DESERTIFICAZIONE

Thales Chieti: Labbrozzi (Fiom): «sito va difeso a tutti i costi»

Oggi incontro con il presidente della Provincia

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

2453

Thales Chieti: Labbrozzi (Fiom): «sito va difeso a tutti i costi»

CHIETI. Il sito di Chieti della Thales Italia «va difeso a tutti i costi».
 Ne è convinto il segretario generale della Fiom di Chieti Davide Labbrozzi che mercoledì mattina ha incontrato il presidente della Provincia, Mario Pupillo. Presenti anche una delegazione sindacale, composta dalla Rsu Fiom e Uilm della Thales Italia.
Al centro del confronto, la non confermata, ma attendibile notizia che rappresenta la volontà della multinazionale francese di chiudere il sito produttivo di Chieti Scalo. Il presidente della provincia, Mario Pupillo, si è mostrato disponibilissimo ad intervenire per impedire un nuovo scippo al territorio di Chieti, tra l’altro, già martoriato da una crisi che dura da tanto.
«La Thales Italia SpA - osserva Labbrozzi - non rappresenta soltanto l'opportunità per centoventi lavoratrici e lavoratori di continuare ad avere un'occupazione, ma rappresenta anche la possibilità del territorio di poter vantare un'azienda altamente tecnologica. Infatti, detta multinazionale francese, Gruppo Thales SPA, opera nel campo dei sistemi elettronici e di comunicazione per la Difesa, sistemi di ausilio alla navigazione aerea, sistemi per il segnalamento ferroviario e in altri ambiti ad alta tecnologia. Negli ultimi anni, a nostro avviso - prosegue il segretario Fiom - la complessiva gestione manageriale dell'azienda è stata improntata più a criteri di contingenza che ad un vero e proprio piano industriale che, sfruttando le potenzialità legate alle know how interno, avrebbe potuto permettere di cogliere meglio le opportunità del mercato italiano ed internazionale, cosa maturata solo in parte». 

Ad oggi, negli ambiti aziendali, continua ad essere sempre più insistente la voce che vorrebbe chiuso il sito di Chieti e le attività trasferite a Firenze dove la multinazionale detiene un'altra fabbrica. L'azienda, più volte interrogata, non ha mai smentito queste notizie.
Il sito industriale di Chieti (unico sito di proprietà), con i suoi centoventi dipendenti, di cui oltre sessanta impiegati in Ricerca e Sviluppo e con un ventaglio di competenze ed un know how trentennali, sviluppati anche grazie a finanziamenti e progetti di ricerca governativi, «va difeso a tutti i costi», insiste il sindacato.
«Al presidente della Provincia abbiamo rappresentato la nostra determinazione a difendere il lavoro della Thales. Non permetteremo a questo gruppo di mettere le mani sul lavoro di Chieti, la ricchezza prodotta in questi anni appartiene al territorio ed alle persone che l'hanno prodotta. Ogni progetto alternativo al mantenimento in vita ed al rafforzamento del sito di Chieti sarà combattuto con tutte le armi sindacali in nostro possesso», annuncia il sindacalista.
Il presidente della provincia, convocherà nei prossimi giorni il gruppo dirigente di Thales e ad esso rappresenterà il pensiero da noi proposto che a questo punto diventa la volontà di un'intera provincia. «A nessuno - conclude Labbrozzi - sarà permesso di scippare il lavoro di questo nostro territorio».

 A CHIETI DAL 1998
Nel 1998 nasce una nuova entità legale, Thomson-Csf Electronic Systems Italia, che ha come sito industriale quello di Chieti. Ma la storia dello stabilimento chietino parte da più lontano, dal 1972  quando la Telettra, società fondata nel 1946, leader mondiale nel settore delle Telecomunicazioni civili, decide di differenziarsi nel segmento delle telecomunicazioni militari e di creare una Divisione Sistemi Difesa.
Lo sviluppo di competenze nel settore Radio HF e l'acquisizione di un importante contratto "Stazioni Radio HF 1 KW" per l'Esercito Italiano, su licenza proprio di Thomson-Csf, contribuiranno a rendere Chieti un "Centro di Eccellenza Radio HF" in Italia.
Nella seconda metà degli anni Settanta, si sviluppa, accanto ai prodotti radio di comunicazione HF, anche un nuovo settore sui Sistemi di guerra elettronica(Radio Disturbatori Rhino in HF).
Negli anni Ottanta, grazie alla collaborazione con varie fra le maggiori università italiane, viene studiato e realizzato un originale Sistema di Telecomunicazioni con Avanzate Tecniche di Contromisure Elettroniche (ECCM) in gamma VHF, mentre allo stesso tempo si individua sul mercato anche la possibilità di sviluppare un nuovo importante filone nel settore delle Reti Strategiche di Comunicazione e del Comando & Controllo. Facendo leva sul know-how acquisito, Thales Italia diventa uno dei principali partner dei seguenti consorzi industriali italiani: CATRIN (Sistemi Tattici), MARTE (Sistemi Strategici).
Negli anni Novanta, ALCATEL acquisisce la proprietà di Telettra e la sede di Chieti vede consolidarsi la propria presenza nei settori dei Sistemi Tattici (SCRA, Supervisione di Reti tattiche) e Sistemi Strategici (Ponti radio in gamma SHF).
Negli anni 2000, il sito di Chieti diventa una Divisione di Thales Italia, e facendo leva sui propri skill tecnici e sviluppando la capacità di attrarre finanziamenti nella ricerca tecnologica avvia una nuova politica di prodotto, salendo la scala del valore, ovvero dai prodotti ai sistemi, fino ai servizi.