SANITA'

Guardiagrele insurrezione bipartisan contro la Asl

Manifestazione in difesa del locale ospedale svuotato della Psichiatria

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Guardiagrele insurrezione bipartisan contro la Asl




GUARDIAGRELE. Da tre giorni Guardiagrele è in fibrillazione per la chiusura del reparto di Psichiatria del locale ospedale e per il possibile arrivo, anche se provvisorio, della Rems che ospiterà gli ex detenuti degli ospedali giudiziari. E ieri c’è stata una manifestazione popolare bipartisan contro lo svuotamento di questo reparto ad opera della Asl. Questo farebbe avvicinare di molto la chiusura del SS. Immacolata, come programmato da tempo dal commissario Gianni Chiodi, in ossequio alle indicazioni del Piano di rientro dai debiti della sanità e alle linee guida nazionali che in Abruzzo hanno già decretato la fine dei piccoli ospedali.
In realtà l’operazione di spostamento della Psichiatria e l’arrivo provvisorio della Rems vanno proprio nella direzione di una trasformazione del SS. Immacolata da ospedale per acuti a struttura residenziale e di riabilitazione per lungodegenti ed anziani da 80 posti, oltre che alla creazione di un ospedale di comunità.
Dunque spostamento di Psichiatria bocciato e forse anche ipotesi di trasformazione che evidentemente non piace e che spiega la rivolta bipartisan di questi giorni, dopo tante battaglie vinte con la giustizia amministrativa. E non a caso l’autore dei ricorsi che hanno bocciato il piano di Chiodi anche per Pescina e Tagliacozzo è stato Simone Dal Pozzo, avvocato di Guardiagrele ed esponente del locale Pd. Tra l’altro Dal Pozzo ha presentato un altro ricorso al Tar Abruzzo (discussione prevista per mercoledì prossimo) proprio contro queste decisioni del commissario che la Asl ha frettolosamente attuato in questi giorni. A far scattare il trasferimento sono stati presunti e magari reali motivi di irregolarità del reparto, peraltro già ben noti, ma che non gli hanno impedito di funzionare per anni.
Insomma si è trattato di un’accelerazione della soluzione finale che ha deluso sia il centrodestra che il centrosinistra, anche se qualcuno ricorda che la Psichiatria lì a Guardiagrele proprio non ci doveva essere, stando alle promesse non mantenute dei rappresentanti di Forza Italia.
Dunque le contestazioni emerse ieri durante la manifestazione popolare emergono da questo retroterra, ma rischiano di strumentalizzare il dibattito in chiave pre-elettorale, visto che a Guardiagrele si vota.

IL SINDACO: «FORTE RAMMARICO PER NON ESSERE STATO RICEVUTO DA D’ALFONSO»
«Nonostante la delibera del Consiglio comunale del 10 febbraio che ha chiesto con forza di non spostare la Psichiatria ad Ortona e di annullare l’attivazione della Rems, venerdì la Asl con un blitz ha svuotato il reparto di Psichiatria – riassume il sindaco Sandro Salvi, centrodestra – eppure avevo chiesto un incontro urgente al Presidente D’Alfonso per discutere la questione, ma sono stato rimandato al 27 febbraio, giorno di ricevimento, e mi hanno chiesto di accreditarmi come un qualsiasi cittadino. Mai in passato avrebbero risposto così ad una richiesta urgente di un Sindaco. Purtroppo – continua Salvi – debbo constatare che i nostri oppositori di centrosinistra in Consiglio comunale si sono prontamente attivati per salvaguardare la propria immagine politica e continuano ad indossare i panni di salvatori dell’ospedale, nonostante la chiusura del reparto di Psichiatria. E’ bene ricordare che fino a ieri sono stati promotori dell’elezione di D’Alfonso e Paolucci, presentati come tutori del nostro territorio, anche a scapito di candidati locali. Ma invece di cospargersi il capo di cenere, continuano a confondere i cittadini. A proposito di Paolucci, forse assessore alla sanità e grande assente in questa vicenda, perché non viene adesso a Guardiagrele, così come in campagna elettorale?»

LE RAGIONI DEL CENTROSINISTRA
«Ci troviamo qui in piazza – ha risposto Simone Dal Pozzo, Pd - perché abbiamo una storia da rivendicare. E’ cambiato molto rispetto al 2010, perché ora ci troviamo di fronte ad una decisione presa e in buona parte già applicata. Ma anche questa volta, come in questi ultimi 5 anni, ce l’abbiamo messa tutta e abbiamo fatto ciò che era nelle nostre possibilità per evitare questa decisione della Asl. Ma non tutto è ancora perduto».
 Secondo l’avvocato Dal Pozzo «il cuore del problema è politico, perché la decisione è stata presa da una parte politica che è la mia, ma io mi oppongo perché non ho una visione opportunistica della politica. Con la Regione bisognerà dialogare per capire cosa e come dovrà essere il nostro ospedale, ma non posso venir meno alla mia coerenza di comportamento rinnegando lo stile e le scelte fatte. E tra la politica che in questo momento ha deciso quello che ha deciso e l’interesse della mia gente, io scelgo l’interesse della mia gente. Devo poter guardare tutti negli occhi a testa alta, soprattutto quelli che mi hanno dato fiducia e ai quali la chiederemo ancora. La coerenza e la libertà di pensiero vanno perseguiti sempre, anche a costo di contrapposizioni forti: chi assume l’impegno di rappresentare i cittadini deve garantire ai cittadini il diritto di sentirsi onorati delle scelte che hanno fatto e di non essere usati per carriere di dubbio valore».

Sebastiano Calella