L'INCHIESTA

CariChieti, l’ex commissario Sora indagato a Rimini

Procura della Repubblica e Gdf gli contestano operazioni irregolari

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CariChieti, l’ex commissario Sora indagato a Rimini

Riccardo Sora




CHIETI. Riccardo Sora, a settembre nominato dalla Banca d’Italia commissario della CariChieti e da poco spostato nella stessa carica alla Banca popolare dell’Etruria, risulta tra gli indagati della Procura di Rimini «per indebita restituzione dei conferimenti».
 L’indagine appena conclusa dalla Guardia di Finanza di Rimini riguarda 26 ex amministratori della locale Cassa di Risparmio (CaRim), commissariata da Bankitalia nell’ottobre 2010.
Gli accertamenti condotti dai militari hanno consentito di far emergere, secondo la prospettazione della Procura della Repubblica che vi era
«un sodalizio criminale composto dai vertici dell’istituto, in carica nel periodo dal 2009 fino al commissariamento disposto dalla Banca d’Italia nel 2010,
che, a seguito di elargizione di mutui e di finanziamenti non assistiti da adeguate garanzie, ometteva dolosamente di evidenziare nei bilanci della Carim le perdite già maturate da tempo tramite stime e valutazioni palesemente non corrispondenti alla reale situazione del credito».
Sempre secondo quanto emerso dalle indagini gli indagati, membri pro tempore del CdA e del Collegio Sindacale avrebbero partecipato attivamente e sistematicamente al processo di concessione e revisione delle linee di credito concesse dalla Banca Carim Spa a favore di soggetti o gruppi societari da tempo insolventi.

La complessa ed articolata attività di indagine ha permesso di individuare le valutazioni alterate, sproporzionate ed arbitrarie, appostate dagli organi dell’istituto di credito sia nella redazione del bilancio al 31 dicembre 2009 che nella relazione semestrale al 30 giugno 2010.
La corretta redazione dei bilanci avrebbe infatti comportato una modifica del risultato di esercizio 2009, trasformando l’utile d’esercizio (indicato in € 31.329.339) in una perdita pari a € 4.360393 e un peggioramento della perdita indicata nella semestrale 2010  da €32.532.000 a € 61.669.833.
Tali fatti hanno integrato il reato di false comunicazioni sociali per gli anni 2009 e 2010. 

Immediatamente dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del provvedimento di commissariamento emanato dalla Banca d’Italia, alcuni azionisti, apprendendo della sottocapitalizzazione della Banca hanno venduto le azioni di Banca Carim di cui erano proprietari prevedendo
una diminuzione del loro valore all’epoca fissato in € 21 circa.
Al fine di evitare che il prezzo delle azioni diminuisse eccessivamente, Carim ha proceduto all’acquisto di azioni proprie ad un prezzo maggiorato
posto che l’offerta non  incontrava più la domanda.
In tale contesto è stato rilevato un utilizzo fraudolento del sistema di prenotazione per la cessione e l’assegnazione di azioni Banca Carim che, come da autorizzazione della Consob doveva fungere da mero punto di incontro tra la domanda e l’offerta del mercato azionario senza interferenza da parte dell’Istituto medesimo.
Tale attività ha comportato un illegittimo acquisto da parte di Banca Carim di azioni proprie ad un prezzo (€ 21) sovradimensionato rispetto a quello che sarebbe stato determinato senza la falsa rappresentazione della situazione finanziaria e patrimoniale della banca in precedenza descritta, con una conseguente indebita restituzione di conferimenti nei confronti di alcuni soci (quelli che avevano venduto le proprie azione all’Istituto stesso)
per  un importo complessivo quantificato in circa 10.342.00,00 euro configurando così l’ipotesi di reato di indebita restituzione di conferimenti.

Tra le accuse più gravi per alcuni degli indagati c’è quella di aver costituito una associazione a delinquere.
Secondo la Procura di Rimini, dunque anche dopo l’inizio del commissariamento della CaRim sono state scovate operazioni a rischio, come l’acquisto di azioni proprie detenute da alcuni soci con una valutazione eccessiva e con modalità non ritenute corrette. Di qui il coinvolgimento di Sora e dell’altro commissario Piernicola Carollo, indagati entrambi per il reato di indebita restituzione di conferimenti in concorso.

Sebastiano Calella