio è che anche i consiglieri comunali del Movimento Cinque Stelle possano trovare soddisfazione dal raggiungimento di questo obiettivo, il cui interesse generale non è solo ad esclusivo vantaggio della città di Pescara, ma dell’intera economia regionale».

NUOVISSIMO PORTO DI PESCARA: I PARERE DEL CONSIGLIO SUPERIORE DEI LAVORI PUBBLICI by PrimaDaNoi.it