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Nuovo piano demanio marittimo, Pepe: «mai più cemento». Ma ambientalisti insorgono

Ora i Comuni dovranno adeguarsi

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Nuovo piano demanio marittimo, Pepe: «mai più cemento». Ma ambientalisti insorgono


PESCARA. «Mai più cemento sui nostri arenili».
Così, giovedì mattina, a Pescara, in Regione, nel corso di una conferenza stampa, l'assessore con delega al Demanio Marittimo, Dino Pepe, ha sintetizzato il senso del nuovo Piano Demaniale Marittimo regionale, approvato nella seduta di martedì scorso dal Consiglio regionale.
«Si tratta di uno strumento di gestione del nostro arenile estremamente importante - ha affermato Pepe affiancato dal Capo Dipartimento Giancarlo Zappacosta e dal funzionario Ettore Mantini - e, al tempo stesso, molto atteso sia dagli Enti locali che dalle associazioni dei balneatori. Senza dimenticare quelle ambientaliste alle quali verranno affidate le aree oggetto di insediamento di fauna e flora protette».
Il testo di legge, ampiamente condiviso, è stato predisposto dal precedente governo regionale e, nello specifico, dall’assessore Mauro Di Dalmazio.
«Noi, anche a seguito di un'intensa attività di confronto con i diversi portatori di interesse, - ha spiegato Pepe- abbiamo aggiornato ed arricchito il Piano e siamo convinti che rappresenterà un grosso stimolo per il rilancio della nostra economia del mare».
Il nuovo Piano Demaniale marittimo, «che guarda con attenzione alla sostenibilità ambientale, alla salvaguardia delle zone di pregio naturalistico e contempla l'utilizzo esclusivo di materiale a basso impatto ambietale», ha sottolineato Pepe, «si prefigge l'obiettivo di dare un forte impulso al comparto turistico costiero generando ricadute positive sia in termini di riqualificazione delle strutture che di occupazione e crescita economica».
Ora toccherà alle diciannove amministrazioni dei Comuni costieri abruzzesi fare la loro parte adeguando i loro strumenti di pianificazione a questo nuovo Piano Demaniale marittimo che a giorni sarà pubblicato sul Bura e quindi diventerà legge a tutti gli effetti.
A tal proposito, l'assessore Pepe ha annunciato che convocherà a breve una riunione con i sindaci interessati per condividere i successivi passaggi amministrativi e rendere operativa una riforma attesa da oltre dieci anni.

AMBIENTALISTI PROTESTANO
Le associazioni ambientaliste contestano però la mancanza di concertazione e il fatto che le modifiche siano state decise solo con i balneatori.
«Si “sanano” e si legittimano spropositati aumenti di cubature sulle spiagge abruzzesi», denuncia Loredana Di Paola, il piano modificato prevede aumenti di cubatura inaccettabili su un litorale, quello abruzzese, già al 90% cementificato e occupato da strutture (spesso illegittime) per gli usi più svariati».

COSA CAMBIA

SPIAGGE LIBERE- L’attuale normativa prevede un preciso obbligo in capo ai comuni di prevedere la riserva di almeno il 20% delle spiagge in concessione da destinare a spiaggia libera ( art. 5 comma 1 attuale PDM ); la modifica elimina l’obbligo e introduce la facoltà per i Comuni che non dispongono del 20% di spiagge libere di recuperare tali aree dalle concessioni con fronte superiore a metri 100 (comma 1 bis): “ove ritenuto, potranno essere recuperati spazi”.

NUOVI VOLUMI- L’attuale normativa prevede un limite massimo per la superficie coperta di 250 mq; La modifica prevede espressamente aumenti, in base al numero di abitanti, fino al 30% di tale superficie massima; esclude da tale computo le cabine spogliatoio che possono essere realizzate in deroga fino a 22,5 mq. «Nella città di Pescara (oltre 100mila residenti) l’aumento sarebbe in concreto del 30%», denunciano le associazioni ambientaliste. «Se si esamina la situazione esistente in città come Pescara o Vasto», analizza Di Paola, «questo ulteriore incremento suscita anche il sospetto di celare una sanatoria di edificazioni abusive accertate e non demolite e comunque di una ulteriore e definitiva compromissione in termini naturalistici e paesaggistici del litorale».
Inoltre, «con la scusa di assicurare nelle strutture balneari l’abbattimento delle barriere architettoniche, si prevede la creazione di volumi e superfici coperte e pavimentate totalmente al di fuori degli standard massimi concessi, come detto già enormemente accresciuti. E ancora: ulteriori volumi in deroga sono previsti per la realizzazione di “locali tecnici“ di non precisata natura, inspiegabilmente esclusi dai quasi 300 mq già costruibili».

VISTA MARE- E’ previsto l’aumento del 5% rispetto all’esistente per le concessioni con fronte mare superiore a 40 metri, («cioè a Pescara praticamente tutto»). Viene inoltre scomputato il fronte occupato dalle cabine.

CORRIDOI TRA CONCESSIONI- Lo spazio libero tra le attrezzature balneari di due concessioni contigue si riduce da 5 metri a 3. E si parla di una fascia non solo di visuale e di sicurezza ma anche di spiaggia “libera” dove di solito prendono il sole cittadini che non affittano ombrelloni.

SCATOLONI SULLA SPIAGGIA DA SETTEMBRE A GIUGNO- Il comma 17 bis prevede che gli stabilimenti potranno essere completamente circondati da “pannelli rigidi”, utilizzabili a fini promozionali (diventando enormi cartelloni pubblicitari).