SANITA'

Il Tar: «il 25 marzo decisione sulla Rems a Guardiagrele»

La Asl deve documentare la sua compatibilità con l’ospedale

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1725

Simone Dal Pozzo

Simone Dal Pozzo


GUARDIAGRELE. Il Tar Abruzzo ha comunicato che deciderà il 25 marzo prossimo sul ricorso contro la sistemazione provvisoria della Rems (la residenza per i malati psichiatrici detenuti, ndr) nell’ospedale di Guardiagrele.
Infatti dalla documentazione Asl non appare che ci sia piena fruibilità e compatibilità di questa nuova struttura con il resto dell’attività sanitaria presente in ospedale.
Entro quella data è «necessario che l’Amministrazione Asl chiarisca quanto sopra evidenziato mediante idonea relazione, con conseguente rinvio della trattazione dell’incidente cautelare come in dispositivo».
Quindi, pur non avendo accolto la sospensiva richiesta, di fatto questa decisione potrebbe corrispondere al blocco dei lavori Asl per adeguare a Rems l’ex reparto di Psichiatria. 

Infatti – scrive il Tar – «l’interesse cautelare dei ricorrenti è, allo stato, ravvisabile nella garanzia della piena fruibilità della struttura ospedaliera in condizioni di sicurezza, condizionata alla circostanza che i locali da adibire a Rems restino fisicamente separati o separabili dal resto della struttura stessa».
Questo aspetto non emergerebbe dalla documentazione agli atti. Al contrario dalla nota Asl depositata in data 21 febbraio 2015 si legge «il possibile uso della scala antincendio da parte dell’utenza Rems, in promiscuità con l’utilizzo del corrispondente vano scala da parte degli utenti del reparto destinato attualmente a Medicina-Geriatria-Lungodegenza, e dello spazio aperto separato da recintare, ugualmente promiscuo con gli usi di quotidiano approvvigionamento di derrate con passaggio del personale di servizio e di carrelli da trasporto in genere».

 Di qui la necessità di acquisire documentazione più precisa e la necessità di «un rinvio della trattazione dell’incidente cautelare come in dispositivo» e la richiesta alla «Asl resistente di ottemperare nei sensi di cui in motivazione», con il prosieguo della camera di consiglio il 25 marzo prossimo.
Soddisfatto per la decisione l’avvocato Simone Dal Pozzo, da sempre bestia nera della Asl e delle decisioni dell’ufficio commissariale, sia con Chiodi che con D’Alfonso.
«Il Tar ha in parte valutato positivamente i motivi del ricorso, anche se non ha considerato il fatto che, indipendentemente da questi aspetti tecnici, è la collocazione della Rems a Guardiagrele che ci trova contrari – spiega Dal Pozzo a PrimaDaNoi.it - poiché questo significherebbe l’impossibilità di proseguire con le attuali attività e di programmare quelle future. Il Tar con la sua ordinanza, infatti, dimostra che si pongono problemi seri sulla organizzazione di un servizio così delicato come la Rems, che non può essere chiaramente collocato all’interno di un presidio ospedaliero attraverso iniziative estemporanee. I problemi sono certamente di natura tecnica, ma non si può trascurare il tema generale della compatibilità con gli ambienti ospedalieri e del distretto di base».
C’è ancora un mese di tempo per trovare una soluzione diversa, anche perché il problema delle collocazioni provvisorie è nazionale visto che non in tutte le regioni sono state trovate soluzioni definitive.
Sebastiano Calella