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Impianto Gpl Ortona. Febbo: «tornare al Via, problematiche ambientali non chiarite»

«Domande senza risposta, tutto da rifare»

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Impianto Gpl Ortona. Febbo: «tornare al Via, problematiche ambientali non chiarite»

Operazioni al porto di Ortona

ORTONA. Fermi tutti: il progetto dell’impianto di stoccaggio GPL da 25 mila mq in area portuale deve ripassare dal Comitato Via.
E’ questa la richiesta del presidente della Commissione Vigilanza, Mauro Febbo (Forza Italia) che ha richiesto formalmente al direttore generale e presidente del Comitato Via, Cristina Gerardis, il riesame in autotutela del progetto sottolineando una serie di problematiche a cui «bisogna dare risposte».
In pratica il consigliere regionale ha chiesto di sospendere l’efficacia del provvedimento assunto qualche giorno fa e di risottoporre, in autotutela, ai membri della Commissione il progetto di Gpl «per chiarire aspetti di carattere procedurale e ambientale». 

Nella missiva spedita due giorni fa Febbo sottolinea che «non sono stati redatti tutti gli elaborati e gli studi del progetto preliminare» e fa notare una serie di problematiche inerenti la pubblicazione di questi documenti sul sito web della Regione. La domanda è semplice: sono state rispettate le modalità corrette e i tempi giusti? Si chiede dunque al responsabile del sistema informatico del portale regionale di attestare se ci siano state modifiche ai file depositati.
Ma le contestazioni non si fermano qui: «non è stato valutato», aggiunge Febbo, «il cumulo ed in particolare il rischio di incidenti con le altre attività che si svolgono nella banchina nord del porto. Sono compatibili le attività di carico-scarico e a quali situazioni di sicurezza?»
Inoltre si sottolinea che non è stata valutata nemmeno la capacità di carico ambientale, «in particolare della zona costiera ad alta densità demografica». Dubbi vengono mossi anche sulla qualità dell’aria: «si calcola il passaggio di 110-120 al giorno (andata e ritorno) di grandi cisterne che diluite su 8 ore sviluppano 15 passaggi all’ora e quindi una cisterna ogni 4 minuti. Tutto questo in area urbana». Il quesito anche in questo caso è semplice: «l’intervento è compatibile per inquinamento atmosferico ed acustico? Quanto peggiorerà la qualità dell’aria e l’aumento di rumore nella città di Ortona».

E poi ancora: quali saranno gli effetti sulla perimeritrazione del Parco della Costa Teatina? «E’ stato chiesto un parere al commissario di governo Pino De Dominicis?
Inoltre le osservazioni degli ambientalisti, arrivate fuori termine, non sono state prese in considerazione ma Febbo fa notare che «il codice dell’ambiente, nel testo in vigore, non disciplina i termini di presentazione delle osservazioni in modo perentorio tant’è che il Comitato via regionale per prassi consolidata le ha sempre valutate».

I FANGHI DA PESCARA
Mentre si attende la risposta, Ortona tira un sospiro di sollievo perché non sarà costretta ad ospitare i fanghi del dragaggio pescarese.
Nei primi giorni del mese di febbraio il presidente della Regione Luciano D’Alfonso aveva annunciato la realizzazione di una vasca di colmata a Ortona che avrebbe accolto il materiale proveniente da Pescara, due giorni fa invece, il sottosegretario Camillo D’Alessandro ha dichiarato che nessuno sverserà nulla su Ortona e la strategia cambia.
«Ecco l’Abruzzo “facile e veloce” degli annunci e delle retromarce», commenta Febbo: «qualcuno si è reso conto che sarebbe stato inutile e inopportuno considerando la natura stessa dei fanghi, composti per l’80% da pelite e per il restante 20% da sabbia (il contrario di Ortona). Materiale che chiaramente non è idoneo per la costruzione della banchina».
Nell’ambito del dragaggio del Porto di Pescara, (ieri sono arrivati i tecnici per i primi rilievi e lunedì dovrebbero partire i lavori) nella prima fase saranno interessati circa 30.000 metri cubi di fanghi che verranno solo movimentati sul fondale e non è previsto nessun tipo di trasporto. La successiva fase prevede lo scavo di circa 450.000 metri cubi che invece saranno trasportati a San Benedetto del Tronto.

CHIUSURA PROCEDURA GPL ORTONA SEASTOCK