IL DUELLO

UdA, scontro sui Cel per il rinnovo della Rsu

Ugl e Cisapuni contro quei contratti di lavoro. Cgil: “dite corbellerie”

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CHIETI. «I Cel sono dipendenti amministrativi come noi, ma vogliono solo privilegi», sostengono i candidati Ugl e Confsal-Cisapuni.
«Dite corbellerie, forse non avete letto il loro contratto», risponde la Cgil con un altro candidato. Tre mail inviate ai colleghi accendono improvvisamente il clima elettorale per il rinnovo della Rsu alla D’Annunzio, previsto per il 3-4-5 marzo. I programmi delle sei liste concorrenti sono noti, così come i candidati Cgil, Cisl, Uil, Csa-Cisal, Ugl e Confsal-Cisapuni. Ma da parte di questi due ultimi sindacati, con una prima mail di Tiziano Zuccarini (Ugl) ai colleghi ed un’altra dei cinque candidati Cisapuni (Alessio Peca, Fabiano Di Muzio, Valerio Monti, Marco Costantini ed Enrico Palmerini), è stato sollevato il problema dei Cel (collaboratori esperti linguistici) che sembra marginale - sono 16 sui circa 1000 dipendenti UdA – ma che da tempo è nel mirino del dg Filippo Del Vecchio, intenzionato a licenziarli. Ha subito risposto Antonio Pellegrini, Cgil, senza chiedere il voto ai colleghi, ma «per condividere alcune riflessioni sulle informazioni sbagliate fatte circolare sui Cel per la mancata conoscenza del contratto».

UGL: «I CEL SONO DIPENDENTI AMMINISTRATIVI COME NOI, MA LAVORANO UN TERZO»
Scrive il candidato Tiziano Zuccarini (Ugl): «in quest’ultimo triennio le persone che si sono sedute al tavolo della contrattazione non sono state in grado di interpretare e capire chi avevano di fronte, arrivando ad un muro contro muro che ha portato solo veleni all’interno ed all’esterno del nostro Ateneo. Il taglio dell’Ima è stato un disastro, ma la mediaticità negativa sull’argomento rischia di penalizzarci, invece è stata proprio l’amministrazione a muoversi per il ripristino di questa indennità. I Cel inoltre lavorano un terzo rispetto a noi, possono svolgere lavori extra e sono stati assunti senza concorso. E se vale per loro, dovrebbe valere per tutti. Perciò mi auguro che al tavolo della contrattazione siano elette persone competenti che hanno la capacità di costruire e non di distruggere». In allegato i 10 punti del programma e la notizia del rettore dell’università di Cassino, noto per aver licenziato i Cel.

CONFSAL-CISAPUNI: «TROPPI PRIVILEGI E SOLDI AI CEL»
Il Cisapuni rincara la dose contro i Cel, riprendendo in un’altra mail gli stessi argomenti  all’amministrazione UdA. «Abbiamo riletto tutta la documentazione sui Cel dal 2008 in poi fino ai pareri del prof. Speziale, dell’Avvocatura dello Stato e dei Revisori dei Conti. E ci rivolgiamo a voi colleghi con domande e risposte sui Cel che non vogliono essere esaustive, ma costituire spunti di riflessione». Segue la ricostruzione di quelle che sarebbero state le irregolarità commesse per il passaggio a tempo indeterminato senza concorso (come sostiene anche l’Ugl), con l’aggiunta di alcune critiche sui compensi orari dei Cel e sull’Ima che percepivano. «Riteniamo perciò che il sindacato prima di prendere posizioni o di formulare richieste, deve considerare bene il quadro normativo relativo al pubblico impiego».

CGIL: «LEGGERE IL CONTRATTO DEI CEL PRIMA DI PARLARE A VUOTO»
Antonio Pellegrini, candidato Cgil, “colpito” da queste mail elettorali, risponde così a questa “informazione distorta”.
«Non vi chiedo il voto – scrive ai colleghi – voglio solo chiarire che le cose non stanno come sostengono l’Ugl (che «forse non conosce il contratto, visto che non lo ha firmato non avendo rappresentanti nel comparto») ed il Cisapuni. Intanto la ricostruzione dell’Ima e del fondo accessorio non è arrivata grazie alla “buona volontà” dei vertici UdA, ma per il lavoro dei sindacati nazionali. Infatti le osservazioni inviate al Mef hanno ripreso questo lavoro e non le tesi del dg. «In realtà – continua Pellegrini – noi siamo stati “usati” per una guerra tutta personale tra l’attuale gestione e la precedente». «Ma l’ignoranza raggiunge il massimo sui Cel – continua la mail - bastava leggere il contratto ed il parere dell’Avvocatura per capire che le tesi del dg sono infondate. Chi dirige non divide il personale tra “nemici” ed “amici”, ma ha il compito di spegnere “il fuoco” e non di alimentarlo. E’ ora di dire basta con l’attività sindacale svolta per mostrare la propria “fedeltà” e per ricavarne utili». In allegato alla mail documenti “utili per informarsi”: il contratto aziendale integrativo 2009 dei Cel all’università dell’Aquila (dove Del Vecchio è stato dg) ed un parere del Codau (conferenza direttori amministrativi università): i Cel hanno diritto alle retribuzioni che l’UdA ha tagliato e non sono dipendenti come gli altri, tanto che possono partecipare ai concorsi per le supplenze universitarie.  

I PROBLEMI VERI DELL’UDA NON SONO I 16 CEL
L’improvvisa attenzione del dibattito elettorale solo sui 16 Cel, con l’irrituale posizione di due sindacati che sposano la linea del loro datore di lavoro, sembra però solo un espediente per distrarre l’attenzione dai problemi veri del personale: il taglio dell’Ima (da agosto e fino a chissà quando), il conto terzi a singhiozzo, i trasferimenti interni, le continue riorganizzazioni della macchina amministrativa, la gestione degli straordinari e degli incarichi e così via. E invece no: “il problema sono i Cel”. Il che trasforma la normale competizione elettorale per la Rsu in un referendum interno sulla gestione Del Vecchio e fa diventare un autogol la citazione dell’università di Cassino. Infatti per il trattamento da riservare ai Cel, l’Ugl porta ad esempio il licenziamento firmato da quel rettore, quasi per veicolare il messaggio: “si può fare”. Ma l’Ugl non dice – o non sa – che quel rettore dell’Università del Lazio meridionale è stato sonoramente bocciato dal locale giudice del lavoro che gli ha spiegato il ruolo, la funzione ed i diritti dei Cel. Un’ordinanza dell’11 giugno 2013 ha infatti dichiarato l’illegittimità di quei licenziamenti all’università di Cassino e l’obbligo a reintegrare tutti i Cel e a restituire con gli interessi gli stipendi negati, più le spese del giudizio.

Sebastiano Calella