LA CONDANNA

Vinto il concorso, l'assunzione svanisce. Il ‘bluff’ del Comune costa caro

Il Tribunale dichiara illegittima la decisione: la vincitrice va assunta

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Vinto il concorso, l'assunzione svanisce. Il ‘bluff’ del Comune costa caro

LAMA DEI PELIGNI. Vince il concorso al Comune di Lama dei Peligni ma l’amministrazione fa marcia indietro e non vuole più assumerla perché sostiene facendolo violerebbe il patto di stabilità.
Ma il giudice del Lavoro, Ilaria Prozzo, contesta l’operato del Comune, impone l’assunzione della donna e condanna l’amministrazione pure al pagamento di quanto non percepito dalla vincitrice dalla data dell’assunzione mancata fino ad oggi.
E’ questo il verdetto di una recente sentenza del Tribunale di Chieti. La concorrente che ha vinto il concorso piazzandosi al primo posto (part time al 50% per collaboratore amministrativo B3) si chiama Marzia Marrone, difesa dall’avvocato (e marito) Antonio Di Renzo, che è anche consigliere comunale di opposizione nel Comune di Lama dei Peligni.
La procedura concorsuale è iniziata ad aprile 2012, la donna supera il concorso a pieni voti e ritiene che ciò sia sufficiente per entrare in Comune. Ma per assurdo trova la porta sbarrata.

Il funzionario che redige l’atto di omessa assunzione (il 24 gennaio, 27 giorni dopo la conclusione del concorso) sostiene infatti che, essendo intervenuto il Patto di Stabilità, non si può più procedere alle assunzioni.
Ma il Patto di Stabilità sarebbe entrato in vigore solo il 1° gennaio del 2013, mentre il concorso è stato concluso nel mese di dicembre, tanto da poter e dover assumere entro il 2012, senza alcuna conseguenza per il divieto di assunzioni.
Eppure tutta la procedura si blocca, l’assunzione sfuma. Della questione viene interessata anche l’intera Giunta comunale che, peraltro, interpellata formalmente e pubblicamente in sede di Consiglio comunale dall’opposizione, si è espressa valutando in maniera modo positiva l’operato dei funzionari.
Insomma, il concorso regolarmente svolto è stato praticamente inutile. Così sembrava fino a quando la concorrente vincitrice non si è rivolta al tribunale ed il giudice è stato chiaro: Marrone va assunta.

«La determina del 24 gennaio 2013 è illegittima», scrive il giudice Prozzo, «nella parte in cui dà atto all’impossibilità di procedere alle assunzioni e va pertanto disapplicata. Infatti le condizioni di poter procedere all’assunzione andavano valutate con riguardo allo stato di fatto sussistente al momento della conclusione della procedura concorsuale e dell’approvazione della graduatoria finale (21 dicembre 2012), essendo in quel momento già sorto il diritto dei vincitori ad essere assunti. Per cui già a quella data il Comune avrebbe potuto e dovuto procedere all’assunzione della ricorrente, non incorrendo in nessuno dei limiti previsti per le nuove assunzioni a decorrere dal 1° gennaio 2013».
Come detto il Comune è stato condannato a risarcire la vincitrice il danno pari alle retribuzioni non percepite dal 21 dicembre del 2012 alla data di effettiva assunzione oltre agli interessi legali. Sempre il Comune dovrà accollarsi 7 mila euro per le spese di lite.

Alessandra Lotti