ECONOMIA

Rapporto Intesa, «La crisi finirà per le imprese entro il 2015»

Prevista crescita del fatturato del 3%

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Rapporto Intesa, «La crisi finirà per le imprese entro il 2015»




MILANO. Ritorneranno a livelli pre-crisi i distretti italiani a fine 2015, recuperando pienamente il fatturato registrato nel 2008. E' quanto emerge dal settimo rapporto annuale su 'Economia e finanza dei distretti industriali', redatto dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, guidata dall'economista Gregorio De Felice. Per le oltre 12.000 imprese dei 144 distretti italiani, secondo i dati presentati oggi, il fatturato crescerà di oltre il 3% nel corso del 2015 e del 2016, recuperando pienamente i livelli del 2008 con tre anni di anticipo rispetto all'intero sistema manifatturiero italiano.
Nel frattempo si è registrato un ritorno di fiamma degli investitori esteri, ed un parallelo rientro di alcune produzione precedentemente delocalizzate.
«L'aumento previsto del fatturato - precisa De Felice - è del 3,1% nel 2015 e del 3,2% nel 2016» e consentirà di recuperare a fine 2015 «quasi interamente i livelli di fatturato del 2008, chiudendo definitivamente il gap accumulato nel quadriennio 2008-2012».
«Per l'intero manifatturiero italiano - aggiunge - bisognerà attendere almeno fino al 2018 per vedere un pieno recupero».
 Secondo il direttore Studi e Ricerche della Banca «emergono inoltre evidenze della presenza di processi di re-shoring, ovvero di rientro nei territori distrettuali di produzioni precedentemente trasferite all'estero». Nel biennio 2012-13 infatti si è verificato un «forte ridimensionamento del rapporto tra import dai paesi emergenti ed export» e per ogni unità venduta sui mercati esteri «è diminuita la domanda di beni intermedi importati dai paesi a minore costo».
 Nel frattempo gli investitori esteri hanno mostrato «un interesse crescente per le imprese italiane, che potrebbe rafforzarle soprattutto sul piano commerciale».
 Diverse sono le operazioni condotte nell'ultimo biennio, tra queste l'acquisizione di Loro Piana da parte di Lvmh per 2 miliardi di euro, di Marazzi da parte di Mohawk Industries (Usa) per 1 miliardo e di Indesit da parte di Whirlpool per 758 milioni. Gli stranieri poi guardano al settore farmaceutico, le cui imprese all'interno dei poli tecnologici sono titolari del 71,9% dei brevetti registrati, contro il 28,1% in mano ad aziende esterne.